Nell’immagine Giorgi Shermadini, foto Ciamillo-Castoria

di Elio De Falco

Prima uscita senza il play argentino per gli uomini di Pablo Laso che espugnano Burgos, Gentile e Polonara festeggiano in terra basca.

Con le prime foto di Facundo Campazzo in maglia Nuggets erano saliti i dubbi sul Real Madrid, in visita al difficilissimo campo del San Pablo Burgos. La reazione merengue è stata veemente, soprattutto in difesa, come dimostrano i soli 60 punti concessi al terzo miglior attacco – se non contiamo gli anticipi della diciassettesima giornata disputati in settimana – del campionato. Nel terzo quarto gli ospiti piazzano lo strappo decisivo sull’onda di un responsabilizzato Laprovittola (13), ma anche di un ritrovato Rudy Fernández (10), spesso poco chiamato in causa in campionato. Su Burgos, a cui non bastano i 14 punti di Kravic né i 13 di Benite, pesano gli errori del finale di partita, figli di eccessiva frenesia per recuperare un incontro che aveva disputato comunque su discreti livelli. L’aneddoto della serata è l’espulsione di Randolph, reo di aver accumulato un fallo tecnico ed un antisportivo.

Segue a ruota Tenerife, il cui assalto alla vetta virtuale è sfumato solo per la vittoria merengue; lo fa triturando un impotente Obradoiro con un passivo di 45 punti (107-62) a coronamento di una gara che Shermadini (18 e 27 di valutazione), immarcabile, e Marcelinho Huertas (14+9 ass e 24 di valutazione), illuminato ed illuminista, gestiscono a piacere, coinvolgendo anche gregari come Cavanaugh (15), Salin (15), Butterfield (14) e Guerra (12) e permettendo agli aurinegros di chiudere con ben sei uomini in doppia cifra. Decisiva anche la fase difensiva dei padroni di casa, bravi ad allungare sistematicamente la difesa dopo un inizio che pareva favorire l’Obradoiro, e a ridurre a soli 6 punti l’attacco galiziano nel quarto periodo. Tra gli ospiti, Enoch (15) e Daum (11) sono le uniche note leggermente positive a fronte di una difesa che ha concesso di tutto e di più (74% da 2 e 61% da 3) agli avversari.

Non c’è solo felicità nelle isole Canarie, l’altra formazione isolana soccombe quasi immediatamente ad un Barcellona in serata di grazia. Con Oriola (14) sugli scudi, ma con una prestazione collettiva che permette a coach Jasikevicius di ruotare maggiormente i suoi giocatori per risparmiare energie in vista di impegni futuri, i blaugrana asfaltano gli ospiti (91-63) quasi senza spettinarsi, basti vedere il bassissimo minutaggio dei suoi leader tecnici, su tutti Mirotic che, nella giornata in cui i lunghi, Oriola e Pustovyi (10), hanno fatto il bello ed il cattivo tempo, calca il parquet per poco più di 13 minuti, Calathes appena 11 e mezzo. Di fronte, Gran Canaria resta una terra desolata, con i soli Okoye (11) e Costello (10) a provare a mantenere una parvenza di nerbo che non si è vista né dalla panchina (ancora molto discusso, per usare un eufemismo, coach Fisac) né dal resto del roster che, ormai, pare sempre più disconnesso dal proprio tecnico. La partita, quella “vera”, dura poco più di un quarto.

Dall’estremo sud, passiamo all’estremo nord, dove due italiani sono scesi in campo. Partiamo dal Fernando Buesa Arena, dove il Baskonia di un Achille Polonara (8+9r e 16 di valutazione) in crescita hanno avuto la meglio sul fanalino di coda Guipúzkoa, pur soffrendo più del previsto per portarsi a casa la posta in palio. È servita una grande prova di un chirurgico Henry (21 con 7/9 dal campo) e di un Giedraitis (17, 4/7 da 3) con la mano calda dall’arco per aver ragione degli uomini di Marcelo Nicola, apparsi molto più combattivi rispetto alle precedenti uscite e arresisi solo nel finale. Tra gli ospiti spiccano le prestazioni di Okouo (16+6r) e Radoncic (17), bravi a tenere vivo il match finchè la maggior profondità del roster a disposizione di Dusko Ivanovic non ha pesato nell’ultimo quarto, con Polonara e compagni decisamente più freschi che hanno sfruttato questo fattore per imprimere maggior velocità al proprio gioco e far pagare la stanchezza agli avversari. Finisce 83-71.

Non la miglior partita di Gentile (6), ma sì di Avramovic (26, 11 falli subiti e 35 di valutazione), incubo per la difesa di una Bilbao che, nonostante tutto, si arrende all’Estudiantes solo ad un secondo e mezzo dalla fine (77-78) quando Arteaga (15+8r) fa suo un rimbalzo offensivo vitale e ribadisce in fondo alla retina un pallone che pesava come un macigno. La vittoria interrompe la serie nera dei colegiales, anche se con un brivido ingiustificato, visto che la squadra capitolina si era affacciata al quarto decisivo forte di un vantaggio di 6 punti che ha dilapidato di fronte alla rabbiosa riscossa degli uomini di Alex Mumbrú, privi dell’infortunato Balvin, ma che hanno avuto in Reyes (21) e Huskic (15) due buoni sostituti.

Prosegue la marcia di un’altra big storica, l’Unicaja Málaga si sbarazza (102-81) di Murcia nonostante un primo quarto in cui sono stati gli ospiti a menare le danze. Nel secondo periodo, i padroni di casa, spinti da un brillante Francis Alonso(18), piazzano il parziale che spacca l’equilibrio in proprio favore, portando dalla parte biancoverde l’inerzia di un match in cui Murcia, soprattutto con il playmaker Frankamp (17), non ha certo demeritato, dovendo cedere il passo solo ad una prestazione maiuscola degli avversari, capaci di portare in doppia cifra 4 giocatori, ma quasi tutto il roster ha sfiorato i 10 punti personali. Per Málaga è il quinto successo consecutivo, il settimo nelle ultime 8 partite di campionato, a dimostrazione del fatto che le difficoltà di inizio stagione sono state un incidente di percorso ampiamente superato dalle parti del Martín Carpena.

Non c’è pace per l’altra andalusa del campionato: il Betis, sulla cui panchina debuttava Joan Plaza, deve arrendersi nel Principato, vittima di sé stesso piuttosto che di un’Andorra che poco più che ordinata. E dire che, nel primo quarto, la difesa imposta dal tecnico catalano aveva frenato l’attacco dei padroni di casa, capaci di chiudere la frazione in vantaggio grazie ad una grande penetrazione di Paulí (15), migliore dei suoi; il punteggio basso permetteva agli ospiti di nascondere le proprie imprecisioni, con un eccessivo uso del tiro dall’arco che (con solo l’11% di realizzazione) è stato un disastro per Feldeine e compagni. I – pochi – punti del Betis, infatti, arrivano soprattutto nel pitturato, dove Ndoye (11) sgomita contro i dirimpettai per tenere a galla i suoi. Poca roba, troppo poca, per impensierire un’Andorra che, giocando ad un livello quasi basilare, ha avuto ragione dell’avversario imponendo un passivo anche troppo pesante (72-55) per quanto visto sul parquet pirenaico, ma figlio, come detto, di una batteria di esterni ospite che è stata zavorra, invece che valore aggiunto.

Resta nei bassifondi anche Zaragoza, ancora incapace di regalare una vittoria al nuovo tecnico Sergio Oveja Hernández. Anche stavolta i biancorossi, pur combattivi, devono arrendersi nel finale alla maggior qualità di una Badalona che trova un grandissimo López-Aróstegui (28+9r e 39 di valutazione) per risolvere un match che, al 33’, vedeva i neroverdi inseguire gli ospiti a 8 lunghezze di distanza (63-71). Proprio il giocatore basco, con 8 punti consecutivi, guida la riscossa catalana, firmando il sorpasso, in collaborazione con Tomic(13) a 4’ dalla fine. Badalona, quindi, prova ad allungare ed una tripla di Ventura sigla l’80-73 a 2’46 dalla sirena che parrebbe decidere il match, tuttavia Zaragoza è viva ed Ennis (24) risponde due volte, sempre dall’arco, per riportare a contatto i suoi (80-79). Ancora una volta, però, è Aróstegui a chiudere i giochi, con la sesta tripla personale della serata. Alla fine è 88-81 Badalona, ma Zaragoza, prima o poi, otterrà i frutti del proprio lavoro.

Infine ci trasferiamo al Fernando Martín di Fuenlabrada, dove gli ospiti devono inchinarsi (61-68) ad una Valencia che ha fatto pesare più l’euforia per il blitz del Palau Blaugrana (anticipo della diciassettesima giornata) che la stanchezza per le tante partite ravvicinate, compresa quella persa in Eurolega contro l’Alba Berlino. Si decide tutto nel terzo quarto, quando la difesa taronja soffoca le velleità offensive dei padroni di casa, a cui concede unicamente 6 punti a fronte dei 22 realizzati. Non bastano, a Fuenlabrada, le ottime prestazioni di Trimble (18) e Meindl (18); è il resto del roster a non riuscire a dare adeguato supporto. Tra gli ospiti, il fatto che il miglior realizzatore, Kalinic, metta insieme solo 12 punti, potrebbe ingannare, ma a questi vanno aggiunti gli 11 di Williams ed Hermansson ed i 10 di Prepelic, a dimostrazione di un roster che conta su tante potenziali bocche da fuoco.

 

MVP: Xabi López-Aróstegui (Badalona)
Questo spazio, spesso, serve a dare luce ad eroi senza mantello. In una Badalona in cui comandano “grandi vecchi del campionato” quali Pau Ribas ed Ante Tomic, non è la prima volta che un ipotetico gregario si prende la scena. 28 punti, 9 rimbalzi, 39 di valutazione, ma soprattutto la forza di trascinare la squadra quando la partita sembrava scivolarle via tra le mani appannaggio di una Zaragoza che, ancora una volta, raccoglie meno di quanto seminato. Ecco, spesso ci basiamo sulla valutazione per decretare l’MVP di giornata, ovviando giocatori apparsi forse in ombra nel corso di un match, ma che hanno inciso nel momento decisivo. Questa settimana le due qualità coincidono nella figura della giovane ala di Getxo (Bilbao).

 

13ma GIORNATA
IBEROSTAR TENERIFE – MONBUS OBRADOIRO 107-62
JOVENTUT BADALONA – CASADEMONT ZARAGOZA 88-81
URBAS FUENLABRADA – VALENCIA BASKET 61-68
MORABANC ANDORRA – COOSUR REAL BETIS 72-55
RETABET BILBAO – MOVISTAR ESTUDIANTES 77-78
TD SYSTEMS BASKONIA – ACUNSA GUIPÚZKOA 83-71
UNICAJA MÁLAGA – UCAM MURCIA 102-81
HEREDA SAN PABLO BURGOS – REAL MADRID 60-74
BARCELLONA – HERBALIFE GRAN CANARIA 91-63

 

CLASSIFICA
REAL MADRID 13-0
TENERIFE 11-1
BARCELLONA 10-3
BASKONIA 9-4
BADALONA 8-3
MÁLAGA 8-4
BURGOS 8-4
ANDORRA 6-4
VALENCIA 6-6
MURCIA 6-6
MANRESA 6-6
OBRADOIRO 5-7
ESTUDIANTES 5-8
FUENLABRADA 4-8
BILBAO 2-10
ZARAGOZA 2-10
BETIS 2-10
GRAN CANARIA 2-10
GUIPÚZKOA 1-10

 

PROSSIMA GIORNATA (9-12-13 dicembre)
UCAM MURCIA – ACUNSA GUIPÚZKOA
BAXI MANRESA – JOVENTUT BADALONA
IBEROSTAR TENERIFE – HEREDA SAN PABLO BURGOS
COOSUR REAL BETIS – TD SYSTEMS BASKONIA
MOVISTAR ESTUDIANTES – VALENCIA BASKET
CASADEMONT ZARAGOZA – RETABET BILBAO
REAL MADRID – UNICAJA MÁLAGA
HERBALIFE GRAN CANARIA – URBAS FUENLABRADA
MONBUS OBRADOIRO – BARCELLONA

RIPOSA: MORABANC ANDORRA