Un’impresa che rimarrà a lungo nel cuore e nella mente di tutti i tifosi dell’Italbasket.

Il palcoscenico è sempre lo stesso, quello importante delle manifestazioni internazionali, cosi come l’avversario, la Serbia di coach Pesic.

Una vittoria voluta, cercata e sudata che fa tanto bene al morale dei ragazzi di coach Pozzecco che li proiettano in una posizione di grande vantaggio per il proseguio del torneo.

La partita si conlcude con il punteggio di 76-78 tirando con il 57% da due, il 58% da tre e il 57% dal campo.

Il piano partita degli azzurri era quello giocare una partita maschia, rocciosa, difendendo forte e sbagliando quanto meno possibile in attacco.

Dal punto di vista offensivo non dovevamo snaturarci, cosa che non abbiamo fatto. Abbiamo eseguito quello che sappiamo fare e che dovevamo fare: transizione (anche se con troppi errori), creazione di tiri aperti e ribaltamenti di campo per far affannare la difesa serba.

Nella nostra metà campo difensiva invece, difendere forte sui pick&roll tra portatore di palla e pivot dei nostri avversari, guerriglia su tutte le palle vaganti, cercando di limitare l’estro del trio Bogdanovi, Guduric e Milutinov.

Immergiamoci ora nel nostro playbook.

ATTACCO: finalmente i canestri si sono allargati anche per noi! E’ migliorata sensibilmente la percentuale al tiro della lunga distanza che è stata un’arma micidiale nella prima parte del match e che ci ha permesso di avere un ottimo approccio alla partita. Spissu, Fontecchio e Datome sugli scudi. Tutti in doppia cifra.

Pur avendo peccato di precisione in numerose transizioni che avrebbero potuto daci una maggiore spinta nell’andamento del match, siamo stati bravi a non forzare azioni e tiri pur di concludere e recuperare il match (siamo stati anche –16).

La pazienza e la volontà di giocare i nsotri pich&roll ed i spain games su un lato del campo hanno giovato e non poco.

Cosa da non sottovalutare anche i tagli lontano dalla palla sulla linea di fondo che hanno permesso più d una volta o ad un appoggio facile o ad un extra passaggio nell’angolo opposto per un tiro da 3 pt.

Tirando quindi con le percentuali sopra citate, e la non “giornata di grazia” di Bogdanovic, siamo riusciti a scamparla.

E’ emerso ancora una volta però la poca cattiveria agonistica e la poca voglia di azzannare la partita nei momenti clou.

Avremmo potuto “chiuderla” molto prima se, in qualche fase di stallo degli ultimi minuti, avessimo preso delle scelte più lucide e concrete.

Solo 7 i rimbalzi offensivi catturati a fine partita. Dato da migliorare sensibilmente.

DIFESA: eroici. La responsabilità difensiva e la difesa a uomo era la soluzione migliore conoscendo la struttura della squadra serba. Abbiamo commesso molti più falli dei nostri avversari (19-27) ma sono stati falli spesi bene e con lucidità.

Pur sprofondando a -16, siamo stati sempre attaccati alla partita con palle recuperate, occupando bene il pitturato in difesa guadagnando dei fischi a nostro favore per falli di sfondamento e cercando sempre di staccarci dal lato debole andando ad aiutare su una penetrazione o su uno scarico.

Lo schermare le linee di passaggio e il “difendere con le mani addosso” ha portato i suoi frutti.

L’obiettivo numero 1 era anche quello limitare la classe del trio Bogdanovic e Guduric dall’arco e Milutinov sotto le plances. Cosa che ci è riuscita non sempre ma è bastato.

La difesa a zona non è stata una scelta da seguire dallo staff azzurro proprio per quanto detto prima. La Serbia di Pesic, piena zeppa di tiratori avrebbe bombardato dai 6,75.

Infine la difesa stoica di Pajola e Tonut sui portatori di palla ed i close-out da parte di Melli, Datome o Ricci (uscito poi per 5 falli) hanno messo in affanno i giocatori serbi.

Il nostro cammino mondiale prosegue.

L’Italbasket è viva e vorrà affermarsi ancor di più dopo questa grande vittoria!

Al prossimo playbook!

Forza Italbasket!

 

Edoardo Cafasso