Simone, “non ti curar di lor, ma guarda e passa”. Scomodiamo Dante Alighieri, un mito della storia italiana per tirarne in ballo un altro di tutt’altro tipo.
Sembrerà esagerato, ma per tutti noi amanti della pallacanestro e tifosi della nazionale italiana, Simone Fontecchio ha rappresentato un mito.
Da più di un anno il pescarese è il punto di riferimento e leader della nostra rappresentativa. Prima con Meo Sacchetti, ora forse ancora di più con Gianmarco Pozzecco.
Fontecchio nel corso delle ultime stagioni ha raggiunto una maturità impressionante. Il suo modo di stare in campo, la sua leadership e la sua classe sono sotto gli occhi di tutti. Ha attirato le attenzioni di tutto il mondo del basket e infatti tra poco più di un mese si calerà nella realtà NBA. Gli anni all’estero all’Alba Berlino e al Baskonia per lui sono stati di slancio totale. È migliorato sotto tutti i punti di vista e il grande di salto di qualità l’ha fatto lontano dagli italici confini… ragioniamoci su!
E allora questo EuroBasket 2022 arrivato prima dell’inizio della sua nuova esperienza agli Utah Jazz. Chiamato ad un ruolo di enorme responsabilità all’interno delle gerarchie azzurre. Ruolo che ha accettato e onorato fino all’ultimo secondo della sconfitta ai quarti di finale contro la Francia.
Purtroppo l’epilogo lo conosciamo e sappiamo bene che è stato coinvolto nell’esito dei tempi regolamentari. Inutile ribadire quanto abbia pesato quello 0/2 dalla lunetta a 16 secondi dalla fine sul 77-75 in favore dell’Italia. Segnarli – con ogni probabilità – avrebbe significato qualificazione in semifinale. Purtroppo questo non è stato e non è bastata anche l’ultima disperata possibilità disegnata da Pozzecco per ridargli fiducia. Ma siamo sicuri che costruendo l’ultimo attacco su Fontecchio – dopo lo 0/2 – sia stata la scelta giusta? Segnato dagli errori precedenti probabilmente per proteggerlo sarebbe stato meglio escluderlo da questa possibilità… ma indietro non si può tornare e quindi accettiamo – con dolore – il verdetto finale.
Caro Simone, sappiamo quanto ti abbia fatto male e quanto ti sei sentito responsabile di tutto questo. Quello che vogliamo dirti però è che è già arrivato il momento di ripartire e guardare avanti con ancora più motivazione rispetto a prima. È chiaro che pesano, ma gli errori li commettono tutti. La stessa identica situazione è capitata a Cedi Osman, sempre contro la Francia agli ottavi di finale, e qualche ora dopo Italia-Francia è capitato al fenomeno NBA, Luka Doncic in Slovenia-Polonia.
Puntare il dito contro Simone Fontecchio, attaccarlo e prendersela con lui per la sconfitta è quanto di più sbagliato si possa fare. Ma questo ce lo attendiamo solamente dai più beceri commentatori da bar sport… o da social network.
Se l’Italbasket è arrivata fino a quel punto, ad un soffio (perché veramente di soffio si tratta) dalla semifinale è anche e soprattutto grazie a Fontecchio. Contro i transalpini ha giocato l’ennesima partita monumentale, coronata da canestri impossibili che hanno fatto esultare di gioia un paese intero.
Questo EuroBasket doveva essere il torneo della consacrazione. L’epilogo è stato infelice, ma è il percorso che conta ed è stato favoloso. Fontecchio ha fatto sognare tanti appassionati, è diventato il giocatore di riferimento del nostro movimento e ancora vengono i brividi – per noi presenti al Forum di Assago per la fase a gironi – ricordare il coro unanime “MVP MVP” nel post Italia-Grecia.
Quindi testa alta, sguardo rivolto al futuro e orgoglio per quello che è stato fatto. 

Eugenio Petrillo 

Nell’immagine Simone Fontecchio, foto FIBA