Le parole dei due coach, al termine di GARA 3

 

ETTORE MESSINA:

“Sono felice che la mia squadra abbia giocato una buona partita davanti a Roberto Baggio, uno dei grandi idoli di tutti noi italiani, non solo per quanto fatto in campo, ma per come sia stato un punto di riferimento. Un grande onore averlo qui, spero si sia divertito, nonostante la sconfitta di Brescia.  Abbiamo fatto una serie con personalità, coesione difensiva e voglia di passarci la palla Sono le cose fondamentali per vincere. Siamo cresciuti nella serie, nonostante  gli acciacchi di Shields  per i problemi al suo tendine, che speriamo di recuperare al meglio per la finale.  Sarà una finale durissima, contro chiunque sia , anche se immagino sarà ancora con la Virtus. Un grande risultato fare quattro finali di fila, di questo come club e come squadra siamo molto orgogliosi. Molto bravo Voigtmann a farsi trovare pronto per l’infortunio di Billy, Tonut sta giocando con presenza da tutta la stagione. Flaccadori è cresciuto molto. Poi. quando Ricci è in partita, ci permette di giocare con i tre lunghi. Non è facile per lui, perché deve giocare da 3. Quelle volte che l’ha fatto con serenità e fiducia, ci ha dato molto in difesa ed in attacco”.

 

ALESSANDRO MAGRO:

Non è una conferenza stampa facile. Complimenti a Milano che ha giocato una serie con solidità da grande squadra. E’ arrivata con gerarchie chiare, rotazioni chiare, con merito hanno trovato percentuali altissime. I grandi campioni quando conta fanno le cose che servono». Al netto della partita, dell’amarezza nel chiudere una stagione bellissima. Ho il groppo in gola. Svegliarsi domani mattina e non avere qualcosa da preparare, fa girare abbastanza le scatole. E’ un mio difetto, troveremo il modo di rigenerarsi.

Salviamo questa stagione con ricordi incredibili. La mia analisi è abbastanza appannata, questo è un gruppo che avrei voluto allenare ancora, e ancora, e ancora».

Nella famosa diatriba del duopolio, mi sono sempre schierato tra quelli che dicono che fa bene al basket italiano. Spinge a fare meglio, ad accorciare la distanza. Sono state tre partite dove il gap si è visto. Puoi battere Milano o Bologna in una partita, in una serie non è impossibile ma diventa molto difficile.

Sapete quanto io sia legato a questo posto. E’ una creatura che è cresciuta insieme a me.

In tre anni abbiamo vinto un titolo, mi sento bresciano, voglio restare ma, ovvio, sono ambizioso. Spero che tutti si sia ambiziosi per provare a continuare  in quella direzione».

Ho iscritto mio figlia alle medie a Brescia. Sto bene qua, mi sento davvero legato a questo posto».

 

Nell’immagine Messina,Foto Ciamillo Castoria

 

Gianfranco Pezzolato