Oggi è una giornata storica, una di quelle che rimangono impresse nella mente. A noi, ma a soprattutto in quella di una popolazione di una nazione intera. Oggi, 28 agosto 2023, la nazionale di pallacanestro del Sud Sudan ha vinto la sua prima partita di sempre in un mondiale.
Avevamo parlato mesi fa della storica qualificazione alla FIBA World Cup, oggi celebriamo il successo (netto, 89-69) contro la Cina.
Oggi i ragazzi di coach Royal Ivey (ex giocatore con trascorsi NBA, nato ad Harlem) hanno scritto una pagina meravigliosa del nostro sport.

La storia di questa nazionale è da film. Innanzitutto – prendendo spunto da quelli sempre ottimi, degli amici della Giornata Tipo – va ricordato quanto il Sud Sudan sia la nazionale più “giovane” nel panorama cestistico. La squadra si è formata solamente nel 2011 dopo l’indipendenza dal Sud costata 2 milioni e mezzo di morti.
Il Sud Sudan è lo stato più povero e quello con l’indice di sviluppo umano peggiore al mondo dove acqua potabile e servizi igienico-sanitari sono privilegi per pochi. Figuriamoci un campo o un palestra dove potersi allenare al meglio. Infatti questa meravigliosa nazionale non ha mai potuto disputare una sola partita nel proprio paese perché sprovvista di palasport.


La squadra è stata creata da Luol Deng, ex giocatore NBA, e tutti i giocatori vivono all’estero. Quando si è verificato il primo miracolo (qualificazione alla FIBA World Cup 2023) Deng ha pagato di tasca sua un volo privato per la capitale (Giuba) dove c’erano oltre 7mila persone pronte a festeggiare i propri eroi.  
Ma ora il sogno continua e i ragazzi di Ivey faranno di tutto per ritagliarsi spazio in questa competizione e, perché no, qualificarsi alle prossime Olimpiadi.
È incredibile come la prima vittoria in un mondiale sia arrivata contro la Cina, una delle superpotenze globali, uno degli stati più grandi, popolati e ricchi al mondo. In Cina vivono un miliardo e mezzo di persone, in Sud Sudan 10 milioni.
Oggi si è scritta la storia, il Sud Sudan è entrato nell’olimpo del basket. 

Eugenio Petrillo

Foto FIBA