Alla ricerca di conferme, e di due punti pesanti. La Dolomiti Energia Trentino arriva all’ultimo impegno ufficiale di questo 2022 dopo una settimana sulle montagne russe, iniziata con il clamoroso colpaccio contro Milano ma proseguita con il brutto scivolone in Eurocup a Wroclaw.

Nel giorno di Santo Stefano, alle 17:30, gli uomini di Molin saranno di scena all’Allianz Dome per affrontare la Pallacanestro Trieste del giovane coach Marco Legovich. I friulani sono un avversario ostico, che al momento ha colto solo tre successi in tutto il campionato, ma è in crescita dopo un pessimo avvio e soprattutto può vantare un reparto esterni di ottimo livello, in grado di reggere quasi da solo un attacco da oltre 80 punti a partita. Due scorer completi e pericolosi come Frank Bartley e Frank Gaines (rispettivamente primo e decimo realizzatore del campionato) sono sapientemente guidati dalla regia del leader Corey Davis e della bandiera Michele Ruzzier, tornato nella sua città natale (dove aveva già svolto il percorso giovanile e giocato nel triennio 2011-2014) dopo l’esperienza nella corazzata Virtus Bologna.

In attesa di capire se Matteo Spagnolo sarà a disposizione dopo l’infortunio (si parla di probabile game-time decision per la chiamata nr. 50 dell’ultimo Draft NBA), per i bianconeri sarà dunque fondamentale mostrare nuovamente la solidissima difesa vista contro l’Olimpia, mantenuta nel turno precedente a soli 47 punti segnati nella prima mezzora di gioco. Da questo punto di vista potrebbe rivelarsi decisiva la prestazione dell’unico ex di giornata, il lungo Andrejs Grazulis. Spetterà anche a lui, che l’anno scorso decise la sfida di andata fra le due squadre con un memorabile buzzer-beater in faccia al suo nuovo compagno Diego Flaccadori, il compito di proteggere il ferro dalle penetrazioni degli esplosivi esterni triestini garantendo anche il suo solito contributo da oltre l’arco in attacco.

L’ala lettone affronterà per la prima volta da avversario la squadra che lo ha lanciato nel massimo campionato italiano, dove ha giocato negli ultimi due anni centrando i playoff nella stagione 2020-2021 e totalizzando oltre 600 punti segnati e quasi 400 rimbalzi catturati in 68 partite. Ritroverà dall’altra parte coach Legovich, assistente prima di Dalmasson poi di Ciani durante il suo biennio nel capoluogo friulano, e gli ex compagni Davis, Alessandro Lever, Luca Campogrande e Lodovico Deangeli, il classe 2000 diventato ora capitano della squadra.

La priorità resta non ripetere gli errori visti nella tremenda trasferta di Wroclaw, una partita da dimenticare al più presto in cui Forray e compagni non sono mai riusciti a trovare né le contromisure all’attacco dei polacchi né il ritmo nella metà campo offensiva, uscendo dal match di fatto al primo allungo dello Slask. Lecito che coach Molin chieda qualcosa in più in questo momento della stagione ad altri due lunghi a sua disposizione, ovvero Darion Atkins e Max Ladurner. Il centro americano è sembrato molto scarico di energie nelle ultime uscite, compresa la sfida con Milano in cui al netto di alcune giocate molto pesanti ha faticato non poco a segnare con la costanza vista nei turni precedenti. Il prodotto del vivaio bianconero invece, dopo l’infortunio che ne ha condizionato l’avvio di stagione, non ha ancora offerto alcun contributo significativo alla causa trentina ad eccezione del blitz al Taliercio contro la Reyer, in cui ha avuto molto spazio per via dei problemi di falli degli altri lunghi.

Chi invece è chiamato a confermare il suo buon momento di forma è senza dubbio Drew Crawford. L’ex MVP del campionato non starà viaggiando alle sontuose medie di quell’indimenticabile stagione a Cremona, ma si sta ritagliando un ruolo importante nell’attacco della Dolomiti Energia grazie alle sue doti balistiche, al buon lavoro a rimbalzo e alla capacità di colpire nei momenti cruciali. Anche contro Wroclaw, seppur colpevole di diverse disattenzioni in difesa nel primo tempo, il figlio del noto arbitro NBA Dan ha ottenuto una doppia cifra abbondante con 14 punti e un buon 50% al tiro sia da 2 che da oltre l’arco.

A Trieste dunque l’Aquila Basket andrà alla ricerca dell’ottava vittoria stagionale in LBA, che potrebbe avere una valenza doppia: si tratterebbe non solo di un altro notevole passo avanti verso le Final Eight di Coppa Italia a Torino, ma anche della certezza matematica di arrivare al giro di boa del campionato con un record sopra la “fatidica” soglia del 50% di successi. Un ko, pur non compromettendo più di tanto la posizione di classifica, costringerebbe invece i bianconeri ad uno sprint nelle ultime tre uscite del girone di andata con le delicate sfide contro Brindisi, Brescia (in trasferta) e Reggio Emilia.