L’Olimpia cade anche a Kaunas, mancando l’appuntamento con il referto rosa per la quarta volta di fila.

Il dato ovviamente preoccupa, così come lo score in Euroleague, che adesso dice quattordicesimo posto con 3 vinte e 5 perse.

Come con la Virtus, Milano palesa difficoltà offensive e, se con la squadra di Scariolo aveva chiuso a 59 punti, in Lituania ha scollinato di poco la quota dei 60, scrivendo 62 sul tabellone luminoso a fine gara.

Messina, che nella difficoltà del momento sembra avere le idee ben chiare, ha evidenziato nel post gara lituano come la sua squadra non riesca a creare i necessari vantaggi e nemmeno ad assorbire i contatti fisici.

L’allenatore, ex CT azzurro, ha colto perfettamente il punto.

Un match europeo a questo livello ineluttabilmente richiede le componenti sopracitate per poter essere competitivi e vincere le partite.

Quanto affermato precedentemente rappresenta il problema principale, accusato dall’Olimpia nelle ultime serate di coppa, non sembra una questione di approccio a livello generale e la costante abnegazione, dimostrata in difesa, contro Lekavicius&Co, ne è una lampante riprova.

Visti i risultati degli ultimi impegni sul parquet continentale si percepisce una comprensibile sfiducia che pervade la squadra nei momenti di prendersi le responsabilità in attacco e, soprattutto, tanti, troppi tiri aperti sbagliati.

Le “Scarpette Rosse” hanno infatti concluso l’incontro in terra lituana con 13/34 da 2 (42%) e 8/30 da tre (26%).

Gli alibi certo non mancano, perché è difficile essere competitivi quando si hanno tanti infortuni, come se non bastasse, tutti concentrati nel reparto dei 2/3.

Ieri alla lista degli assenti erano iscritti, oltre al lungodegente Shields, anche Baron Datome e Tonut e le rotazioni per quel ruolo erano ridotte all’osso, con i soli Alviti e Baldasso disponibili.

E’ una notizia delle ultime ore l’ufficialità di Luwawu- Cabarrot, guardia- ala di 27 anni con tanta esperienza a stelle e strisce nel bagaglio, con l’ultima tappa NBA in quel di Atlanta, con gli Hawks, senza dimenticare l’argento alle ultime Olimpiadi e ai recenti Europei.

Grazie ai suoi 201 centimetri può garantire fisicità, oltre a conclamate doti balistiche, a Tokyo 2020 ha chiuso l’esperienza con un 37,5% al tiro pesante.

Non bisogna incorrere nell’errore di credere possa risollevare da solo la compagine milanese, anzi avrà bisogno di pazienza e tempo per integrarsi al meglio, a livello ambientale e tattico.

Chiaramente la sua presenza può aiutare tanto un reparto esterni in difficoltà.

Tornando al contesto generale, il giudizio su Milano rimane sospeso, con la speranza di vederla quanto prima a ranghi completi, per poterla valutare sulla base di come era stata pensata la scorsa estate.