Chi lo avrebbe mai detto a inizio campionato? Nessuno, e Varese vola alle Final Eight, a 4 anni di distanza, con la vittoria per 104 a 90 contro Brindisi. Una vittoria roboante, in un match dominato dall’inizio alla fine, tranne per un piccolo spiraglio nel primo periodo.

Una vittoria indiscutibile. Nettamente in controtendenza con la filosofia biancorossa finora, di una squadra che ha spesso dominato, ma che nei quarti periodi si è fatta prendere dalla pazzia. Oggi no, oggi sulle onde altissime di un Owens rigenerato, di un Brown da 28 punti e del solito Ross galoppante in regia, si è centrato il primo traguardo di stagione: le Final Eight. A 4 anni di distanza, con 4 anni in cui la realtà biancorossa ha scacciato per 2 volte miracolosamente lo spettro della retrocessione. In cui la stabilità è stata una chimera, e i cambi erano all’ordine del giorno, questa vittoria e questo traguardo danno una speranza pura e bellissima a una squadra che punta a ritrovare quella stabilità necessaria per tornare a essere competitiva sotto tutti i livelli. La sgroppata data nel terzo periodo è di una squadra consapevole dei propri mezzi e limiti e che voleva a tutti i costi festeggiare un qualcosa di veramente importante. Lo sgarbo ai danni dell’ex allenatore, amatissimo, Frank Vitucci, è importante anch’esso, quasi a voler essere la rampa di lancio per tornare proprio ai livelli di quando in panchina sedeva l’attuale allenatore di Brindisi.

Una Brindisi che è stata in partita solo nel primo periodo, quando ha chiuso sul +1. Troppo poco gioco e il solo Reed a tirare le redini di una squadra che soffre dannatamente l’infortunio di Harrison. Una Varese bellissima, che rialza forte la testa in un momento in cui c’era molto buio. Non scomporsi, né in uno senso, quello delle tenebre, della paura di vanificare quanto di buono fatto finora, era fondamentale. Non scomporsi, nemmeno nell’altro senso, quello della felicità totale, e le parole di Woldetensae a fine partita sono un monito importante di maturità, è altrettanto fondamentale. Adesso si festeggia. Ma quando cala la notte, e tutto si ripristina, Varese dovrà resettare tutto. L’alba è sempre troppo lontana e per vederla bene, bisogna essere all’altezza giusta.

HAPPY CASA BRINDISI I TOP:

MARCQUISE REED: Oltre 20 punti e una prestazione da leader che conferma la continua crescita di questo giocatore. È una spina nel fianco continua della difesa di Varese, che fa una fatica immane a contenere le sue scorrazzate.

NICK PERKINS: Sotto canestro è una sicurezza, fondamentale in tutte le sue giocate attacco e difesa per questa Brindisi. Owens e Caruso lo soffrono da morire.

HAPPY CASA BRINDISI I FLOP:

JASON BURNELL: Spento, spentissimo. Irriconoscibile. Non dà vigore ad una squadra che necessità della sua vivacità per poter imprimere un ritmo diverso al match.

JUNIOR ETOU: Quasi un fantasma per oltre 20 minuti. Oltre a non contribuire a livello di punti alla causa, non riesce nemmeno ad essere presente difensivamente.

PALLACANESTRO VARESE I TOP:

MARKEL BROWN: Quasi 30 punti in praticamente 40 minuti giocati. È impossibile rinunciare a questo livello di Brown. Varese è corta, cortissima, ma per l’allungo fondamentale del match si affida alle triple e le giocate di questo fenomeno.

COLBEY ROSS: Non è più una novità, anzi farà rumore la prima volta che verrà escluso dai top del match. Ross è il faro nella tempesta che guida questa Varese, nel momento forse più difficile che ha avuto finora.

PALLACANESTRO VARESE I FLOP:

GUGLIELMO CARUSO: Al contrario di Owens, che oggi disputa una gran partita soprattutto offensivamente, Caruso ancora non riesce a trovare la sua dimensione e soprattutto non sfonda mai né in uno né nell’altro senso del gioco. Unico flop di questa vittoria biancorossa

LE PAGELLE:

HAPPY CASA BRINDISI: Etou J. 4, Burnell J. 5, Reed M. 7, Mascolo B. 6.5, Perkins N. 6.5, Bowman K. 6.5, Mezzanotte A. SV, Riisma J. 5, Dixson D. SV

PALLACANESTRO VARESE: Ross C. 7.5, De Nicolao G. 6, Brown M. 9, Caurso G. 5, Johnson J. 6.5, Woldetensae A. 6.5, Owens T. 6.5, Ferrero G. SV