Come in una fiaba. Tra fantasia e realtà, emozioni e stupore, trepidazioni e sfide, sogni e progetti. Paure e coraggio.
Come in una fiaba. Un viaggio dentro un mondo che ogni giorno è da scoprire. Da sentire sempre più tuo. Avventura tutta da vivere, fra sorrisi e strade tortuose. Ad interpretare questa favola moderna sono le ragazze della V nera. Quelle di ieri e quelle di oggi.
Protagoniste d’una storia giovane giovane, cominciata appena tre anni fa, ma già notevole. Storia importante per il significato sportivo e sociale. E per i valori che rappresenta.
Storia importante perché porta con sé le ambizioni di un Club che si chiama Virtus Segafredo, e da questa sera il fascino dell’Euroleague.
Penso che neanche il più ottimista avrebbe immaginato, nel giugno-luglio 2019 quando la Sezione   Basket femminile della Virtus stava prendendo forma, che il 26 ottobre 2022 sarebbe stata in scena nella principale competizione europea.

Nasceva tre anni fa la V nera delle ragazze. Da un’idea di Massimo Zanetti e Luca Baraldi. Il Proprietario e il suo braccio destro. Si guardarono negli occhi, dopo aver appreso, leggendo un giornale, che per la seconda volta stava per infrangersi il sogno “massima serie” delle ragazze del Progresso Matteiplast. Loro, quelle ragazze, il sogno lo avevano cullato e afferrato. Conquistando nuovamente sul campo, da guerriere orgogliose, il diritto di partecipare al principale campionato italiano. Le risorse economiche del Club, però, non permettevano il grande salto. Gianfranco Civolani, l’indimenticato e indimenticabile Civ, storico giornalista bolognese, grande scrittore, uomo di sport e di cultura, popolare e istrionico personaggio televisivo, una vita da Presidente-Proprietario nel basket femminile (a capo dapprima della Libertas Bologna dal 1963, poi dal 2006  alla guida del Progresso Basket) cercò anche in quella primavera-estate del 2019 di battere tutti i sentieri per trovare le risorse necessarie. Fu tutto inutile. Com’era stato anche l’anno precedente. La città di Bologna non rispose. E il Progresso Basket Femminile, con risorse limitate, non poteva fare la serie A.
Il Civ, purtroppo, in quel periodo cominciava a non godere più di buona salute.  Ricordo che qualche anno prima, nel corso d’una intervista, raccontava: “Qualcuno dice: come mai la città di Bologna non ha mai vinto lo scudetto nel basket femminile? E’ perché sono sempre mancati i buoni investitori”.
Aveva ragione. Ebbene, proprio a metà del 2019, Massimo Zanetti decide di investire forte anche sul basket rosa. Dotando la mitica Virtus Pallacanestro anche della Sezione Femminile. Da una costola del Progresso Basket, che ripartirà dalla serie B, nasce la V nera delle ragazze. La Segafredo entra a far parte della LBF. Sei giocatrici del Progresso Matteiplast (Tassinari, D’Alie, Tava, Cordisco, Rosier, Tartarini) più coach Giroldi e l’ex-giocatrice Nannucci che diventa dirigente responsabile, vanno a comporre una parte sostanziosa della Virtus Segafredo nella massima serie. In quella che è stata la primissima stagione delle bianconere.
Il 9 luglio 2019 la squadra femminile della V nera dei canestri veniva presentata ufficialmente, in un’atmosfera di emozione e gioia, a Palazzo Varignana.
Il 20 ottobre, nel terzo turno di campionato, il debutto a Bologna. Nel palasport di Piazza Azzarita. E la prima storica vittoria. Quel 73-65 contro la squadra ferrarese di Vigarano Mainarda. Partita bella, emozionante. Quel giorno a trascinare la V nera furono Ana-Marija Begic (21 punti e ben 12 rimbalzi per la croata) e la giovane spagnola Angela Salvadores con le sue accelerazioni, gli 1c1, i 23 punti.
Già, Angela Salvadores. L’ex-virtussina indossa dalla stagione scorsa la maglia arancio-nera Cultura del Esfuerzo del Valencia e pertanto questa sera, nell’atmosfera passionale del “Pavellò Municipal Font de San Lluìs” (noto anche come La Fonteta), sarà una valorosa e insidiosa avversaria.
Ma… prima di arrivare a parlare del debutto delle virtussine nella FIBA Euroleague Women, un passo indietro: alla serie finale per lo scudetto della primavera scorsa. Con interpreti Cecilia Zandalasini, Ivana Dojkic e le loro compagne contro lo squadrone italiano più dominante di questi primi decenni del nuovo millennio: la Famila Wuber Schio. Un Club organizzatissimo (che fa pallacanestro femminile dal 1973 ed è in serie A dal 1978) e che ha vinto 11 titoli di Campione d’Italia nello spazio di 17 anni. Dal 2005 al 2022. E nello stesso periodo anche 13 Supercoppe Italiane e 11 delle 13 Coppe Italia del Club. Negli Anni Duemila la pallacanestro femminile di Schio sei è affermata pure a livello internazionale, trionfando in Eurocup nel 2008 e allungando le mani su 2 Coppe Ronchetti.
La Famila Schio il 5 maggio vinse l’undicesimo scudetto. Con tutta la qualità e la forza del suo profondo roster. Alle ragazze della Virtus Segafredo rimase la soddisfazione d’aver vinto una partita nella serie finale (gara3) e d’essere arrivate clamorosamente a sfidare per il titolo il potente gruppo vicentino. Mai, nella storia, una squadra di pallacanestro femminile bolognese s’era spinta così in alto. Superato quel terzo posto che resisteva – come risultato migliore – da quarantanove anni: lo firmò nel 1973 la Libertas Bologna targata 3Bi di coach Lanfranchi e del Presidente Civolani.

Tre anni appena di attività per la sezione femminile della Virtus Segafredo.  E già risultati importanti: una semifinale nel 2021 (perduta contro la Reyer Umana Venezia che poi andra’ a vincere il titolo tricolore di quella stagione), una finale-scudetto (maggio 2022), una finale di Coppa Italia (marzo 2022), una finale di SuperCoppa in avvio di questa stagione. Sfide d’alto livello, tutte perse contro Schio. E’ stato importante, comunque, essere lì. E sarà fondamentale, in prospettiva,  continuare ad esserci.

E adesso è il giorno di un altro evento. Un altro passo nella storia, lungo un percorso vertiginoso per la Virtus Segafredo. Il debutto nella competizione più prestigiosa d’Europa. L’Eurolega. Dura, durissima, difficile, ma eccitante. Il territorio dove si sfidano le giocatrici più forti, i Club più competitivi.
Un’altra avventura da provare, da conoscere, da vivere per le ragazze della V nera. Che propongono un quintetto meraviglioso. Composto da Ivana Dojkic, Cecilia Zandalasini, Kitija Laksa, Cheyenne Parker, Iliana Rupert. Qualche problema a livello di cambi, attualmente, per l’indisponibilità dell’infortunata Sabrina Cinili e per il lento recupero di Beatrice Barberis che è stata ferma a lungo e deve ovviamente recuperare il ritmo migliore. Contrattempi che vanno a condizionare un roster che – a mio parere – non è sufficientemente profondo.

Anche il Valencia Basket Club è stato costretto (e ancora lo è) a destreggiarsi tra gli infortuni. Stasera al via dell’Eurolega, come già nelle quattro partite del campionato spagnolo, il team valenciano sarà privo di tre stelle. Mancheranno Alba Torrens (giocatrice straordinaria, ala di 1,93), Cristina Ouvina e la nazionale australiana Rebecca “Ben” Allen. Semplicemente… le migliori della squadra. Recentemente il Valencia ha inserito l’interessantissima greca Eleanna Christinaki, che a settembre aveva fatto vedere il proprio talento a Schio, tesserata dalla Famila con un contratto di un mese quando ancora non erano arrivate in Italia le statunitensi Mabrey e Howard. Poi, liberata dalla Famila, la venticinquenne greca dall’ottimo tiro si è accasata a Valencia.
Senza Torrens, Ovina e Bec Allen, la leadership valenciana sarà nelle mani e nel cervello della guardia Queralt Casas. Un punto di riferimento affidabilissimo, alla quarta stagione con Valencia.

Sarà una sfida appassionante, interessantissima, questa che andrà in scena stasera a “La Fonteta”. Inizio ore 20. Al punto che la FIBA l’ha annunciata come “Game of the week”.
Il duello fra Cecilia Zandalasini e Queralt Casas potrebbe fare la differenza.
La partita si vedrà “live” su You Tube nel canale della Fiba

Maurizio Roveri
Foto sito Euroleague Women