Abbiamo intervistato Luca Dalmonte, allenatore della Fortitudo Bologna lo scorso anno in Serie A2 fino ai playoff, nella sua carriera quarantennale ha allenato la Scandone Avellino, Pesaro, Cantù, Virtus Roma, ha vinto una Coppa di Turchia nel 2013 con il Fenerbahçe Ulker ed è stato il vice allenatore della Nazionale Italiana dal 2010-2016, abbiamo parlato della stagione, iniziata settimana scorsa, della Serie A2 e anche del futuro della sua carriera.
LA SUA CARRIERA
-Parliamo un po’ di te e della tua carriera, dopo l’inspiegabile esonero dello scorso anno con la Fortitudo come vivrai questa stagione? Quali sono i tuoi obbiettivi?
“Sono serenamente in attesa di vedere se qualche opportunità durante la stagione può indurre interesse o meno, l’estate è stato un periodo in cui non ho incrociato, fronte un paio di situazioni proposte, le giuste motivazioni, e per onestà e correttezza non le ho accettate, per cui ho deciso di mettermi in lista d’attesa con grande serenità.”
-Quest’estate non è arrivata l’offerta giusta, ma per te andrebbe bene allenare anche all’estero oppure preferiresti stare in Italia?
“Noi riempiamo molto le nostre fantasie con l’estero, io ho avuto due esperienze fuori dall’Italia, ma credo che per noi allenatori italiani sia molto difficoltoso perché non abbiamo una rete di rappresentanza che ci accompagni. Inoltre probabilmente molti di noi comunque preferiscono il comfort di casa piuttosto che lanciarsi in un’avventura dove ci si mette molto in discussione, questi due elementi base poi determinano le difficoltà di perseguire, anche perché la concorrenza è molto alta e non siamo rappresentati in modo così presente come allenatori di scuola slava e ultimamente anche gli spagnoli che sono in giro per l’Europa.”
-L’anno scorso c’è stato questo esonero un po’ inspiegabile, perché comunque avevi raggiunto i playoff con la Fortitudo, come l’hai vissuto, come ti sei sentito dopo?
“Sorrido solo al pensiero, conosco esattamente le motivazioni, le dinamiche, dico solo che mi auguro che siano motivazioni e dinamiche che non appartengano mai più alla Fortitudo”
LA NUOVA STAGIONE DI A2
-Come ti aspetti questa stagione di A2?
“Molto interessante, equilibrata, dura e tosta, soprattutto nel girone Rosso dove c’è un livello di competitività altissimo, c’è un equilibrio tecnico straordinario e sarà sicuramente un’annata molto interessante ma altrettanto difficile perché ogni partita può veramente rappresentare sempre delle difficoltà. Il girone Verde mi sembra un po’ più abbordabile, mi sembra ci sia un livello un po’ più tendente al medio, mi rifiuto di utilizzare il termine basso. Poi ci sono tante società che hanno dichiarato di puntare alla Serie A quindi è inequivocabile che alla fine ci saranno dei club delusi di non aver centrato l’obiettivo, c’è tanta concorrenza.
-Con la nuova formula delle 6 retrocessioni, cosa cambia per allenatori e giocatori?
“Cambia perché 6 retrocessioni su 24 squadre sono esattamente il 25% e quando la percentuale di rischio retrocessione è così alta si innesca una mattanza spaventosa per cui sarà veramente una stagione difficilissima da un punto di vista tecnico, ma lo sarà ancora di più da un punto di vista emotivo, che sarà una chiave importantissima per tutta la stagione, non bisognerà esaltarsi troppo o abbattersi da eventi positivi o negativi, l’equilibrio emotivo sarà determinante.
-Anche la formula della Serie B non ti sembra un po’ troppo complicata?
“Io sulle formule ho deciso di soprassedere, mi sembra che sia sempre più difficile trovare la soluzione più facile, questa cosa porta poi a disorientare, bisognerebbe cercare la soluzione più semplice in modo che tutto sia molto più chiaro.”
-Quali squadre vedi favorite per questa A2? E quali possono essere le sorprese?
“Mi sembra che molte squadre si siano autoproclamate con l’obiettivo di salire in Serie A, a me è difficile fare pronostici perché è come entrare in casa degli altri che non è mia abitudine. Ci sono tante squadre che sono state costruite per vincere e che hanno le credenziali per farlo, secondo me la differenza vera la farà, ripeto, la tenuta emotiva, l’equilibrio, la qualità del lavoro e la consistenza del gruppo. Difficile trovare una sorpresa perché tante sono le candidate, tante sono le squadre che possono raggiungere l’obiettivo, faccio fatica a pensare che ci sarà una sorpresa.”
-Cosa ti aspetti sul piano di gioco e delle novità tecniche?
“Io leggo sempre lamentele sulle squadre, di cui si dice giochino tutte uguali, che c’è un sistema che si è appiattito da un punto di vista delle proposte, mi verrebbe da far fare una riflessione a chi dice questo: gli allenatori dovrebbero avere il coraggio di tentare di proporre qualcosa di nuovo e per farlo si necessita di tempo, il quale è sempre mancante nella pazienza di valutare il lavoro di un allenatore. Sono questi due elementi che stridono e che non possono coesistere, perché creare delle nuove proposte a livello tecnico che siano offensive o difensive sarebbe una bella sfida, ma serve il tempo che agli allenatori non si dà.
-I giocatori che sei più curioso e che saranno da seguire questa stagione?
“Mi farebbe piacere che la generazione 2000 potesse essere protagonista, allo stesso tempo però questa risposta deve tener conto che quest’anno sono stati tolti gli Under e che tante squadre puntano su esperienza, giocatori già pronti, perché per raggiungere due promozioni è necessario avere solidità e per evitare le retrocessioni è essenziale avere giocatori esperti, quindi ho la sensazione che pochi club possano puntare realmente su dei giovani perché la necessità di centrare gli obiettivi è altissima.”
-E’ davvero il campionato degli italiani in senso costruttivo, di formazione o sta diventando un’opportunità per chi si gioca spiccioli di carriera?
“Io credo che ci siano giocatori che possano utilizzare nel modo corretto questo campionato per consolidarsi e per affacciarsi poi, in un prossimo futuro, al campionato di Serie A. Ci sono giocatori che, secondo me, nell’arco di una o due stagioni possono essere pronti per fare il salto, quindi deve essere un campionato che forma atleti pronti per giocare la LBA. Credo che nelle prossime stagioni, quando ci saranno meno squadre, ci sarà ancora più possibilità di avere e di costruire giocatori in questa direzione.”
-Un commento sulla prima giornata, quali sono le partite o le squadre che ti hanno colpito e stupito di più?
“Per me è difficile, fronte a una prima giornata, dare una risposta corretta alla tua domanda, io penso che nel girone Rosso si sia evidenziato da subito il grande equilibrio, mentre nel girone Verde le favorite hanno perseguito e hanno centrato la vittoria, mi sembra però che anche più di una partita contro pronostico sia stata equilibrata.”
ANTEPRIMA SECONDA GIORNATA
-Parliamo un po’ della seconda giornata, due big match per girone, iniziamo dal girone Rosso, Verona – Cento, come ti aspetti questa partita?
“Verona è una squadra che mi intriga molto, al di là delle prospettive che hanno dichiarato, ovvero di essere sicuramente una squadra che gioca per salire, è stata costruita con un bel mix. Cento ha cambiato tanto, e quindi probabilmente è ancora alla ricerca dei propri equilibri. Verona ha vinto una partita tosta, perché vincere a Cividale è difficile e farlo fuori casa, nel girone Rosso, non sarà semplicissimo. Cento sicuramente ha giocato contro una squadra già pronta come Forlì, però secondo me è necessario che abbia la forza, non dico di vincere, ma di giocare una partita vera.”
-Sempre nel girone Rosso abbiamo Rimini – Fortitudo, con la “Effe” che è partita subito a bomba con una grande vittoria, come la vedi questa sfida?
“Una partita molto interessante, secondo me merita tutte le attenzioni degli osservatori perché tecnicamente ed emotivamente sarà una partita molto avvincente ed intrigante, da seguire e da guardare con attenzione.”
-Passiamo al Girone Verde, Cantù – Treviglio, due squadre che, sulla carta, se la giocheranno per la promozione in Serie A, che ne pensi di questo incontro?
“Treviglio probabilmente ha pagato un po’ di pressione all’esordio giocando contro una squadra molto leggera come l’Urania e avrà sicuramente desiderio di rispondere. Cantù ha vinto fuori casa una partita in modo complicato, sta vivendo questo passaggio dalla gestione Sacchetti alla quella Caniardi di pochi giorni, e ci sarà grande incitamento. Hanno entrambe motivazioni, anche se ai poli opposti perché Treviglio cerca il riscatto, mentre Cantù cerca di confermare la partita vinta a Cremona, per giocare una partita tosta.”
-Arriviamo anche all’ultima domanda e anche all’ultima partita, Rieti – Torino, che ne pensi di questa gara?
“Rieti è una squadra molto profonda, costruita su un asse di due americani veramente di valore per la categoria, e ha dimostrato di avere personalità vincendo con grande autorevolezza ad Agrigento. Torino è una squadra che a me piace molto, ben allenata, l’anno scorso ha giocato un campionato di livello e di qualità e quindi sarà una partita altrettanto interessante. Guarda, noi abbiamo parlato di quattro partite, ma secondo me il livello è talmente vicino che sfide interessanti ci sono ovunque, perché è il fascino di questa annata, e la selezione già avviata lo scorso anno darà ancora più valore alla prossima stagione, perché abbassandosi il numero delle squadre, si alza di conseguenza il livello.