Gli uomini di Boniciolli schiantano Cantù e festeggiano il successo a Roseto.

Le lacrime di gioia di capitan Antonutti che abbraccia il suo allenatore fanno da chiusura perfetta per la Coppa Italia dell’APU Udine.

La festa è friulana, dopo la delusione dello scorso anno quando Napoli l’aveva rimontata e la finale playoff persa proprio contro i partenopei.

Una vittoria netta, un messaggio chiaro a tutti: per il salto in LBA la prima candidata è la squadra di coach Matteo Boniciolli.

Una squadra che ha saputo ripartire e complementare la base che l’aveva vista sorprendere tutti lo scorso anno, trasformandola in una corazzata difensivamente granitica, offensivamente efficiente.

Un successo meritato, quello dell’APU, atteso da quella sera del PalaCarnera in cui fu l’avversario a festeggiare il salto di categoria, un successo che ricalca la mentalità vincente di un allenatore che è stato un martello anche a risultato acquisito; ora Boniciolli raccoglie i frutti di quanto seminato lo scorso anno, anche quando le 6 sconfitte consecutive l’avevano portato al bordo del precipizio.

È la vittoria di Trevor Lacey, aspettato con pazienza, arrivato in un contesto molto diverso da quello di Pesaro e Sassari, il lusso che patron Pedone si era voluto concedere, senza tralasciare la sua compatibilità con i compagni.

È la vittoria di chi domina a rimbalzo nella stagione in cui, all’inizio del mercato, era stato messo in stand-by da Nana Foulland ed ha dimostrato la propria forza lasciando a piedi uno dei migliori lunghi della scorsa stagione, prima di virare con decisione su Brandon Walters e potenziando la fisicità anche nello spot di ala forte.

È festa meritata, conquistata centimetro dopo centimetro.

E siamo certi che non sia finita qui.

LA CRONACA

La gara si apre con Walters che fa sentire i suoi chili e centimetri a Jordan Bayehe, mentre la difesa bianconera chiude bene l’area pressa bene sul perimetro.

Sono i due giocatori statunitensi a battere i primi colpi per l’APU, poi Antonutti allunga per il 6-0 di partenza a cui risponde Trevon Allen con la tripla dal palleggio.

Cantù si scuote e registra gli automatismi difensivi, ottenendo i dividendi attesi sull’altra metà del campo ed il primo vantaggio (6-7).

È una Cantù in fiducia: Bryant s’incunea nella difesa friulana e trova il canestro ed il fallo di Ebeling; gioco da 3 punti completato e +4 per l’Acqua San Bernardo (8-12).

Udine fatica, la circolazione di palla è lenta e prevedibile per una difesa canturina molto più aggressiva rispetto ai primi istanti di gara, registra il carico di due falli per entrambi i suoi lunghi ed anche l’infortunio di Walters, costretto ad uscire per un colpo all’anca contro Stefanelli.

Ma Cantù non si ferma: Bucarelli allunga a 15-2 il break dalla media (8-15).

Udine prova a scuotersi con la tripla di Lacey, ma al 10’ è 11-15 per gli avversari.

L’ex Sassari apre il secondo quarto con il canestro del -2 in allontanamento, Bucarelli replica cogliendo il bersaglio grosso dall’angolo.

È la sveglia, Cappelletti pareggia a quota 18 con la tripla sopra le braccia alzate di Cusin, Esposito prende posizione nel pitturato ed appoggia per il +2, poi Lacey porta a 10-0 il break che regala a coach Boniciolli il +5 (23-18), per Marco Sodini è il momento di fermare il cronometro.

Ma l’inerzia resta salda nelle mani dei friulani: il semigancio di Pellegrino vale il +8 APU, solo la tripla di Bucarelli permette a Cantù di chiudere il parziale avverso a 0-13 (26-21).

Si rivede Brandon Walters, ripresosi dal colpo subito in precedenza e pronto a fare a sportellate; Cantù si riavvicina fino al -3 ed allunga la difesa, sforzo senza premio, visto che Lacey trova la tripla sul filo dei 24”.

La gara si accende: Mussini trova la tripla del +8, Stefanelli gli rende la pariglia, ma Lacey replica in lay-up, bravo capitan Antonutti a sfruttarne il taglio, Sodini chiama un altro minuto di sospensione.

Dalla panchina si esce con un altro canestro pesante di Stefanelli, poi Bryant commette infrazione di passi andando a sbattere contro un muro d’ebano che risponde al nome di Brandon Walters.

Il sostituto di Robert Johnson s’innervosisce, Sodini decide di richiamarlo in panchina.

Al 20’ Cantù ha, tuttavia, appena 4 punti di ritardo (38-34).

La ripresa si apre con una difesa maniacale di Cantù che sfiora più volte la palla recuperata; Udine fatica a trovare un tiro aperto, ci riesce quando Italiano pesca Cappelletti in angolo, punendo gli avversari ben oltre i propri demeriti.

I tiri selezionati dall’Acqua San Bernardo lasciano molto a desiderare, se Udine non scappa è perchè commette altrettanti errori, forzati e non, e registra il quarto fallo di Pellegrino.

Ma Lacey è in modalità LBA, canestro del +9, poi Ebeling parte in contropiede e piazza il canestro con il fallo subito che obbliga Sodini all’ennesimo time out (45-34).

La trasformazione del libero aggiuntivo regala il massimo vantaggio ai friulani, Cantù reagisce con Da Ros che chiude oltre 4’ di astinenza dal canestro e la zona.

L’APU risponde con pazienza, Bryant riporta sotto la doppia cifra i biancoblu dall’angolo, ma Cusin commette un’ingenuità non da lui che regala il fallo antisportivo in favore degli avversari.

Udine, però, è in vena di perdonare gli errori avversari: Walters fallisce entrambi i tentativi a cronometro fermo, poi commette fallo in attacco.

Cantù non sfrutta questi atti di gentilezza e pasticcia, l’APU ritrova il canestro con Lacey ed allunga ancora con il contropiede di Ebeling che affonda la bimane, altro minuto di sospensione di Sodini e 52-40 sul tabellone elettronico.

È il momento dei friulani, ancora Ebeling mette a segno la tripla del +15, Stefanelli tampona appena con il canestro del 55-42 che chiude la penultima frazione di gioco.

La sentenza sulla gara arriva con la quarta tripla di Lacey, arrivato a quota 20 personali, +16 e dominio assoluto su una Cantù sfiduciata.

All’appuntamento mancava ancora capitan Antonutti: tripla dal gomito dell’area per lui.

Servono 3’30” a Cantù per trovare il primo canestro dal campo del quarto periodo, rientra sul -14 con i liberi di Da Ros, ma Mussini affonda definitivamente gli avversari dall’arco.

La resa è esemplificata dal fallo antisportivo di Bryant su Cappelletti, ancora Mussini firma il +22 con il canestro pesante dal palleggio, +22 (69-47) e gara in ghiaccio per l’APU.

I minuti finali sono solo la vetrina per Trevor Lacey, finisce 74-55.

 

Nell’immagine Udine, foto LNP/Ciamillo-Castoria

Elio De Falco