Negli scorsi giorni era arrivato il comunicato del Basket Firenze, che spiegava le difficoltà che stava vivendo il club nell’ultimo periodo:

“Sono passati 160 giorni, da quando il progetto Pallacanestro Firenze ha preso il via. Ieri, per l’ennesima volta tutti noi, giocatori, allenatori, dirigenti e collaboratori ci siamo incontrati parlando a cuore aperto delle gravi difficoltà che stiamo vivendo; raccontandoci anche sensazioni, esigenze, paure che stiamo affrontando dentro e fuori il palazzo assillati dai rispettivi impegni economici da onorare. Non siamo tutti amici, alcuni di noi si sono incontrati per la prima volta a Firenze ma immediatamente ci siamo sentiti partecipi di qualcosa di veramente importante che nelle nostre carriere conta come un ricco stipendio e per alcuni anche di più. Con i distinguo che le varie personalità esprimono, ci siamo impegnati per portare avanti quello che crediamo sia un grande progetto per Firenze, una delle città più belle del mondo con una passione indiscutibile per il basket e il desiderio far rivivere alla città le emozioni conosciute e per molti da scoprire. Ci sono difficoltà? Certo che ci sono, un gruppo nuovo con caratteristiche tecniche e personali da mettere insieme, gli infortuni, quelle piccole cose da sistemare; situazioni che ben conosciamo avendole vissute nelle nostre carriere, ma al di là dei soliti rumors che circondano le squadre non è mai mancata la compattezza e l’unità di intenti.

Ma facciamo un passo indietro all’inizio dell’avventura: a precisa domanda su dove avremmo potuto giocare la stagione 2022/23 ci sono state date due opzioni il Mandela Forum e, in caso di indisponibilità per alcune gare, il Palazzo Wanni. Alla fine purtroppo, dopo snervanti ipotesi di fattibilità tutte fallite, l’unico palazzo disponibile è stato il Palacoverciano che non sempre possiamo utilizzare la mattina perché impegnato con le scuole. Nonostante l’apprezzato sostegno dei dirigenti della Società sportiva Pino Dragons e il grande sforzo del suo presidente Luca Borsetti, la piccolissima e obsoleta struttura si
è dimostrata sottodimensionate alle esigenze e alle aspettative. Ma questo non è il vero problema. La nostra è l’unica squadra fra le 64 di serie B e le altre di serie A2 e A che ha le maglie tristemente
vuote. Come è ben comprensibile non è solo un tema estetico ma con il passare dei mesi è divenuto il “problema” che ci ha spinto a comunicare quello che sta accadendo.

E’ sotto gli occhi di tutti come sia stato accolto il progetto dalle istituzioni cittadine che desideravano vedere in quattro anni la PF in serie A. Si è parlato in questi mesi che varie aziende del calibro di
Tamoil, Zurich Assicurazioni e altre avrebbero dato il proprio nome e l’indispensabile contributo economico per sostenere il progetto. Oggi le speranze si sono affievolite, nonostante l’impegno che ci dicono essere ancora massimo, nulla di concreto abbiamo potuto constatare. Siamo con le spalle al muro, il tempo delle promesse si è esaurito ed abbiamo la brutta sensazione di essere stati lasciati soli, senza il minimo atto concreto all’orizzonte, con decisioni impellenti da prendere sul futuro che spettano a ognuno di noi. Eppure avevamo cercato di dimostrare la nostra massima collaborazione con le strutture esistenti e con la città, ne è la prova il coinvolgimento nel progetto di Michele Forti Parri che ha assunto il totale controllo della PF. Forti Parri è stato caldamente raccomandato da Michele Pierguidi attuale presidente del Consiglio di Quartiere 2, presidente del Calcio Storico Fiorentino, nonché factotum della società sportiva Sancat. Lo stato delle cose ha evidenziato l’assoluta mancanza di dialogo e di disponibilità proprio dell’amministratore unico Forti Parri. Il suo comportamento ci spinge a pensare che ci sia l’intenzione di sostituire l’attuale organigramma o parte di esso. Se questo è lo scopo i dirigenti attuali sono disponibili a passare la mano, per dare ai giocatori e a chi si sta impegnando con assoluta dedizione, la possibilità di continuare a svolgere la propria professione senza doversi più preoccupare del futuro. Ci teniamo a precisare che nessuno ha chiesto nulla in cambio del nostro totale impegno se non quello di riportare, dopo quaranta anni, il basket di vertice a Firenze. Speriamo che coloro che ci hanno ostacolato anche con comportamenti incredibilmente ostili, prendano in mano la
Pallacanestro Firenze e che le loro sbandierate capacità unite alla voglia di fare con l’indispensabile aiuto a noi negato possa portare a compimento quello che abbiamo iniziato. In ogni caso grazie a tutti gli appassionati che ci hanno sostenuto e che hanno creduto in noi, un grazie al presidente e vice presidente dell’Associazione Firenze per il basket che si sono prodigati in nostro favore.

La squadra, gli allenatori, lo staff, i dirigenti e collaboratori della Pallacanestro Firenze.

 

Dopo queste parole erano arrivate le dichiarazioni dell’Assessore dello Sport Cosimo Guccione a La Nazione:

“Il Comune si è impegnato anche stavolta, come sempre fa, ad accogliere e cercare le migliori condizioni possibili per un progetto sportivo che si è affacciato in città con grandi ambizioni. È impensabile per chiunque si intenda di sport che una Amministrazione comunale possa mai sostenere in maniera diversa una associazione sportiva. La riuscita di ogni progetto dipende solo dalle basi su cui è fondato”.

 

In giornata il club fiorentino è tornato a parlare in seguito alle dichiarazioni dell’Assessore ed ha dichiarato:

“Quello che ci sorprende e amareggia delle dichiarazioni dell’Assessore Guccione è che stravolge i fatti per come si sono svolti realmente. Il Dott. Cosimo Guccione nella sua nota usa la parola “incredibile” in relazione al fatto che l’impegno del Comune di Firenze fosse quello di reperire lo sponsor. A questo punto è necessario chiarire ciò che è realmente accaduto per informare e per difendere la nostra “credibilità”. Il Comune si era impegnato non solo a trovare il main sponsor ma anche sponsor secondari, almeno due. Tutto nasce alla fine di Giugno, quando abbiamo sottoposto il nostro progetto a vari interlocutori e in particolare all’Assessore dello sport Guccione spiegando in maniera chiara che il progetto non avrebbe potuto fare a meno dell’indispensabile sostegno del Comune sia per l’individuazione di una location adeguata che per la ricerca di sponsor. Da allora fino a pochi giorni fa, abbiamo affrontato quotidianamente questi temi con l’assessore che in relazione alle sponsorizzazioni ha fatto nomi di aziende, anche altisonanti, disposte a sposare il comune progetto fissando egli stesso appuntamenti che abbiamo onorato, senza però ottenere nulla di nulla.
“E’ impensabile per chiunque si intenda di sport che un’Amministrazione comunale possa mai sostenere in maniera diversa un’associazione sportiva”.
L’assessore Guccione avrebbe dovuto pronunciare questa frase, quando gli fu presentato il progetto e non dopo oltre cinque mesi così da metterci in condizione nella posizione di poter scegliere sapendo che saremmo stati completamente soli. Comunque nella nostra piccola esperienza, possiamo assicurare che è prassi consolidata che le amministrazioni locali supportino in maniera concreta l’attività sportiva del territorio.
Condividiamo le parole dell’assessore quando dice che “ogni progetto dipende solo dalle basi su cui è fondato”, proprio questo è il punto, il progetto aveva basi solide perché condiviso prima della sua nascita proprio con lui.
Per chiudere nessuno chiede favori personali o aziendali, non siamo imprenditori, l’unico nostro scopo era quello di dare a Firenze quello che manca da troppo tempo. Ma evidentemente solo noi ci siamo impegnati per questo e come detto le nostre risorse sono esaurite. Lasciamo la “palla” a chi vuole davvero bene a questa città e alla pallacanestro.

La squadra, gli allenatori, lo staff, i dirigenti e collaboratori della Pallacanestro Firenze”