Dopo le due vittorie consecutive della EuroLeague, la passata stagione è arrivata una pesante doccia fredda con un’annata difficoltosa culminata con l’esclusione addirittura dai playoff. Per questo in estate è partita la rivoluzione ed è stata un rivoluzione profonda che hai coinvolto proprio tutto.
Ora la stagione che ci apprestiamo ad assistere non sarà sicuramente facile, specialmente all’inizio, ma l’imperativo per un club del genere è sempre lo stesso: arrivare fino in fondo. 

IL COACH 

Nella rivoluzione dell’Efes di questa stagione c’è soprattutto quella della panchina. Dopo i grandi successi di Ergin Ataman l’esperienza con il C.T. turco è arrivata al capolinea. Al suo posto il più che emergente Erdem Can. Il coach del 1980 è alla sua prima esperienza da head coach in un club di EuroLeague, ma ha testato la maggiore competizione europea dal 2012 al 2021 facendo il vice dei grandi rivali del Fenerbahce. La sua scelta è dettata anche dall’ultima ottima stagione al Turk Telekom. Can nella squadra di Ankara (sua città natale) è arrivato persino alla finale di EuroCup, competizione che l’ha visto nominato come migliore coach dell’anno. 

I NUOVI 

L’Efes, come detto, è una squadra che ha cambiato veramente tanto quest’estate. Coach Can dal Turk Telekom si è portato con sé Tyrique Jones. Il lungo americano, visto anche in Italia con la maglia di Pesaro, è stato uno dei migliori giocatori dell’ultima edizione di EuroCup. Sempre nel reparto lunghi arriva un’altra conoscenza della pallacanestro italiana: Derek Willis, ex Brindisi e Venezia.
Per quanto riguarda la cabina di regia, Darius Thompson avrà l’arduo compito di sostituire il partente Vasilije Micic. Il suo cambio sarà Justin Hollatz, arrivato dal Cedevita.
Ad uno sguardo sui nuovi arrivati si può notare che – escluso Thompson – si parla di tutti giocatori alle prime armi in EuroLeague. Questo può essere un problema, almeno all’inizio della stagione. Ma siamo abituati, negli ultimi anni, a vedere partenze lente dell’Efes. 

IL COLPO DI MERCATO 

Non può che essere Darius Thompson. Corteggiato da mezza Europa (Milano in primis). Americano, con passaporto italiano, la scorsa stagione al Baskonia è stata esaltante. È stato inserito nei migliori quintetti di EuroLeague ed è stato il primo nella classifica degli assistman della competizione.
È un giocatore totalmente diverso rispetto a Micic. Sicuramente con lui l’Efes giocherà più di squadra e meno di individualità. Si dovrà confrontare con Shane Larkin che agirà da guardia e magari da terminale offensivo nei minuti finali. I possessi dell’Efes partiranno dalle sapienti mani di Thompson. 

I CONFERMATI 

Confermate due punte di diamante come Shane Larkin e Will Clyburn: due dei tre big three con Micic. Rimasti a Istanbul anche Rodrigue Beaubois, Elijah Bryant, Tiro Pleis e Ante Zizic.

IL PUNTO DI FORZA 

 Certamente il terzetto esterno dei tre titolari è da strabuzzare gli occhi. Thompson, Larkin e Clyburn sono un pacchetto di giocatori che fa invidia a tutte le squadre d’Europa. 

IL PUNTO DEBOLE

Come detto, a parte Thompson gli altri nuovi innesti hanno pochissima esperienza in EuroLeague. È chiaro che potrebbero rivelarsi dei flop o dei crack assoluti.
Quel che è certo è che l’Efes dovrà provare in tutti i modi a non far rimpiangere la partenza di Micic. 

GLI OBIETTIVI 

Un club come l’Efes punta sempre alla vittoria o quanto meno arrivare fino in fondo. È normale però dopo un’estate con una rivoluzione così massiccia sarà difficile avere particolari pretese. 

IL GIUDIZIO DI BM 7 

Quest’estate è stata particolarmente movimentata per il front office dell’Anadolu. Sono partite due figure di riferimento come coach Ataman e Micic, ma la società di Istanbul ha provato a costruire per il futuro. Sarà senza dubbio una bella sfida.
Da applausi il colpo Darius Thompson, corteggiato veramente da tutti

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Eugenio Petrillo 

Nell’immagine Darius Thompson, foto Anadolu Efes