Teo Alibegovic, vice Presidente della Fortitudo Bologna, è stato intervistato da Stadio sull’imminente finale con Trapani in cui vedrà in campo, tra gli avversari, il figlio Amar (Intervistato da BM nell’ultimo numero uscito in edicola, QUI l’anteprima). Segue un estratto dell’intervista del vice Presidente biancoblù.

Per il budget a disposizione avrei detto che saremmo arrivati tra le prime quattro nel girone Rosso e che magari avremmo potuto raggiungere addirittura la semifinale, ma la finale è stato un risultato clamoroso. Poi è chiaro, non si può mai dire. Trieste, ad esempio, dopo una stagione regolare non brillante, è arrivata in finale nel tabellone oro sia per la sua bravura, sia per la sfortuna degli avversari che hanno scontato infortuni importanti.

Percentuale vittoria? Professionalmente, dico il 50%, perché partiremo sullo 0-0. A livello personale, dico il 51%. Loro avranno il vantaggio della eventuale bella in casa, ma nessuno dei nostri avversari, a parte forse Amar quando era in Virtus, ha mai affrontato l’Aquila al PalaDozza. Se Trapani dovesse perdere una partita sul proprio campo, per minore bravura o per sfortuna, giocherebbe a Bologna con un bel peso sul piano psicologico.

Come la giocheremo? Come abbiamo fatto a Roma nella semifinale vinta in Coppa Italia: senza paura, con la giusta adrenalina e con la capacità di non commettere errori sul piano mentale. Lo dico da inizio stagione: quando la Fortitudo perde, è per episodi. Solo in due occasioni siamo stati asfaltati, a Udine e a Casale Monferrato, due incidenti di percorso. Per tutta la stagione si è detto di noi che eravamo corti, ma io ho sempre pensato che tutti i nostri giocatori avrebbero potuto dare una mano. Oggi ritengo che coach Caja abbia avuto assolutamente ragione nell’affdarsi ai titolari per vincere le partite, ma allo stesso tempo tutti abbiamo scoperto che la panchina non era così scarsa, quando ha iniziato a farla giocare”

 

In foto Alibegovic, Gentilini e Tedeschi (Fortitudo Bologna)

 

Fonte: Bolognabasket