FOTO: Luigi Datome (Ciamillo-Castoria)

di Filippo Luini

Essenziale. Efficace. Intelligente. Sono tre aggettivi che vanno legati all’idea di gioco che Messina vuole dare ai suoi giocatori. Ed è in Luigi Datome che risiede la perfetta sintesi di questa richiesta. 10 punti, appena tre errori al tiro, 3 rimbalzi e un’infinta presenza su entrambe le metà campo che nessuna statistica può evidenziare nella vittoria di ieri dell’Olimpia a Istanbul contro il Fenerbahce. È diventato un Datome Stoenrookiano, per ricordare quel professore di basket che dominava silenziosamente le partite della Mens Sana Siena.

E questa è la Milano che vuole Messina: una squadra dura, fisicamente e mentalmente, che si aiuta e legge, sfiancando gli avversari. In difesa, le rotazione sui pick and roll e la capacità di cambiare sui blocchi al momento giusto sono state disarmanti. Davanti è la pazienza nella ricerca del vantaggio a fare la differenza. L’Armani ieri ha fatto entrambe le cose molto bene andando a vincere un match ostico con discreta facilità. Datome, da ex, è stato decisivo pur toccando non moltissimi palloni.