Ormai ci siamo, il taglio del nastro dell’Europeo 2022 è alle porte e la nazionale azzurra, nonostante la pesantissima perdita della sua “punta di diamante” Gallinari, è pronta a giocarsela senza timori reverenziali al cospetto di un “Forum” di Assago che si preannuncia gremito e pronto a spingere i 12 di Pozzecco verso la gloria.

Quando si parla di Italbasket ed Europei difficilmente non si rievocano i due trionfi del 1983 e del 1999.

Per presentare l’imminente rassegna ho avuto il privilegio e il piacere di parlare con un personaggio che l’Italia sul tetto d’Europa l’ha portata nella magica notte di Nantes di 39 anni fa.

Una figura incommensurabile per quello che ha rappresentato e che tutt’ora rappresenta per la nostra palla a spicchi, Dino Meneghin.

Come hai accolto la notizia dell’avvicendamento sulla panchina dell’Italia?

Non posso negare che mi ha sorpreso, ero convinto che Meo avrebbe guidato la nazionale anche in questa spedizione.

Come CT ha fatto un grande lavoro, ma soprattutto è una grande persona, sono sicuro che saprà far bene anche a Cantù, se lo merita.

Gli azzurri restano comunque in buone mani.”

Cosa ne pensi di Pozzecco come CT?

Il “Poz” è esperto e sa cosa deve fare, sta proseguendo sulla strada tracciata dal suo predecessore, inserendo anche qualche volto nuovo.

Di certo la crescita delle altre nazionali rende il lavoro ancor più complicato di quanto non fosse già, 

ma abbiamo i mezzi per affrontarle.”

Che impressioni ti ha lasciato il percorso Olimpico di un anno fa in vista di questi Europei?

Le sensazioni che ho avuto sono state buone, ritrovare le Olimpiadi dopo aver saltato ben quattro edizioni è stato di notevole importanza.

La squadra ha raggiunto un ottimo piazzamento nel torneo, dimostrando di sapersela giocare anche contro compagini molto forti e pieni di talento come la Francia, ci sono tutti gli elementi per ripetersi anche quest’anno.”

Quanto conta l’unità del gruppo in nazionale?

Sembra banale dirlo, ma chiaramente è un aspetto dal quale non si può prescindere e che ha connotato i 12 di Tokyo.

Ho rivisto lo spirito di squadra di quando giocavo io, se si vuole vincere questo è un tassello non trascurabile.

Allo stesso modo da parte dei giocatori ci deve essere grande fiducia nell’allenatore e nelle sue scelte, un ingrediente che anche con Pozzecco non mancherà.

Il “Poz” è abile nel caricare i suoi, si sente ancora un giocatore, questa spinta aiuta a far meglio.”

Quanto conterà giocare in casa, al Forum di Assago?

Giocare davanti al proprio pubblico è sempre meglio che giocare in trasferta e, visto l’altissimo valore degli avversari i tifosi potranno darci una mano.

La Federazione ha fatto di tutto per avere la prima fase dell’Europeo a Milano, esserci riusciti è un grande risultato che premia gli sforzi fatti.”

Si parla e si è parlato tanto di Paolo Banchero, che idea ti sei fatto su di lui?

La nazionale punterà su di lui in futuro?

Attualmente nessuna non avendolo visto giocare, bisognerà valutarlo.

Ci sono tante variabili da tenere in considerazione, se lo lasciassero venire a giocare in azzurro a quel punto sarebbe da inserire nel gruppo squadra.

Oltre a questi aspetti resterebbero le esigenze di Pozzecco che dovrebbe ritenerlo adeguato alle sue idee,

Non ci resta che aspettare e vedere cosa accadrà.”

Il sipario è pronto per essere alzato, finalmente si comincia, non ci rimane altro da fare che sostenere l’Italbasket e sognare perché quello, come è noto, non costa nulla.

Matteo Briolini