Giornata anomala per motivi più che conosciuti in Eurolega: il derby italiano è stato anticipato al mercoledì, ma anche la presenza di vari virtussini e milanesi non è bastata ad aver ragione della Spagna di Scariolo, quest’ultimo probabilmente stremato dopo giorni a dividersi tra Virtus e Selección.

A prevalere nella sfida, molto brutta a tratti, tra Vu Nere e Scarpette Rosse sono i felsinei che allungano la maledizione Forum per gli uomini di Messina.

L’Olimpia ha un problema nello spot di ala piccola, un problema grosso. Il mercato biancorosso avrebbe dovuto assicurare quantomeno di non patire eccessivamente l’assenza di un titolare; la realtà dice che Deshaun Thomas non è stato – finora – in grado di prendere il testimone di Shavon Shields, come Messina non ha mancato di rimarcare in campo, concedendogli appena 12’. Se a questo si aggiunge l’assenza di Tonut, infortunatosi dopo pochi minuti, Messina ha qualche grattacapo per sostituire lo statunitense con passaporto danese.

Milos Teodosic QB. Belinelli NE. I grandi vecchi in salsa Vu Nera vivono due momenti opposti. La carriera, anello incluso, del secondo non meriterebbe quella sigla; tuttavia ciò dovrebbe essere un messaggio chiaro a chi straparla di riconvocarlo in Nazionale. Il Beli il suo, tanto, l’ha dato, Scariolo l’ha capito, qualcun altro crede ancora di imbonire con il nome prestigioso.

La magia di Valjevo, con la carta d’identità non più verde del suo incantatore, vede ridotti i suoi tempi di manifestazione, eppure illumina, spesso occhio nella valle dei ciechi di un attacco che ha vissuto di lui e di lui soltanto. Senza il playmaker serbo, la Virtus tirerebbe con meno del 25% dal perimetro, un po’ come ha tirato Milano.

A vincere sono le Vu Nere, ma il messaggio che entrambe le italiane mandano alla competizione non è lusinghiero. 497 punti chi ha vinto, 494 chi ha perso, queste sono le cifre dei peggiori attacchi dell’Eurolega dopo 7 partite. Troppo poco per aspirare a qualcosa in più.

 

Ridono Atene ed il Pireo.

Il Panathinaikos trova il secondo successo consecutivo con una prestazione in cui accusa solo un passaggio a vuoto nel secondo quarto, tuttavia reagisce al rientro dagli spogliatoi e legittima il successo con 6 uomini in doppia cifra ed un Bacon (16) già integrato. Il talento, Radonjic, ce l’ha a disposizione, c’è da chiedersi perchè non riesca a fare prestazioni di questo livello con più continuità.

Il Baskonia incassa la prima vera insufficienza della stagione. Howard è sempre il faro per Peñarroya, Henry (6 assist) poco a poco si risente a casa, tuttavia manca l’apporto dei lunghi, con Kotsar troppo solo a predicare.

L’Olympiacos, invece, dà un dispiacere al rivale di sempre Obradovic, riducendo il Partizan a soli 4 punti nel quarto periodo. Vittoria che vale anche perchè Vezenkov – altro 25 di valutazione – stavolta non è solo. Le redini biancorosse vanno nelle solide mani di Kostas Sloukas che, con 15 punti ed 8 assist (25 di valutazione anche per lui).

Pesano le rotazioni corte per il Partizan, appena 9 giocatori a referto, solo 7 sopra i 10’ di utilizzo.

 

Kaunas sogna. Kaunas ci crede.

L’eroe di serata è l’ex Treviso Tomas Dimsa, 21 punti con 5/6 da 3, ben accompagnato da un Evans tuttofare da 12 punti, 7 rimbalzi ed 8 assist.

Villeurbanne (Mathews 15) concede decisamente troppo all’interno della propria area, lo Zalgiris tira con oltre il 75% da 2 e vive una serata irripetibile, a meno di trovare altre gentili collaborazioni da parte delle difese avversarie.

Intanto, i biancoverdi passeranno la settimana in zona playoff. Alzi la mano chi ci avrebbe scommesso.

 

Il giorno e la notte di Costantinopoli.

Il Fenerbahçe riscatta subito la sconfitta di Barcellona rullando una Stella Rossa che resiste per un tempo, prima di sprofondare poco a poco e ritrovarsi sola in coda.

Asse tra dentro e fuori dal perimetro perfetta per Itoudis che trova l’ennesima monumentale prestazione di Motley, 25 punti e 10 rimbalzi di cui 4 sotto il canestro avversario, ed un efficace Mahmutoglu da 20 punti a referto, frutto anche di un ottimo 5/9 da oltre i 6,75m.

La Stella replica con il solo Nedovic ad andare oltre una stringata sufficienza con i suoi 17 punti, ma paga cara l’inconsistenza a rimbalzo.

L’altra parte di Istambul continua a cadere rovinosamente in classifica. Al Real non serve nemmeno la miglior prestazione di Edi Tavares per affondare nel burro della difesa di Ataman. Prestazione corale per i madrileni che scacciano i fantasmi dalla panchina di Chus Mateo con ben 25 canestri assistiti ed un Hanga (11+6ass, 19 di valutazione) sugli scudi.

L’Efes è ancora orfana di Larkin, ma non basta la sua assenza a giustificare un record di 2-5 dopo un mercato estivo a dir poco sontuoso. Al WiZink Center, dei nuovi, è ancora Clyburn – 25 punti e 9 rimbalzi – a caricarsi la squadra sulle spalle, ben supportato da Zizic (17+7r) e Micic (15+8ass), ma i tre moschettieri di Ataman sono troppo soli: il resto del pacchetto lunghi produce appena 4 punti (Pleiss). 4 anche i minuti di Polonara, decisamente pochi, specialmente per le aspettative che c’erano sul suo impiego.

 

Il tiro mancino del “Trinca”.

Vittoria numero 2 per il Bayern Monaco che resiste all’assalto finale dell’Alba Berlino e concretizza il blitz alla Mercedes Benz Arena.

Jaleen Smith (20) avrebbe anche il tiro per mandare tutti all’overtime, il ferro la pensa diversamente.

Per Procida appena 2 punti, serata storta per l’ex Fortitudo.

Trinchieri, dal suo canto, si gode il successo nel derby tedesco, soprattutto grazie ad un solido Walden da 12 punti e 6 assist; qualcuno aveva pensato che le voci sull’interessamento del Real Madrid potessero distrarlo? Uno sì, ma vi lasciamo indovinare chi potrebbe pensar male di lui.

 

La matricola terribile ed i corsari blaugrana.

Niente da fare per il Monaco che perde la vetta: alla Fonteta s’impongono i padroni di casa, la matricola Valencia che aggiunge un altro nome illustre alla propria lista di vittorie.

I ragazzi di coach Mumbrù volano sulle ali di Chris Jones (27) e Webb (15+8r) che rimediano anche ad un Harper (16) bravo e pasticcione – 7 palle perse – allo stesso tempo.

I Taronja sono bravi a resistere al tardivo tentativo di rimonta di James – disastroso dal campo – , Loyd (24) e compagni. E sono in zona playoff meritatamente.

 

Serviva il colpo in trasferta a Jasikevicius, eccolo servito nella serata in cui Laprovittola (19) tira qualsiasi cosa gli passi per le mani, Abrines (13) ritrova confidenza con il fondo della retina ed Higgins (15) riscopre di poter essere importante a certi livelli. A guidare l’orchestra è un Satoransky factotum che mette a referto 9 punti, prende 6 rimbalzi e smazza altrettanti assist.

Il Maccabi, che pure era riuscito a mettere il muso davanti all’intervallo, si scioglie nella ripresa lasciando troppo solo Brown (17).

 

L’MVP DI BM: JOHNATAN MOTLEY (FENERBAHÇE)

Altra prestazione monstre per uno dei rookie della competizione. Il salto dall’Eurocup non l’ha notato per niente, anzi, si prende il peso del gioco interno di Itoudis sulle spalle senza apparente fatica. Monumentale.

 

IL QUINTETTO DI BM

PLAYMAKER: Thomas Satoransky (Barcellona): 9 punti, 6 rimbalzi e 6 assist vs Maccabi
GUARDIA: Chris Jones (Valencia): 27 punti e 33 di valutazione vs Monaco
ALA PICCOLA: Augustine Rubit (Bayern Monaco): 14 punti e libero decisivo vs Alba Berlino.
ALA GRANDE: Sasha Vezenkov (Olympiacos): 15 punti, 7 rimbalzi, 4 assist vs Partizan
CENTRO: Johnatan Motley (Fenerbahçe): 25 punti e 10 rimbalzi vs Stella Rossa

 

LA TOP 5 DI BM

Motley (Fenerbahçe)
Jones (Valencia)
Vezenkov (Olympiacos)
Dimsa (Zalgiris), 21 punti, 5/6 da 3
Satoransky (Barcellona)

 

 

Elio De Falco