Come da copione, la Dolomiti Energia Trento cede di schianto alla superiorità del Partizan Belgrado, senza nemmeno la possibilità di combattere a pieno orgánico.

Le assenze di Bradford, Reynolds e Saunders sono il peggior biglietto da visita possibile con cui presentarsi nella capitale serba ed infatti gli uomini di Lele Molin non entrano praticamente in campo, eccezion fatta per un indomito Flaccadori da 19 di valutazione.

LA CRONACA

Il Partizan fa il vuoto già nel primo quarto: Punter sbaglia soltanto un tiro su 5 dal campo e fattura da solo 11 punti e 15 di valutazione in 10’, Smailagic e Moore, 6 a testa, fanno da scudieri mentre Trento affonda senza aver mai visto il pelo dell’acqua dall’alto. 27-8 e gara indirizzata.

Nel secondo parziale Obradovic dà riposo a Punter, impiegato per appena due minuti e mezzo, ed al quintetto titolare, ne approfitta Madar che si fa vedere agli occhi del suo tecnico con 8 punti consecutivi che portano anche al +25 (35-10). La Dolomiti Energia prova a dare segnali di vita con Flaccadori e Caroline, ma resta sempre indietro in una danza che segue sempre il ritmo balcanico. Al 20’ è 52-30, con il Partizan che ha già 3 giocatori in doppia cifra ed uno a quota 8 (Smailagic).

I padroni di casa si permettono di abbassare leggermente la tensione al rientro dagli spogliatoi, il risultato è già indirizzato e le percentuali calano. Trento ha il merito di voler almeno salvare la faccia: ad un Flaccadori “Ultimo dei Mohicani” si aggiungono Caroline e Williams (comunque non identificato a rimbalzo) e la Dolomiti Energia rientra sotto il ventello di distacco grazie alle triple di Mezzanotte, accesosi con tre canestri pesanti di seguito dopo una serie di tiri che non vedono che ferro.

Punter ristabilisce il +21 (74-53) a fil di sirena.

La gara è ormai in archivio, Obradovic rispolvera la panchina e c’è gloria per Madar che rimpingua la propria doppia cifra; il divario supera i 30 punti (90-59 a 3’ dalla fine), Trifunovic diventa il quinto uomo in doppia cifra per i padroni di casa, mentre Caroline sbaglia da sotto a dimostrazione dello stato d’animo di una Trento già in viaggio verso l’Italia.

Finisce 97-65.

 

IL COMMENTO

Almeno la soddisfazione di aver vinto di misura il terzo quarto, questo è quanto si portano a casa i ragazzi di Lele Molin. Del resto, quando per valutazione, “ai punti” si direbbe in gergo pugilístico, le statistiche recitano 130-49, c’è davvero poco da riscattare.

Sconfitta messa in preventivo, viste le tante e pesanti assenze, una sconfitta che sarebbe arrivata comunque, visto il riposo che Obradovic concede a Punter e che lo sprint finale per la differenza canestri lo fa il secondo quintetto agli ordini del Vate di Čačak.

Meglio voltare subito pagina, anche perchè il campionato non aspetta e domenica, in casa di una Sassari ferita nell’orgoglio, sarà un mezzogiorno difficile.

 

Nell’immagine Kevin Punter, foto Eurocup

Elio De Falco