Ad Alberto Vitucci su La Nuova di Venezia e Mestre, il patron dell’Umana Reyer Venezia ha parlato dei 150 anni da festeggiare del club: “Ricorderemo questo traguardo, intanto, con un omaggio a due figure straordinarie, che hanno permesso la nascita di questa società. Pietro Gallo, un insegnante veneto arrivato a Venezia e il triestino Costantino Reyer. Un’idea di sport pedagogico, rivolta ai giovani, rivoluzionaria per l’epoca. Realizzata con l’aiuto della Municipalità negli anni in cui si cercava l’unità d’Italia. A ovest c’era la federazione guidata da Cavour, qui la federazione del Nord Est, con la Virtus, la Triestina, la Reyer”.

Com’è nata la nuova Umana Reyer? “Nel 2006 sono entrato come sponsor nella squadra femminile. Poi ho acquisito il titolo da Pizzigati e Bellegotti, che amministravano la società, a titolo gratuito. Poi da Roberto Casson, presidente del Bears Mestre, il titolo mestrino. Dalla fusione di queste tre società è nata la Reyer di oggi”.

Il segreto di questa rinascita è la passione, l’impegno anche economico. Ma soprattutto l’amore per questo sport. Adesso come allora i primi tifosi siamo io, mia moglie Stefania e Federico Casarin. Quando siamo arrivati qua al Taliercio c’erano i topi. Adesso siamo tra le prime squadre in Italia. I risultati ci hanno premiato. Due scudetti e una Coppa Europa con la squadra maschile. Il settore giovanile più grande in Italia, con 6 mila atleti e 30 società affiliate, una gestione trasparente di cui andiamo orgogliosi”, prosegue Brugnaro.

Nell’ultima stagione non è andato tutto come previsto: “Certo è finito un ciclo. Ma non è stata una stagione deludente. Siamo arrivati ancora ai playoff, abbiamo combattuto con squadre grandi. Non solo Milano e Bologna, ma anche Sassari, Brindisi, Trento, Trieste, Tortona. Poi come sempre accettiamo il verdetto del campo”.

Con i grandi investimenti compiuti in tutti i settori, sarà un 150 da ricordare: “Vogliamo continuare con il nostro progetto. La gente vuole divertirsi, vuole vincere. Ma per noi conta anche l’investimento sulle squadre giovanili, sul mondo dello sport del nostro territorio”.

Fonte: legabasket.it