Basket Magazine ha intervistato Salvatore Genovese, con il quale abbiamo parlato di basket 3×3 e del suo impegno in prima persona in questa disciplina. Il 33enne siciliano -neo acquisto dei Cesena Tigers- nel corso della sua carriera ha vestito diverse maglie importanti come quella della Fortitudo, di Varese e di Udine (e molte altre), ma il suo amore per la pallacanestro non si è mai limitato soltanto al rettangolo di gioco. Da qualche tempo, infatti, Genovese ricopre il ruolo di Commissioner di LB3, un ambizioso e interessante progetto del quale ci ha parlato: 

Il weekend che va dal 3 al 5 settembre hanno avuto luogo a Cesenatico le finali nazionali di LB3, una grossa community del basket 3 vs 3 della quale tu sei uno dei fondatori. Puoi spiegarci più dettagliatamente di cosa si tratta e come funziona questa community?

Si tratta di una community che coinvolge quasi cento eventi streetball e oltre duecento tornei 3×3. Gli eventi che hanno aderito a LB3 provengono da varie realtà e l’obiettivo della nostra community è quello di essere un “contenitore” e offrire opportunità di crescita ai suoi affiliati. Ogni evento deve mantenere la propria identità, legata al territorio e alle persone coinvolte: questa identità non va assolutamente alterata perché è ciò che rende l’evento unico. Per questo motivo “obblighiamo” gli affiliati a mantenere la loro libertà di espressione, LB3 deve essere solo un upgrade.

Com’è nata questa idea, com’è nata LB3?

Diciamo che ha preso forma durante il primo lockdown. Dopo l’estate del 2019, che ha creato varie fratture all’interno del movimento 3×3, era giusto creare qualcosa che unisse e non che dividesse. Abbiamo passato tante notti insonni e tante giornate davanti a uno schermo, in un periodo in cui eravamo obbligati a stare in casa, per creare qualcosa di nuovo che venisse accettato da tutti.

Quali sono state le difficoltà maggiori che avete riscontrato nell’organizzazione di questo evento?

La difficoltà maggiore è stata non poter programmare la stagione a partire da ottobre, quindi non aver avuto a disposizione 10 mesi di tempo per farlo. Abbiamo iniziato a programmarla soltanto a fine maggio, senza neanche avere la certezza di arrivare fino in fondo, dove per fondo intendo il clou della stagione, ovvero le LB3 Finals di Cesenatico.

Attualmente quanti sono i partecipanti che siete riusciti a coinvolgere?

Bisogna fare una distinzione netta tra la stagione LB3 e le LB3 Finals. Come ho detto prima, riguardo alla stagione LB3 che si è svolta nei mesi di giugno/luglio/agosto, contiamo quasi 100 eventi affiliati, dei quali circa il 20/25% si sono svolti in modalità ridotta a causa della pandemia, per un totale di oltre 200 tornei che hanno coinvolto circa 12 mila atleti. Per quanto riguarda Invece la tre giorni delle LB3 Finals a Cesenatico, abbiamo registrato 97 squadre, 700 presenze e 186 partite che hanno, per altro, generato oltre diecimila interazioni sui social network tra Facebook e Instagram.

Immagino che il vostro obiettivo sia quello di non accontentarvi e di continuare a crescere. A questo proposito quali sono i prossimi passi, come può LB3 crescere ancora?

In realtà, proprio a causa dei tempi di programmazione limitati dalla pandemia, i dati della stagione appena conclusa sono ottimi. Se a questo aggiungo che abbiamo sviluppato meno della metà delle attività previste da LB3, allora i dati li definirei straordinari. Credo di averti risposto con questa premessa; ad ogni modo abbiamo già fatto il primo board meeting post LB3 Finals, perché vogliamo fare un ulteriore step nell’immediato. Il 3×3 è da Tokyo 2020 uno sport olimpico, quindi è una disciplina riconosciuta a livello internazionale e in quanto tale deve vivere 365 giorni l’anno. La nostra sfida sarà proprio questa, ovvero rendere il basket 3×3 vivo tutto l’anno a qualsiasi livello, coinvolgendo tutte le forze in gioco e non escludendo nessuno.

Ti ritieni soddisfatto dei risultati raggiunti fino ad ora? Hai già fissato un obiettivo per l’anno prossimo?

Si, perché i primi risultati sono stati oltre le più rosee aspettative. L’obiettivo per la prossima stagione, che non parte il prossimo anno ma partirà a breve, sarà far conoscere nel dettaglio le opportunità che offre LB3 e creare un programma di attività completo, poi confermare i numeri ottenuti nei mesi scorsi e provare ad incrementare gli eventi affiliati, sfruttando la ripartenza post pandemia.

L’impressione che filtra dai vostri profili social è che la comunicazione digitale sia un tema sul quale puntate molto. Cosa puoi dirci in questo proposito?

Nel 2021 non puoi non comunicare attraverso il web e i social network. Anche LB3, pertanto, essendo un progetto nato nel 2020, deve stare al passo coi tempi. Anche in questo caso vogliamo rispettare la nostra mission: vogliamo essere community, vogliamo essere qualcosa in cui chiunque faccia basket 3×3 si possa identificare. Secondo noi il modo più adatto per fare ciò è raccontare, raccontare gli atleti, gli eventi e gli organizzatori, raccontare attraverso un testo o un’immagine, attraverso un post o una storia, in modo tale da raggiungere il concetto base di qualsiasi community, la condivisione.

Parliamo invece del movimento del basket 3 vs 3 in generale, che quest’estate ha esordito come sport olimpico a Tokyo. Come ti sembra che questa novità sia stata accolta in Italia? Pensi che qui da noi l’assimilazione sia stata veloce o siamo ancora un po’ indietro rispetto ad altri contesti?

Sicuramente avere la nazionale di basket 3×3 femminile alle olimpiadi ci dice che siamo vivi. Nel settore amatoriale, che rappresenta la vera anima dello streetball, abbiamo sviluppato nel corso degli anni un background di tutto rispetto grazie a chi per primo, diversi anni fa, ha creduto nel 3×3. Mi riferisco a FISB, perché se oggi abbiamo così tanti eventi e organizzatori è sicuramente merito loro. Anche a livello giovanile, che oggi rappresenta la fetta più importante di LB3, siamo al passo grazie all’attività svolta nei primi anni duemila da Dino Meneghin con B3, il campionato nazionale 3×3 scolastico, di cui sono stato campione nel 2005, e grazie all’attività di 33BK che abbiamo creato nel 2013 insieme a Giacomo Galanda. Senza dimenticare poi il Join The Game, istituito nel 2002 dalla FIP. Rispetto ad altri paesi europei siamo comunque un passo indietro nel settore pro: all’estero ci sono tanti cestisti che dedicano la loro carriera esclusivamente al 3×3 mentre in Italia sono pochissimi. La FIP, in collaborazione con MasterGroup, quest’anno ha sicuramente fatto uno step importante con il rilancio del circuito 3×3 italiano; la strada da fare è ancora tanta, ma credo che nei prossimi anni proveranno a colmare questo gap.

Organizzare le LB3 finals è stato un grosso lavoro di squadra, c’è qualcuno che merita di essere ringraziato per il proprio impegno?

Assolutamente sì, vorrei ringraziare tutte le persone che hanno trasformato un sogno chiamato LB3 in realtà e che hanno contribuito al grande successo di Cesenatico. Ringrazio Bruno Molea, presidente nazionale AICS che ha creduto in noi sin dalla primissima ora, e tutto lo staff della direzione nazionale AICS. Stefano Pillastrini e Luca Noferini di Eurocamp, una macchina straordinaria dedicata alle vacanze e agli eventi sportivi. I ragazzi di Ballin’3 Alessandro Valentini, Gianluca, Andrea e Alessandro Consoli, che sono il cervello di tutto ciò che accade nei campi, sia durante la stagione attraverso la gestione del ranking che in occasione delle LB3 Finals attraverso la gestione dei calendari e delle partite. E ovviamente anche i miei due più stretti collaboratori, il commissioner 33BK Vittorio Cappelluzzo e il direttore operativo LB3 Pierpaolo Pasqualini. Ultimi ma non ultimi, Basket Magazine, media partner di LB3, e tutti gli altri partner che sostengono le nostre attività. Chiudo con un invito a tutte le forze in gioco nello sviluppo del basket 3×3 in Italia, le porte di LB3 sono aperte, siamo aperti a qualsiasi confronto e collaborazione.

LUIGI AMORI