Intervistato da Antonello Palmas su “La Nuova Sardegna”, il presidente del Banco di Sardegna Sassari Stefano Sardara ha commentato l’addio di Stefano Gentile: “Ci siamo confrontati al nostro interno dal punto di vista tecnico, l’allenatore ha detto di essere sereno e allora lo siamo anche noi”.

Gentile verrà sostituito? “Quella è una scelta di Markovic e Pasquini. Io ho sem­pre dato la disponibilità a intervenire qualora vi fosse bisogno. Per la prossima stagione la squadra sarà totalmente da ricostruire, forse è la prima volta che siamo contenti che sia così, perché di fatto abbiamo solo Cappelletti sotto contratto. Markovic potrà farlo come meglio ritiene opportuno. Stefano resta un giocatore che è stato importante, ora il coach farà altre scelte: ha un foglio bianco su cui scrivere. Se usufruiamo di un buyout? No, abbiamo risolto e basta”.

La Dinamo ha quasi messo aritmeticamente al sicuro la salvezza, anche con l’arrivo di coach Markovic: “Quest’anno abbiamo fatto una stagione horribilis, quando scopri che dal 20 agosto ti mancano 4 quinti del quintetto, che recuperi alla spicciolata in tre mesi, e uno non lo recuperi per niente, chiaro che annaspi. Ero molto preoccupato. Chi fa sport sa che anche squadre costruite per vincere se si trovano invischiate in situazioni complicate non sempre hanno i mezzi psicologici per uscirne. L’arrivo di Markovic era legato all’esigenza di colmare un gap che poteva diven­tare una valanga. Il coach è un ex giocatore. Ci sono tanti ottimi allenatori che non lo sono stati, intendiamoci (vedi Scariolo, Messina che stanno nell’Olimpo), ma per personale esperienza dico che i risultati di coach come Sacchetti, Pozzecco e ora lui non sono un caso. Hanno la capacità di interagire con i giocatori un minuto prima degli altri”.

E ora Sassari guarda ai playoff? “Ci siamo quasi, perché ora quasi tutto è nelle nostre mani. Abbiamo fatto uno sforzo enorme per rientrare in lizza, ora a mente libera abbiamo l’obbligo morale e sportivo e la volontà di provarci, credo che la squadra abbia tutti i mezzi per riuscirci. Ci sono 5 partite da giocare, siamo un po’ tutte lì. Si può fare. Bisogna dare atto ai ragazzi che nonostante le enormi difficoltà e l’assenza di uno come Bendzius ci hanno tenuto dove dobbiamo stare”.

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