di Valerio Laurenti

In esclusiva noi di Basket Magazine abbiamo intervistato il giovane talento della Virtus Roma Luca Campogrande, che questa stagione nella capitale sta vivendo uno dei suoi migliori campionati di Serie A, nonostante sia stato limitato nei primi match da un infortunio subito nel precampionato, registrando 10,9 punti di media e dimostrandosi una delle armi più importanti nello scacchiere di coach Piero Bucchi. Campogrande ci racconta di come si è avvicinato al basket in una città come Roma, che tende ad essere più vicina al calcio, spiegandoci di aver amato da sempre tutti gli sport e di averne fatti anche altri come la pallavolo, il tennis durante la sua gioventù, ma che il turning point della sua carriera è stato l’incontro con il coach Roberto Castellano. Il Coach sin da quando l’ha visto per la prima volta alla Tiber (squadra romana in cui Campogrande giocava all’epoca), è riuscito a trasmettergli subito fiducia come dice lo stesso giocatore ed è stato in grado di fargli capire che se l’avesse seguito alla Sam Basket (società di Roma da cui la carriera del giovane esterno è decollata) con il giusto sacrificio e il giusto impegno avrebbe potuto ottenere grandi risultati e soddisfazioni nel basket.

Come giudica la sua stagione e quella di Roma?

In questo campionato abbiamo avuto delle difficoltà, ottenendo due vittorie contro la Fortitudo Bologna e Brescia ma dobbiamo lavorare di più e portare a casa più successi. Quando ho fatto la scelta di firmare alla Virtus Roma speravo di riuscire a giocare davanti ai tifosi, perché è un’emozione unica sentire l’inno e disputare dei match davanti ad un pubblico pronto a sostenerti.

Da dove nasce la sua esplosione in questa stagione?

I primi match ho faticato, dato anche che venivo da un infortunio, attraverso un buon lavoro abbiamo provato ad accelerare i tempi per recuperare il prima possibile, ma nelle prime partite dovevo ancora trovare la migliore condizione. Nei match seguenti sono andato in crescendo, ma quello che sto cercando di fare è essere il più costante possibile cercando di mettere sempre qualcosa in più partita dopo partita.

Crede di poter seguire la strada del suo compagno di squadra Tommaso Baldasso e raggiungere la Nazionale maggiore?

Si, spero di sì, ho anche disputato un raduno con la Nazionale maggiore quindi spero di raggiungere questo obiettivo. Le prime partite non mi hanno aiutato, essendomi infortunato nel campionato e non avendole potute giocare, ma questo mi ha spinto a fare di più all’interno della squadra, ma questo rimane un sogno che cercherò di realizzare.

Qual è il suo ruolo all’interno dello spogliatoio, avendo fatto esperienze importanti come la BCL nelle ultime due stagioni?

Voglio diventare un punto fermo di questa squadra, cercando di fare il collante il più possibile e fare la mia piccola parte all’interno del team. Bisogna capire anche quali sono i punti deboli, per cercare di cercare di fare il più possibile squadra.

Come ha inciso questo periodo difficile nella sua vita?

Questo è un periodo particolare, ho parlato con diversi amici medici, che mi hanno spiegato fino a che punto si sia complicata la situazione, inoltre il nostro lavoro non ci permette di sottovalutare questa situazione. Dobbiamo essere responsabili e date le difficoltà che questo periodo sta provocando sia causando crisi all’interno di famiglie ma anche nelle imprese come ristoranti, noi giocatori dobbiamo dare il buon esempio. Dobbiamo precluderci alcune attività e rispettare tutte le disposizioni, perché in questo momento noi dobbiamo mostrare responsabilità.

Com’è stato giocare questa prima parte di stagione a porte chiuse ?

La differenza all’inizio si sente, soprattutto quando vai a giocare in posti dove il basket è seguito molto ed è una sensazione diversa, mi è dispiaciuto il fatto di non poter aver avuto il pubblico al PalaEur nei nostri primi impegni casalinghi.

Com’è il suo rapporto con il coach Piero Bucchi?

La chiamata con il coach è stato uno dei motivi per cui ho scelto di venire a giocare nella capitale. Venerdì dopo l’allenamento mi ha parlato, mi ha spronato e fatto capire gli obiettivi della squadra. Dopo aver parlato al telefono con un coach dell’esperienza di Bucchi, sono stato subito convinto di sposare il progetto della Virtus Roma.

Qual è stato il giocatore che ha influito di più sulla sua crescita?

Io da questo punto di vista mi ritengo fortunato, perché in tutte le società in cui ho giocato ho trovato un giocatore esperto pronto a farmi da guida ed aiutarmi nella mia crescita. Per esempio a Bologna è stato Mancinelli, la scorsa stagione a Brindisi Banks, a Montegranaro Amoroso, tutti giocatori con cui ho avuto ed ho ancora un gran rapporto di stima reciproca. Tutti compagni in cui ho riscontrato la mia stessa voglia di lavorare e migliorare. Sono fortunato e contento

Qual è il suo obiettivo per questa stagione?

Il mio obiettivo è di fare il massimo per cercare di aiutare la squadra , il più possibile per cercare di ottenere delle vittorie e per cercare di creare un gruppo all’interno della squadra, perché è quello che ti fa vincere i match. Dobbiamo creare un gruppo con una grande forza mentale e lavorare con il massimo impegno.