Intervistato dai quotidiani pesaresi in vista del nuovo debutto con la canotta biancorossa, Andrea Cinciarini ha espresso le prime sensazioni sulla Carpegna Prosciutto: “Sicuramente il gruppo è formato da bravissime persone, mi sto trovando a mio agio e ho iniziato a conoscere gli schemi, il coach e che cosa vuole, i miei compagni. Ho provato a stare in panchina domenica scorsa per vedere l’ambiente e al di là della situazione attuale che non è delle migliori, però di sicuro avere tanta gente al palazzo è davvero una bella cosa per me che sono pesarese e parte di questa città”.

Qual è l’obiettivo di Cinciarini? “Voglio dare tutto me stesso per cercare di creare un qualche cosa di magico, riportando quella attenzione che Pesaro nel panorama nazionale deve avere, ed essendo una città che vive di basket voglio che ritorni l’entusiasmo. Questo si ricrea oltre che con le vittorie anche giocando duro e insieme, tirando magari fuori anche la famosa tigna pesarese, che magari in pochi conoscono ma che io conosco molto bene. Le sensazioni sono molto buone, è ovvio che domenica abbiamo una partita comunque difficile contro una formazione che viene da quattro vittorie consecutive, di cui sei nelle ultime sette partite giocate. Questa settimana è servita per integrarmi e lavorare bene e andiamo a Pistoia con l’obiettivo di vincere”.

Dopo 20 anni come torna a Pesaro Cinciarini? “Torno carico, voglioso e anche orgoglioso di vestire la maglia della squadra della mia città, perché a distanza di 20 anni torno a indossare la canotta della Vuelle, che per me ha un valore e quindi io sono pronto. Voglio essere un leader e aiutare i miei compagni a sentirsi meglio anche in campo. Logicamente ho ancora solo una settimana di allenamenti e penso che coach Buscaglia abbia detto una cosa molto giusta, quando ha dichiarato che non devo essere il salvatore della patria, visto che sicuramente posso migliora solo una settimana di allenamenti e penso che coach Buscaglia abbia detto una cosa molto giusta, quando ha dichiarato che non devo essere il salvatore della patria, visto che sicuramente posso migliorare la squadra e ho determinate caratteristiche che magari all’interno della squadra non ci sono, però si vince e si perde tutti insieme. Uno da solo non può fare la differenza, ma la fanno i cinque che sono in campo e quelli che sono in panchina. Io darò quello che so che posso dare e che può servire al gruppo, però è la squadra che vince e perde e siamo tutti noi che dobbiamo fare quel passo in avanti per riportare l’entusiasmo in città, ma soprattutto per tornare a vincere e a emozionare anche in tifosi”.