Lorenzo Ambrosin (Bertram Tortona), classe 1997 nativo di Motta di Livenza (TV), è una delle conferme di questa stagione 2020/2021 nel secondo campionato italiano. Ambrosin inizia il suo percorso nel settore giovanile nell’Umana Reyer Venezia con cui vince lo Scudetto Under 15 nella stagione 2011/12. Sfiora il tricolore giovanile in altre due occasioni (2014 e 2016) e nel 2015 prende parte all’Adidas Next Gen Tournament, torneo riservato ai migliori giovani europei, organizzato da Turkish Airlines EuroLeague.

Nel 2013 inizia il percorso tra i senior con la maglia della Pallacanestro Favaro, in Serie C Regionale, con cui mette a segno 6.9 punti a partita, per poi giocare due campionati (2015-2017) con Jesolo tra C Silver e C Gold.

Quest’ultime esperienze attirano l’attenzione dai piani di sopra fino a quando Lorenzo accetta la chiamata della Fortitudo Agrigento con cui rimane per tre stagioni raggiungendo i playoff al primo anno, che sfuggiranno di un soffio nella stagione 18/19. Nell’ultima stagione, quella interrotta causa Covid-19, Lorenzo era diventato ormai una certezza sotto la guida di Cagnardi e sfiorava gli 11 punti di media in 28 minuti di utilizzo, contribuendo a portare Agrigento al secondo posto fino allo stop dei campionati arrivato in primavera.

Cambia qualcosa nello stile di vita, nelle abitudini quotidiani, il passaggio da una città del sud Italia a una del Nord?

Cambia tantissimo. La fortuna ad Agrigento era il mare, un clima incredibile e si stava molto bene; mentre qua a Tortona fa parecchio freddo, c’è tanta neve e tanta nebbia, cosa a cui non ero più abituato. C’è voluto un po’ per riabituarsi a tutto questo, ma anche qui si sta molto bene e le persone sono molto cordiali. L’ambito sportivo, l’attività in campo, non risente di questi cambiamenti, perchè il mio lavoro può portarti in posti differenti tra loro, dove c’è il mare piuttosto che la montagna e questo non ti deve condizionare; magari ecco la giornata libera che potevi trascorrere con la ragazza, fare delle passeggiate, con la nebbia e il freddo dà un po’ fastidio. Ma come dicevo prima è tutto molto sopportabile.

Leggendo le statistiche il miglioramento rispetto la passata stagione è netto. Dai 28 minuti di media di anno scorso per quasi 11 punti di media, ai 20 minuti per quasi 15 punti oggi. Come ci spiega questo miglioramento? Quanto c’è di suo e quanto ha potuto influire un nuovo sistema di gioco? Ha fatto qualcosa durante i mesi in cui si è rimasti fermi?

Tutto il periodo del primo lockdown sono rimasto ad Agrigento. All’interno del complesso residenziale avevamo la sala pesi e quindi ne ho approfittato per lavorare e migliorare il fisico con una scheda personalizzata, poi il cuoco cucinava per noi, il campo era a cinque metri e potevi andare a tirare tranquillamente. Onestamente, la maggior parte poi di questo cambiamento è dovuta al nuovo sistema di gioco, ai miei compagni che si fidano molto di me e mi mettono sempre in ritmo, mi cercano e questa è una cosa fondamentale che mi aiuta moltissimo. Lo staff tecnico e il coach hanno tanta fiducia in me, questa cosa la sento moltissimo e mi sta aiutando tanto.

Quali sono i suoi prossimi obiettivi personali e professionali?

Sto cercando di fare un percorso, di migliorare il più possibile. C’è ancora un ampio margine di miglioramento di squadra, ma anche individualmente posso migliorare un sacco di cose: sto lavorando sulle letture di gioco, su varie situazioni, cercare di diminuire qualche tiro forzato che prendo; c’è tantissimo da migliorare. Questo è il focus che ho per il prosieguo di stagione.

Un pensiero alla nazionale?

Al momento c’è gente che se la merita più di me e quindi non ci penso tanto. Sto pensando a fare il meglio possibile con la maglia di Tortona e cercare di portare a casa più vittorie possibili.

Cosa pensa dei social e che uso ne fa?

I social sono un mezzo da un lato bellissimo e dall’altro molto negativo, soprattutto per un giocatore. Se una partita la giochi bene tutti ti fanno i complimenti, non appena giochi male arrivano le critiche, ecco perchè secondo me, un giocatore non deve utilizzarli troppo. Anche perchè poi, leggere le critiche non è mai bello e può essere veramente pesante. Io personalmente, ho Instagram, ho Facebook, pubblico qualcosa ogni tanto ma non li utilizzo molto.

Passioni oltre al basket? Cosa le piace fare quando non è in sala pesi o sul parquet?

Studio economia aziendale, non ne vado matto, ma lo faccio. Mi serve, perchè purtroppo la carriera da giocatore è molto breve e una seconda opzione bisogna crearsela. Faccio le cose che fanno tutti i ragazzi, esco con gli amici, mi piace molto ascoltare musica, guardare serie tv, andare a pescare con gli amici d’estate, prima riuscivo ora un po’ meno. Ad Agrigento ho ricordi bellissimi in barca con degli amici che mi hanno fatto conoscere posti stupendi. Una cosa, poi, che mi piace moltissimo è leggere libri di mafia, ultimamente ho letto Malerba, un’autobiografia di un boss ora in prigione al 41bis che fece una strage in piazza a Porto Empedocle, dove vivevo io quando giocavo ad Agrigento. Mi piace e mi appassiona molto leggere di queste cose, cercare di capire, infatti adesso sto leggendo un libro su Falcone e Borsellino.

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FOTO: Lorenzo Ambrosin Bertram Tortona (Raffaele Vaccari)

Giovanni Agricola