Nel corso degli ultimi anni si stanno affacciando sulla scena internazionale club appartenenti a paesi privi di una solida tradizione cestistica o caduti nell’anonimato, ma desiderosi di investire nel movimento e competere con realtà dotate di ben altro pedigree. E’ il caso della Romania, grazie alle performance del CSM Oradea in FIBA Europe cup prima e dell’UBT Cluj in Champions League poi.

 

Sport in primo piano con complessi polifunzionali moderni e accessibili a tutti

In Romania è lo sport in generale a ricevere una particolare attenzione da parte delle istituzioni locali e nazionali. Non esiste parco pubblico, indipendentemente dalla dimensioni, che non abbia un’area attrezzata dedicata all’attività fisica, i moderni centri sportivi sono accessibili a tutti e sono numerosi i playground frequentati da appassionati di ogni fascia d’età. Questa estate a Cluj Napoca è stata inaugurata in un quartiere popolare (Manastur) una “baza sportiva” di 4,2 ettari, realizzata grazie ad un investimento pubblico di 6 milioni di euro, con accesso gratuito (Sport în Cluj-Napoca: două baze sportive publice cu acces gratuit – YouTube). E’ il secondo complesso del genere presente in città, dopo quello di Gheorgheni (9,2 ettari), inaugurato nel 2017.

 

Transilvania culla della crescita del movimento

Non è un caso che sia la zona più ricca e meglio organizzata del paese, la Transilvania, la culla di questo processo di crescita della pallacanestro. L’Universitatea Cluj è sponsorizzata da uno tra i principali istituti di credito romeni, la Banca Taransilvania, che dà anche il nome alla splendida arena da 10.000 posti (BT Arena – Sala Polivalenta Cluj-Napoca – YouTube) e riceve dalla Primaria (Comune) il corrispettivo di circa 400.000 euro per stagione. Introtiti che, sommati a quelli dei partner e degli sponsor, consentono alla dirigenza del club ardeleno di allestire un roster vincente in campionato (due titoli consecutivi conquistati) e in grado di ben figurare nelle coppe europee. I quarti di finale raggiunti la scorsa stagione in Champions League, hanno convinto i vertici dell’Euroleague Basketball ad assegnare all’UBT Cluj una wild card per la prima storica partecipazione all’Eurocup.

Analogo discorso vale per Oradea, terza classificata in Fiba Europe cup nel 2021 e fermatasi ai quarti nella stessa competizione lo scorso anno. La società ha una struttura solida, sempre sul podio negli ultimi sei campionati (tre volte campione, una finale e due terzi posti) e un roster costruito sull’esperienza dell’americano naturalizzato romeno Kris Richard (33, guardia), del serbo Nicola Markovic (33, centro) e di Justin Carter (35, guardia) arrivato quest’anno dallo Zadar e protagonista con Sassari nella stagione 2018-19 del successo in Fiba Europe cup e della finale persa con la Reyer Venezia in campionato.

 

Sei squadre in cerca di gloria in Europa, tra maschile e femminile

Quest’anno la Romania può contare su ben quattro squadre maschili impegnate nelle coppe europee: oltre all’UBT Cluj in Eurocup, affiancano Oradea nella seconda competizione FIBA il CSO Voluntari (finalista in campionato lo scorso anno) e l’SCM Craiova. A livello femminile le pluricampionesse dell’ ACS Sepsi SIC e la FCC UAV Arad partecipano all’Eurocup.

Voluntari è un piccolo centro a nord di Bucarest con meno di 50.000 abitanti. Nel 2005, per iniziativa del Comune, è stata fondata una Polisportiva comprendente tredici discipline. Tra queste la sezione del basket ha acquistato un ruolo sempre maggiore, riuscendo negli ultimi due anni a realizzare peformance importanti, aggiudicandosi la coppa di Romania nel 2021 e nel 2022 e raggiungendo nella LNBM la finale persa con l’UBT Cluj lo scorso anno. Può contare su un budget di un milione di euro da parte del consiglio cittadino e anche quest’anno lotterà per posizioni di vertice.

Altra realtà emergente della pallacanestro romena è lo Sport Club Municipal Universitatea Craiova. Fondato nel 2003, ha conquistato la massima serie nel 2012 senza però ottenere risultati apprezzabili prima della finale di Coppa di Romania dello scorso anno, persa con il Voluntari. Alla sua prima partecipazione alla Fiba Europe cup è imbattuto nel gruppo H e qualificato alla fase successiva con due turni di anticipo. Uomo simbolo è il trentasettenne Giordan Watson, play americano naturalizzato romeno, campione di Romania con Oradea e Cluj.

In campo femminile la scena è dominata dalla Sepsi Sfantu Gheorghe, capace di laurearsi campione di Romania per la sesta stagione di seguito. Una supremazia messa seriamente in discussione lo scorso anno dalla FCC UAV Arad, arresasi solo in gara cinque della finale. Entrambe le squadre prendono parte all’Eurocup, con la Sepsi a punteggio pieno e virtualmente qualificata al turno successivo.

 

Ingaggi superiori a quelli del calcio per attirare nomi di spessore

La capitale Bucarest non sta a guardare e quest’anno avrà una squadra, la Rapid, che coltiva legittime ambizioni di successo in campionato e dalla prossima stagione aspira a guadagnarsi un posto stabile nelle coppe europee. Con un budget complessivo di 500.000 euro per la sezione maschile e quella femminile approvato dal consiglio comunale, al quale si sommano gli introiti provenienti da privati, i ferrovieri hanno potuto permettersi di ingaggiare il trentaduenne play statunitense Darius Johnson-Odom. L’atleta, che può vantare qualche apparizione in NBA e una interessante carriera consumata sui parquet di Italia, Turchia, Grecia e Francia, riceve uno stipendio di 22.500 euro al mese, una cifra enorme per la Romania. Per rendere un’idea, il salario medio percepito nella massima serie calcistica è attorno agli 8.000 euro mensili e l’atleta simbolo romena nei giochi di squadra, la stella della pallamano Cristina Neagu (34), ne guadagna 20.000.

Accanto a Odom, nella Rapid figurano nomi di una certa rilevanza internazionale quali  gli americani Tyler Stone (32, ala), ex Cantù e Brindisi e Chris Evans (31, ala), protagonista in Champions League con il Monaco nel 2018.

 

Obiettivo Europei per la Nazionale

Due fattori sono alla base del tentativo di rinascita della pallacanestro in Romania, l’attenzione dedicata al settore giovanile e alla presenza di giocatori autoctoni sui parquet della massima serie e l’innalzamento del livello di gioco ingaggiando stranieri con carriere importanti.

Nel campionato romeno di basket, la Liga nationale de baschet masculin (LNBM), è obbligatorio schierare in campo almeno due giocatori romeni nei primi due quarti e almeno uno nella seconda parte di gara. Regola che non prevede deroghe, indipententemente dalla situazione infortuni, pena la sconfitta a tavolino. Generalmente le squadre tendono a utilizzare come autoctoni gli under, creando un bacino di giovani atleti con esperienza nel campionato senior dal quale può attingere la Nazionale.

Il crescente numero di giocatori stranieri con un passato in importanti club europei o che, in alcuni casi, hanno respirato l’aria della NBA, favorisce il percorso di crescita degli atleti romeni, con evidenti benefici per l’intero movimento. La speranza è che nel giro di qualche anno anche la Nazionale possa uscire dal tunnel e ottenere una partecipazione agli Europei che, se escludiamo l’edizione del 2017 chiusa al ventitreesimo posto da paese ospitante, manca da 25 anni.

Salvatore Possumato

 

FOTO: BT Arena Cluj Napoca (www.u-bt.ro)