In un’intervista concessa a Piero Guerrini su “Tuttosport”, il team manager della Bertram Yachts Tortona Gianmaria Vacirca ha parlato del nuovo acquisto della sua squadra, il prospetto Grant Basile: “Ha scelto di lasciare l’università pur avendo ancora un anno di eleggibilità. Dal post covid il college basket è pieno di giocatori fatti e finiti. Sono appena rientrato dal Portsmouth Invitational dove ho visto ragazzi del 1997. Poi cominciano a girare contratti nella Ncaa, c’è mercato importante. Ma Grant ha scelto di avventurarsi in Italia anche per via del passaporto. Per noi un’operazione di sicura prospettiva in un mercato che sia di americani, europei o italiani è sempre più conservativo e difficile, privo di novità. Qualunque sia il suo status attuale, Basile è interessante, di caratteristiche in linea con le necessità tecniche di coach Ramondino. Lo scopriremo con pazienza. È un progetto a lungo termine. Tecnicamente a metà tra cinque e quattro, grande giocatore di post, molto intelligente, ottimo tiratore anche da tre e passatore. Capisce il gioco. Non ha ancora gambe a livello della parte superiore del corpo. Ma ha qualità di gioco molto interessante. Tira da molto in alto. È intrigante”.

Vacirca ha poi spiegato del perché il mercato adesso stia diventando sempre più conservativo e difficile: “L’Europa ha compreso in ritardo il processo inclusivo della Nba che contempla ormai i primi mille giocatori al mondo. Ora con 3 contratti two way e l’innalzamento del salario minimo la Nba ha la prima, seconda e forse terza fascia di collegiali. Gli agenti nemmeno possono pronunciare la parola Europa. Aggiungete i ricchi contratti di immagine al college, l’Europa prima o poi dovrà confrontarsi con gli Usa. E intanto è anche attaccata dalle leghe asiatiche, le giapponesi, dove vano verso una Superlega, quella australiana”.

Infine, il team manager ha spiegato del perché conviene ancora puntare sui giovani: “Resto convinto che con 6 stranieri, inserire un giovane ha senso. A Cremona abbiamo vinto la Coppa Italia con due rookie d’Europa in quintetto: Aldridge e Mathiang e l’anno dopo abbiamo lanciato Ethan Happ. Un talento si può sviluppare. Il Bayern Monaco ha Gillespie, Winston e Cheatham che stanno facendo molto. Poi squadre che riescano a tenersi in casa i giocatori due-tre anni non ne trovi. Invece avere un gruppo stabile è importante, Gli spagnoli ci riescono di più. Noi abbiamo scelto di farlo, puntando anche sull’oceano di informazioni che si possono avere: piattaforme e strumenti tecnologici, sono grandi facilitatori. Io da vecchio cronista, scrivo ancora i profili a modo mio. Le info sugli aspetti caratteriali si trovano con contatti diretti, ma anche inserendo profili social. E sono fondamentali. Un gruppo di ragazzi di qualità fa fare 36 punti in classifica. Siamo stati fortunati”.

Fonte: legabasket.it