Aquila spinta da un Browne fantascientifico, alle V nere non basta il duo Teodosic-Belinelli.

Vincere una partita che va contro le proprie caratteristiche è, spesso, un pregio che denota la capacità di una squadra di affrontare anche situazioni non previste dal piano gara.

Ci riesce la Dolomiti Energia Trento, brava a superarsi in attacco e castigare una Virtus Bologna che pecca in difesa.

La decide, da dominatore assoluto, Browne. Per il play portoricano, lo score recita uno straordinario 26+5r+9ass, con 7/10 alla conclusione oltre il perimetro.

La Virtus vive delle invenzioni di Teodosic (15+11ass) e Belinelli (22), con qualche pennellata di Abass (12), ma cade vittima degli stessi difetti che le hanno precluso la finale di Eurocup in un finale in cui fallisce tutte le occasioni importanti.

 

LA CRONACA

Ospite d’eccezione alla Segafredo Arena; a sostenere la Virtus, e la colonia serba delle V-Nere, c’è Sinisa Mihajlovic.

La novità di Sale Djordjevic è Abass in quintetto per Weems.

Entrambe le squadre partono tese, sapendo di giocarsi qualcosa d’importante, gli errori si sprecano nel primo minuto prima che Ricci inauguri il punteggio dalla media.

Il primo canestro della gara da il lá ad una serie di realizzazioni, con la Virtus che tiene il naso avanti, ma con una Trento attaccata, grazie anche alla mira dall’arco di Browne.

Sale, però, in cattedra Milos Teodosic; il playmaker ex Clippers illumina il gioco smazzando 4 assist, con Gamble e Abass che ringraziano, e la Virtus infila il parziale che le permette di doppiare gli ospiti (14-7).

Trento, però, non ci sta: Maye mette due triple di fila per ridurre le distanze (16-13), rispondendo al secondo schiaccione di Abass; la difesa trentina si chiude e paga ottimi dividendi in contropiede, costruendo il pareggio con l’1/2 di Sanders dalla lunetta.

Djordjevic chiama in campo Belinelli, inizialmente lasciato in panchina, ma l’impatto dell’azzurro non sembra spostare gli equilibri.

La Virtus prova a riprendere il comando delle operazioni negli ultimi due minuti: serve il 2+1 di Teodosic per dare un possesso pieno di vantaggio ai padroni di casa, ma Morgan, un po’ in ombra nei minuti precedenti, trova il pareggio dal mezzo angolo.

L’1/2 di Pajola ai liberi concede l’opportunità del sorpasso a Trento, ma Williams è cancellato dalla stoppata devastante di Abass; sul possesso successivo, Belinelli chiude il primo quarto come meglio sa fare, tripla e 25-21 alla prima sirena.

 

È proprio la guardia azzurra a segnare i primi due punti del secondo quarto, tuttavia Sanders risponde con uno spettacolare and one; ma le V nere non si scompongono, Hunter e Adams piazzano il mini parziale di 5-0 che costringe Lele Molin a fermare il cronometro (32-24).

Al rientro dalla panchina, la Dolomiti Energia trova subito il canestro pesante di Browne e Maye, la schiacciata di Williams provoca il pareggio e Djordjevic decide di parlarci su con un parziale ancora aperto di 8-0 per gli ospiti.

Trento rientra con grande intensità difensiva, tuttavia non raccoglie i frutti del proprio lavoro nella metà campo avversaria, sprecando tre possessi con errori anche da matita rossa; la Virtus, però, grazia l’imprecisione degli ospiti, trovando il fondo della retina solo a cronometro fermo con Ricci (1/2), e ne paga il prezzo quando Browne pesca profondissimo Maye che fa 2+1 per il primo vantaggio dell’Aquila.

È un momento importante, Trento tira con percentuali insolitamente alte dall’arco (7/14) e trova il +5 con Browne, ma Teodosic s’inventa la giocata irriverente su Ladurner e serve Pajola per la tripla del 36-38.

Ma Trento non molla, ancora la tripla per ribattere, a firma Morgan, poi Forray fa 1/2 dalla linea della carità per il massimo vantaggio ospite, nonostante la grande sofferenza mostrata a rimbalzo.

La Virtus s’incarta, Browne sigla il +9 con una tripla pazzesca e solo Teodosic riesce a contenere la fuga ribattendo con la stessa moneta, ma non risolve il problema delle palle perse, 6 nel solo secondo periodo.

Ma Teodosic è in modalità Mago Merlino: finta di tiro ed assist profondo per Hunter che sigla il 41-45 che chiude la prima metà di gara.

 

Brutte notizie per Trento in apertura di ripresa: un problema al piede chiude anzitempo la partita di Kelvin Martin; l’Aquila non si lascia prendere dallo scoramento e parte bene, allungando sul +8.

Belinelli, però, è vigile e trova la tripla dall’angolo, castigando la scellerata idea della difesa ospite di raddoppiare Ricci e lasciarlo libero, poi sfrutta l’ennesima genialata di Teodosic per concludere in sottomano.

La Virtus prova, quindi, a prendersi l’inerzia della gara, con Gamble che si va a prendere due liberi ed il terzo fallo di Morgan che è un brutto colpo per le rotazioni di coach Molin; il pivot della Segafredo, però, non è impeccabile e fa solo metà bottino.

Se, da un lato, Teodosic inventa giocate immaginifiche, dall’altro Forray fa valere i suoi gradi di capitano e tiene al comando l’Aquila nonostante Belinelli cominci a trovare con continuità il canestro.

Ma Bologna trova il pari: prima Gamble, che punisce un raddoppio non necessario con la bimane, poi la linea di fondo di Belinelli, che sfrutta il decimo assist di Teodosic, fissa il 55-55.

La reazione ospite è facilitata da qualche protesta di troppo di Markovic, punita con il fallo tecnico; Williams allunga con due canestri di fila, ma Trento fallisce la possibilità di scappare e viene punita dalla tripla di Abass.

È un equilibrio difficile da spezzare, quello degli ultimi istanti di secondo quarto; le due squadre restano a contatto, con Forray ancora fondamentale per tenere avanti Trento e Belinelli che deve inventarsi la tripla siderale per tenere a contatto i padroni di casa.

Al suono della penultima sirena, la Virtus insegue 62-65.

 

È Maye ad alimentare il sogno playoff della Dolomiti Energia in apertura di quarto parziale, Abass risponde subito con la tripla pesantissima dall’angolo.

Ma è un Belinelli pazzesco a prendersi la scena: serie di finte e tripla del sorpasso che, però, trova la pronta risposta di Browne che segna 5 punti in un amen e gli ospiti tornano ad avere due possessi di margine.

Lele Molin allunga la difesa e punisce la circolazione di palla troppo deficitaria della Virtus, tuttavia Trento ha sempre il vizio di fallire l’occasione per mettere la freccia e sente il fiato sul collo dei padroni di casa, bravi a rimarginare prontamente le ferite e restare in scia, ad un solo possesso di distacco.

All’ennesima tripla di Browne, Bologna risponde con Pajola, ma sente la mancanza di Belinelli, precedentemente richiamato in panca da Djordjevic, e Trento trova il +9; il coach serbo richiama in panchina i suoi.

Ma gli uomini di Molin ci credono e vedono il canestro come una vasca da bagno: Browne trova l’ennesima tripla e la formazione ospite si affaccia agli ultimi 2’ di gara con 10 punti di vantaggio.

Quando sembrerebbe chiusa la partita, Teodosic riappare con la tripla, poi fa cadere Williams nel tranello delle finte e si prende tre liberi; pecca, però, di freddezza dalla lunetta, facendo solo 1/3.

Sembrerebbe la pietra tombale per le ambizioni virtussine, tuttavia il playmaker serbo riaccende una fiammella di speranza con la tripla, ma l’errore di Abass, dopo i due liberi di Morgan, mette la parola fine.

C’è solo tempo per due liberi di Browne; vince la Dolomiti Energia, e lo fa con merito.

QUI le statistiche del match

 

Nell’immagine Gary Browne, foto Ciamillo-Castoria

Elio De Falco