Gara uno giocata venerdì, si può riassumere in un concetto; Ramondino, coach di Tortona aveva chiuso ogni accesso al proprio pitturato e scommesso sulla scarsa vena del tiro da fuori della Segafredo, la tattica gli stava dando ragione, finché nell’ultimo quarto, è uscita la carta “imprevisto” chiamata Marco Belinelli, autore di una prestazione che ha dimostrato a tutti, cosa significhi essere un Campione con la C maiuscola, 19 punti, 3/4 da 3 punti, 3/4 da 2 punti e 4/6 ai liberi. La prestazione del capitano della Virtus, con 25 punti totali nella gara, dei 77 segnati dalla Segafredo, ha mandato completamente in tilt tutti gli accorgimenti tattici dei piemontesi, regalando al popolo bianconero un’altra serata di festa, scacciando ancora una volta l’incubo Tortona, che si stava pian piano materializzando.

Che non fosse una serie facile, lo si era scritto in presentazione della prima gara, la Bertram ha dimostrato ancora una volta di non essere arrivata in semifinale per caso, il quarto posto ottenuto alla fine della regular season è il risultato di un ottimo lavoro della società in primis e di uno degli allenatori più bravi della nuova generazione, uno cresciuto davvero a pane e basket, di cui sentiremo certamente parlare in futuro. Le dichiarazioni alla vigilia di gara uno, sono state mantenute sul campo, Tortona non ha alcuna intenzione di considerare chiusa qui la propria stagione, sul parquet della Segafredo Arena, ha dimostrato di volersela giocare sino in fondo, mettendo in campo tutto l’ardore agonistico che possiede, e soprattutto quella voglia di stupire che si trascina dietro da quando è cominciata la stagione. La volontà della proprietà, è di portare questa piccola realtà ai vertici del basket nazionale, con investimenti mirati sia in campo che sulle strutture, un progetto importante che sta già iniziando a dare i primi frutti.

La Segafredo dovrà quindi fare molta attenzione a questa squadra di guastatori, la loro sfrontatezza e quella incoscienza nel giocare non pensando troppo alla posta in palio, già in gara uno, ha permesso al Derthona Basket di condurre la gara per lunghi tratti, arrivando davvero ad un soffio dal colpaccio.

La Virtus l’ha risolta grazie ai colpi di un grande campione come Belinelli, ma già in gara due, dovrà avere maggiore energia dal resto del gruppo, perché ogni partita, sarà una battaglia. La situazione in casa bianconera bolognese non è sicuramente delle migliori a livello fisico, le oltre sessanta partite giocate dall’inizio, in un gruppo che ha spesso avuto difficoltà di roster, a causa dei numerosi infortuni, hanno assorbito tantissime energie, e lo stato fisico di alcuni non è certamente al top. In più, giusto per mantenere vivo lo sfortunato trend di questa incredibile stagione, ci si sono messi alcuni malanni che hanno colpito Amar Alibegovic e Jakarr Sampson, mentre Milos Teodosic, Toko Shengelia e lo stesso Marco Belinelli, non sono al top della condizione. A questi, bisogna aggiungere Kevin Hervey, che dopo il rientro dall’infortunio, che lo ha costretto ad andare sotto i ferri, non è più riuscito a far vedere le giocate che avevano spesso infiammato il pubblico virtussino. Quello di Hervey sembra più un problema psicologico, il ragazzo fisicamente sta bene, ma sembra aver totalmente smarrito quella notevole capacità offensiva, anche venerdì il suo zero sul tabellino punti, stride parecchio nel pensare a cosa aveva fatto vedere prima del crac al ginocchio. In difesa si applica, qualche buon rimbalzo lo ha catturato, ma da uno come lui, ci si aspetta decisamente molto di più. Evidentemente, l’arrivo di uno come Shengelia nel suo ruolo, deve averlo destabilizzato parecchio, oltre ad un timore evidente verso i contatti fisici, che lo portano, soprattutto in attacco, a non arrivare mai nel pitturato. Coach Scariolo, ha più volte cercato di coinvolgerlo e di fargli sentire la fiducia addosso, ma poi, come successo ad esempio a Sampson, deve essere il giocatore a trovare dentro di sé, la forza e la determinazione per uscire dalla crisi e ritagliarsi un ruolo importante all’interno del gruppo.

Gara due si preannuncia ancora ricca di grandi emozioni, diverse sono le possibili soluzioni, sicuramente Tortona continuerà ad intasare coi suoi uomini l’accesso al pitturato da parte della Virtus, cercando di ridurre al massimo la zona in cui è la migliore del torneo per capacità realizzativa. AI bianconeri, servirebbe una serata in cui non sia il solo Belinelli ad infilare il canestro avversario dai 6,75 metri, farlo con una percentuale accettabile, costringerebbe coach Ramondino ad aprire la scatola, dando cosi modo a Teodosic e compagni, di servire buoni “cioccolatini” a Jaiteh e ai “taglianti”.

La Virtus poi, dovrà fare tesoro di quanto accaduto nell’ultimo quarto di gara uno, dove un quintetto con Shengelia da cinque (molto più leggero ma decisamente più mobile), ha permesso ai bianconeri di prevalere nella lotta ai rimbalzi. Sotto questo aspetto, la scelta di lasciare in tribuna Hervey, ed inserire Sampson, lungo atipico ma molto atletico ed energico, potrebbe aiutare sotto le plance, pagando qualcosa sul ruolo di quattro, in cui potrebbe adeguarsi Kyle Weems, già visto altre volte in questa soluzione tattica. La migliore soluzione, sarebbe poter contare sul rientro di Alibegovic, a quel punto la Virtus non dovrebbe fare particolari rivoluzioni, ma avrebbe semplicemente sostituito un giocatore nello stesso ruolo (Hervey/Alibegovic), ed inserito un cinque più dinamico (Sampson), lasciando fuori dai giochi un piccolo come Ruzzier, che non avrebbe comunque visto il campo in una gara cosi fisica.

La palla a due verrà alzata alle ore 20,45 agli ordini dei signori Ryzhyk, Lo Guzzo e Bongiorni, sarà trasmessa dai canali televisivi RAI Sport, Eurosport 2 e Discovery+, mentre la si potrà ascoltare in radio sull’emittente Nettuno Bologna Uno, con la coinvolgente voce di Dario Ronzulli.

 

Alessandro Stagni