La Virtus Bologna saluta il 2023 ed è pronta ad abbracciare il 2024. Tante cose sono successe nell’anno che salutiamo e tante ne succederanno in quello che abbracciano.
E fino ai botti della mezzanotte le V Nere hanno tenuto tutti i tifosi bianconeri incollati alle ultime notizie. Gli eventi delle scorse ore hanno di fatto obbligato il club ad intervenire sul mercato. La partenza di Jaleen Smith verso il Partizan Belgrado ha portato l’acquisto della guardia lettone Rihards Lomazs, il brutto infortunio al ginocchio di Devontae Cacok invece ha convinto la società a fare il grande colpo sotto le plance tesserando l’ormai ex Efes Ante Zizic.
Nel 2024 perciò vedremo una Virtus Bologna decisamente diversa rispetto a quella del 2023, a partire sin da subito. Ovvero l’ennesimo back to back di EuroLeague del 3 gennaio (in casa con il Bayern Monaco) e del 5 (a Berlino con l’Alba).
Gli assetti, le rotazioni e gli interpreti quindi saranno differenti, ma quello che coach Luca Banchi dovrà essere bravo a fare sarà di non cambiare il forte equilibrio che si è venuto a creare da settembre ad oggi. Ed è proprio l’equilibrio il punto di forza di questa versione della Virtus Segafredo. Poi, è vero, ci sarà da valutare le condizioni anche di Ognjen Dobric che ha subito una terribile distorsione alla caviglia nel finale di Virtus-Pesaro il 30 dicembre. La sua assenza potrebbe essere prolungata e quindi anche in questo caso cambiare un po’ le rotazioni. Al tempo stesso però da metà gennaio Banchi ritroverà Jordan Mickey che con l’arrivo di Zizic potrà andare a ricoprire con più continuità il ruolo che probabilmente gli si addice meglio: quello di ala forte.
Dicevamo, gli equilibri. Questi nati dai dettami tattici di Banchi e dall’apporto dei tre senatori (Daniel Hackett, Marco Belinelli e Tornike Shengelia) sempre costante e di altissimo livello. A questi a turno l’exploit di altri uomini come il rigenerato Iffe Lundberg, l’esplosivo Isaia Cordinier, il duttile Awudu Abass, l’esperto Bryant Dunston ed il generoso Alessandro Pajola.
Salutiamo il 2023 e di fatto al termine di questo anno la Virtus tra campionato ed EuroLeague ha raggiunto la fine del girone d’andata in entrambe le competizioni. Ad onor del vero in LBA manca l’ultimo impegno, quello del PalaBigi di Reggio Emilia del 7 gennaio. Ma, comunque, si possono fare le classiche valutazioni della metà stagione.
Cosa si può criticare a questa Virtus? Poco o nulla. Coach Luca Banchi subentrato a pochi giorni dalla Supercoppa ha sin da subito messo le basi per giocare una stagione ricca di soddisfazioni. È arrivato il successo in Supercoppa, un posto praticamente assicurato nelle prime tre in LBA, ma soprattutto la seconda piazza in EuroLeague con 12 vittorie e sole 5 sconfitte. E alcuni successi sono stati proprio da incorniciare: quello di Belgrado con il Partizan, quello di Montecarlo o quelli interni con Barcellona ed Olympiacos.
È vero in Italia è arrivata qualche sconfitta “inaspettata”, ma il tremendo calendario di EuroLeague toglie energie fisiche e mentali.
La prima parte di stagione della Segafredo è stata eccellente. Si è vista una squadra vera dove ognuno ha saputo dare il proprio concreto contributo. Non sono mancati gli infortuni o le difficoltà da fronteggiare, ma da questi lo spogliatoio ne è sempre uscito più forte. Basti pensare alla rocambolesca sconfitta al PalaDozza contro lo Zalgiris o al caso di Achille Polonara. Da ogni difficoltà ne emersa una Virtus più forte e concreta.
La prima metà di stagione della Virtus è da laurea e con lode, ma ora viene il bello. Già da gennaio si capirà tantissimo del futuro. Gli impegni saranno numerosi e soprattutto ravvicinati. Tante le trasferte sia italiane che europee. Poi l’arrivo di febbraio con la parentesi della Final Eight di Coppa Italia, altro obiettivo da centrare e da riscattare dal 2023.
Insomma la “barca” Virtus naviga in mare aperto e lo sta facendo tenendo un’eccellente marcia. Il porto si vede all’orizzonte, ma è ancora lontano. Luca Banchi ed i suoi ragazzi lo sanno, ma certo non si spaventeranno ai primi mari mossi.

Eugenio Petrillo 

Nell’immagine la Virtus a Belgrado, foto Ciamillo-Castoria