L’NBA ha scelto Londra, e il prestigioso Raffles Hotel, per ospitare quello che viene definito il più grande incontro di sempre tra investitori sul futuro del basket europeo. Presenti il commissioner Adam Silver, il segretario generale FIBA Andreas Zagklis e numerosi fondi, interessati a un progetto che punta a creare una nuova lega continentale sul modello NBA.
Il piano prevede 12 franchigie permanenti distribuite nei principali mercati europei (Regno Unito, Francia, Spagna, Germania, Italia, Grecia e Turchia). Tuttavia, al di là dell’interesse finanziario, il vero nodo resta il coinvolgimento dei club: secondo fonti Eurohoops, molte società erano presenti solo per valutare il progetto, ancora privo di indicazioni chiare sui ricavi, a fronte invece di obblighi economici molto elevati, incluso un presunto fee d’ingresso da 500 milioni di euro.
Nonostante ciò, diversi azionisti di EuroLeague – tra cui Panathinaikos, Bayern Monaco, Real Madrid, Barcellona ed EA7 Milano – hanno partecipato all’evento, senza però alcun impegno formale. Molti di questi club sono legati a licenze decennali con EuroLeague, che rendono complessa qualsiasi uscita immediata.
I dossier più avanzati riguardano Francia e Regno Unito: ASVEL è il candidato principale in Francia, mentre a Londra e Manchester l’NBA ha già individuato arene ma non ancora le squadre. Più fluida la situazione in Spagna, Germania, Italia e Turchia, dove restano aperti diversi scenari, da Real Madrid ad ALBA Berlino, fino al possibile coinvolgimento di Galatasaray. In Italia, Roma resta un mercato chiave ma senza un club di riferimento.
A frenare l’entusiasmo dei club è soprattutto la sostenibilità economica. Lo stesso Adam Silver ha ammesso che NBA Europe non sarà inizialmente profittevole, un passaggio che ha aumentato le perplessità di chi dovrebbe investire cifre altissime per entrare nel progetto.
Un progetto ambizioso, ancora lontano dall’essere definito, che per ora affascina gli investitori ma lascia molte domande aperte sul futuro del basket europeo.
In questo quadro si inserisce anche la situazione di Manchester: secondo quanto riportato dalla BBC Sport, né Manchester City né Manchester United starebbero valutando un ingresso diretto nel progetto NBA Europe. Di conseguenza, l’eventuale presenza della città nella nuova lega passerebbe dalla creazione – o dal rafforzamento – di una realtà cestistica indipendente dai due grandi club calcistici, ipotesi che al momento non risulta ancora supportata da passi concreti.
Al vertice londinese – secondo quanto riporta La Gazzetta dello Sport – ha preso parte anche l’AC Milan, segnale di un interesse che va oltre il perimetro tradizionale del basket europeo. Il club rossonero starebbe valutando un possibile coinvolgimento nel progetto NBA Europe, sia come soggetto autonomo sia in sinergia con l’Olimpia Milano, ipotesi che aprirebbe scenari inediti sul futuro assetto del basket di vertice in Italia.

The Athletic fa il punto sull’incontro di Londra con tutti i partecipanti. Vi proponiamo il testo integrale e tradotto in italiano: 

Il quadro di ciò che NBA Europe potrebbe diventare non è mai stato così chiaro dopo l’incontro di lunedì. Tra i presenti c’erano il principale fondo di investimento dell’Arabia Saudita, alcuni dei più importanti club europei di basket e di calcio, una piattaforma globale di streaming, un colosso delle calzature e persino una possibile figura di riferimento per la nuova lega.
Tra le circa 250 persone riunite dal commissioner NBA Adam Silver e dal suo staff in un lussuoso hotel di Londra, a pochi passi dal Tamigi, c’era anche Pau Gasol, Hall of Famer NBA, che secondo numerose fonti sarebbe in considerazione per un ruolo di primo piano nel progetto europeo di Silver. «Questa è un’opportunità davvero unica», ha dichiarato Gasol alla platea. «Si tratta di imparare gli uni dagli altri. Si tratta di creare insieme questa nuova iniziativa. Sì, parliamo della lega, ma questo va ben oltre. Riguarda l’ecosistema, riguarda il settore giovanile, riguarda i campionati nazionali e riguarda l’impatto sui bambini. C’è moltissimo in gioco, ed è per questo che penso sia così importante e così incisivo, ed è per questo che sono così entusiasta di farne parte».
The Athletic non è riuscito a contattare Gasol, sei volte All-Star NBA ed ex pilastro della nazionale spagnola, per ulteriori commenti sul suo possibile ruolo nella lega europea. Fonti internazionali affermano che sia in valutazione per un incarico di rilievo, ma è ancora troppo presto per capire quale sarà la struttura di leadership di NBA Europe — se ci sarà un singolo commissioner o più dirigenti.
Hanno partecipato all’incontro rappresentanti di Real Madrid e FC Barcelona, due colossi del calcio e del basket, oltre a Olimpia Milano, Panathinaikos, ASVEL, Bayern Monaco e ALBA Berlino, a conferma del loro interesse a entrare in NBA Europe. I dirigenti NBA hanno inoltre incontrato privatamente il Fenerbahce, una delle principali squadre europee di Istanbul, la scorsa settimana a Berlino.
Erano presenti anche rappresentanti del club calcistico inglese Manchester City, così come dirigenti del colosso italiano AC Milan, a segnalare l’intenzione di creare nuove squadre nelle rispettive città o di investire ulteriormente in team già esistenti. Manchester City è attualmente di proprietà dell’Abu Dhabi United Group, veicolo di investimento dello sceicco Mansour bin Zayed al Nahyan.
La società di investimento Qatar Sports Investments, proprietaria del Paris Saint-Germain, è stata collegata al progetto di Silver per la città di Parigi ed è solo uno dei gruppi interessati a collaborare con club di basket esistenti o ad avviare nuove squadre nelle città target. Secondo fonti della lega, gruppi di investimento che detengono una quota pari o inferiore al 5% di una franchigia NBA potranno possedere anche una squadra di NBA Europe.
Il Public Investment Fund (PIF) dell’Arabia Saudita, proprietario del club di Premier League Newcastle United e del circuito LIV Golf, concorrente del PGA, ha inviato propri rappresentanti all’incontro organizzato da Silver.
Tra gli altri gruppi di investimento presenti figuravano Lazard, che ha una sede a Manchester; Rothschild, ex consulente del Tottenham Hotspur; Sixth Street, che intrattiene rapporti commerciali con FC Barcelona e Real Madrid; il colosso del private equity Blackstone; Arctos, che detiene partecipazioni in diversi club europei, tra cui il Liverpool FC; e BC Partners.
Hanno preso la parola anche dirigenti di Nike, potenziale sponsor principale della lega, e di Amazon Prime Video, possibile partner media di NBA Europe, oltre allo stesso Silver e a due dei suoi principali collaboratori: il vice commissioner NBA Mark Tatum e George Aivazoglou, managing director NBA per Europa e Medio Oriente. È intervenuto anche Andreas Zagklis, segretario generale della FIBA, partner NBA nel progetto e organismo di governo del basket internazionale, così come Gasol, l’ex stella NBA Tony Parker, principale azionista dell’ASVEL, e Zlatan Ibrahimović, ex campione di calcio e senior advisor dell’AC Milan.
L’incontro era pensato per offrire ai soggetti interessati una visione “dietro le quinte” di quello che viene definito NBA Europe, ma l’elemento forse più indicativo del simposio è stato proprio chi era presente. «Se faremo le cose nel modo giusto, questa sarà una delle migliori cose che possano accadere nello sport», ha dichiarato Gerry Cardinale, fondatore e managing partner di RedBird Capital, proprietaria dell’AC Milan. «È per questo che Adam dice: “Questa è un’opportunità irripetibile, non è nemmeno un’occasione che capita una volta per generazione”».
NBA e FIBA puntano a lanciare NBA Europe nell’ottobre 2027. La lega prevederà 12 squadre con licenza o permanenti — ad Atene, Manchester, Lione (ASVEL), Barcellona, Londra, Parigi, Roma, Milano, Monaco, Berlino, Istanbul e Madrid — con quattro posti annuali disponibili tramite qualificazione sportiva per qualsiasi squadra professionistica europea.
Sebbene il regolamento non sia ancora stato definito, uno dei posti nella competizione annuale di NBA Europe sarà assegnato alla vincitrice della Basketball Champions League FIBA. Gli altri tre saranno conquistati attraverso un torneo di qualificazione organizzato dalla FIBA per le migliori squadre dei campionati nazionali. Secondo fonti internazionali, le competizioni di qualificazione FIBA si svolgeranno nel giugno 2027, qualora NBA Europe dovesse concretizzarsi.
Erano presenti anche funzionari di JPMorgan Chase e del Raine Group, le due banche che stanno assistendo l’NBA nel progetto europeo. Le trattative sulle quote di ingresso per le 12 squadre sono appena iniziate e, secondo le fonti, prevedono una scala variabile in base alla dimensione del mercato.
I 30 proprietari NBA di Stati Uniti e Canada non hanno ancora dato l’approvazione finale a NBA Europe, ma l’inerzia del progetto sembra ormai chiaramente indirizzata in quella direzione.
Amazon Prime Video è al primo anno di una partnership undicennale per la trasmissione delle partite NBA, anche se il pacchetto media complessivo di NBA Europe includerà probabilmente più partner.