BOLOGNA – Virtus Bologna è semifinale. Le V Nere soffrono, rischiano, vedono da vicino il baratro sportivo ma alla fine piegano Trento in una gara5 tesissima alla Virtus Arena e conquistano il pass per il penultimo atto playoff vincendo 106-95. Una sfida vissuta con il cuore in gola, ben diversa rispetto al dominio mostrato in gara4 alla BTS Arena. Stavolta è stata la più classica delle partite da dentro o fuori: nervosa, intensa, ad altissimo ritmo e decisa soltanto nell’ultimo quarto, quando i campioni dell’Olidata hanno cambiato marcia.
Per lunghi tratti infatti la Virtus non è mai riuscita davvero a mettere le mani sulla partita. Anzi, nel terzo quarto il blackout offensivo e difensivo delle V Nere aveva spalancato le porte al tentativo di fuga della Dolomiti Energia. DJ Steward e compagni erano arrivati fino al massimo vantaggio sul 74-67, facendo tremare la Virtus Arena e tutto l’ambiente bianconero.
Ed è proprio lì che è arrivata la svolta della serata. Nenad Jakovljevic ha praticamente azzerato le rotazioni, scegliendo di affidarsi senza più cambi al quintetto composto da Daniel Hackett, Matt Morgan, Carsen Edwards, Saliou Niang e Aliou Diarra. Dal 6’ del terzo quarto fino alla sirena finale coach Jakovljevic non ha più modificato nulla. Una scelta estrema, rischiosa, ma decisiva.
Sono stati quei cinque uomini a trascinare la Virtus alla semifinale con un ultimo quarto ai limiti della perfezione, quasi da squadra di EuroLeague. Edwards si è preso la squadra sulle spalle nei momenti più pesanti, Morgan ha garantito punti e letture, Diarra ha dominato vicino al ferro mentre Niang e soprattutto Daniel Hackett hanno costruito una muraglia difensiva fondamentale per spegnere l’entusiasmo trentino.
E proprio Hackett merita una menzione speciale. Uomo squadra, leader emotivo e tecnico, preziosissimo in entrambe le metà campo. Ha guidato i compagni nei possessi decisivi, mettendo ordine, intensità e personalità quando la partita sembrava poter scivolare via. Una prestazione di enorme sostanza, da veterano assoluto.
Nelle rotazioni iniziali spazio anche a Yago Dos Santos, mentre è rimasto fuori Karim Jallow.
La gara è stata uno spettacolo offensivo sin dalle prime battute. Il primo quarto si è chiuso sul 28-28 con percentuali elevatissime e continui botta e risposta. Da una parte Carsen Edwards e Luca Vildoza, dall’altra un Peyton Aldridge caldissimo. Il copione non è cambiato nemmeno nel secondo periodo. Virtus e Trento hanno continuato a colpirsi senza esclusione di colpi, con DJ Steward assolutamente immarcabile: la guardia trentina ha chiuso il primo tempo già a quota 20 punti. All’intervallo però era avanti l’Olidata sul 58-55.
Alla ripresa dei giochi è stata invece la Dolomiti Energia a prendere in mano l’inerzia della sfida. La Virtus ha iniziato a pagare le altissime percentuali offensive dei trentini e si è ritrovata sotto nel punteggio. Al 30’ il tabellone recitava 79-76 per gli uomini di Massimo Cancellieri.
Nel momento più delicato però la Virtus ha tirato fuori il carattere dei suoi uomini migliori. Edwards e Aliou Diarra si sono messi in proprio, caricando la squadra sulle spalle nonostante le energie sempre più limitate per l’assenza totale di cambi. A 7’ dalla fine le V Nere erano tornate avanti sull’88-82 e da lì in poi la squadra bianconera è diventata una macchina perfetta.
Difesa granitica, recuperi, transizione e talento offensivo: il quintetto delle meraviglie ha definitivamente piegato Trento andando a chiudere gara5 sul 106-95 tra l’esplosione della Virtus Arena.
Per la Virtus Bologna arrivano 31 punti da Carsen Edwards, 19 da Saliou Niang, 11 da Matt Morgan, 10 da Aliou Diarra e 10 da Daniel Hackett.
Per Trento invece non bastano i 38 punti di DJ Steward, i 17 di Peyton Aldridge e gli 11 di Matas Jogela.

QUI le statistiche complete del match 

Eugenio Petrillo 

Nell’immagine Aliou Diarra, foto Ciamillo-Castoria