Dopo la sconfitta di gara uno, la Segafredo prova a rifarsi nella seconda prova di questa finale, prim del trasferimento a Bologna. Inutile sottolineare l’importanza di vincere almeno una gara al forum, tornare all’Arena bolognese sull’uno a uno, sarebbe un vantaggio psicologico notevole, riprendere la serie giocando in casa sotto due a zero, tutt’altro.

Cosa non è andato in gara uno è esercizio tecnico facile a farsi a sirena suonata, porvi rimedio durante le concitate fasi della gara, un pò meno. La Virtus ha iniziato gara uno nella maniera corretta, difendendo bene e andando in attacco con la giusta concentrazione per far male all’Olimpia. Purtroppo la concentrazione difensiva della squadra di coach Scariolo, come del resto accaduto durante tutta la stagione, ha avuto qualche momento di amnesia, in cui Milano ci si è infilata in modo corretto, eliminando in modo chirurgico i vantaggi accumulati dai bianconeri.

Ciò che è balzato agli occhi di tutti, è stata ancora una volta l’enorme difficoltà del reparto lunghi al cospetto dei pari ruolo abituati a giocare ad un livello superiore, nello specifico l’Eurolega. Melli ed Hines, sono giocatori abituati alla fisicità europea, sanno molto bene come contrastarla e porvi adeguati rimedi. Che Mam Jaiteh non fosse adeguato a giocare a certi livelli, purtroppo era già scritto da tempo, i suoi timidi segnali di ripresa, avevano preso concretezza affrontando centri del campionato, non ancora collaudati al tipo di contatto di alto livello, contro le torri milanesi, sono riapparsi per il lungo francese i fantasmi affrontati durante tutta la stagione europea. Anche Jordan Mickey ha subito la maggiore fisicità di Hines e Melli, ripiombando nell’anonimato che lo ha pervaso per lunghi tratti di questa stagione. Osservando le cifre dei due reparti, la differenza a livello balistico non sarebbe nemmeno così distante fra i due reparti, la differenza la fanno la presenza sul campo di giocatori che pur non segnando tanto, hanno permesso ai compagni di giocare palloni più facili e chiudendo sempre molto bene le penetrazioni degli esterni Virtussini. Gli aiuti del 14 e del 25 bianconeri, non sono mai state allo stesso livello. Un discorso diverso va fatto per Shengelia, partito piuttosto in sordina, ha migliorato la propria presenza durante lo svolgersi della gara, ma è sin troppo evidente che la sua sola presenza non può reggere l’intero reparto.

Analizzando la gara degli esterni, poco si è avuto da Ojeleye, costretto spesso a giocare nel ruolo di ala grande, dove abitualmente fatica e non può sviluppare completamente il proprio potenziale, mentre Awudu Abass, si è limitato ad una serata difensiva, senza mai trovare quella scintilla offensiva che avrebbe certamente aiutato la squadra, aprendo maggiormente in campo ai compagni.

Le note dolenti vengono dalla regia, un Pajola in difficoltà fisica, ed una serata poco prolifica di Hackett, cinque punti in due, non hanno aiutato la Segafredo come avrebbero voluto, considerando che i pari ruolo meneghini, Napier e Hall hanno espresso una somma di trentasette punti. A sprazzi Teodosic e Belinelli, l’esperienza a giocare gare di questo tipo li ha aiutati spesso a lucrare canestri e punti importanti, ma le pentole e i coperchi non possono sempre metterli i due veterani. Altra nota da evidenziare, la difesa molto attenta dell’Olimpia sulle incursioni in area di Cordinier, che se limitato nella sua atleticità, dovrebbe sopperire con soluzioni alternative come un tiro affidabile dalla distanza, che arricchirebbe il suo carniere rendendolo molto più imprevedibile per qualunque squadra.

Cosa ci si può attendere da gara due, è davvero difficile a dirsi, l’Olimpia ha giocato la gara che voleva, trovando soluzioni dall’arco grazie all’ottima serata dei propri esterni. La Virtus, ha visto pure respingere al mittente, il tentativo di zona messo in atto per provare ad arginare l’attacco milanese, segno che Messina aveva previsto una difesa del genere in caso di difficoltà da parte bianconera. Ciò che dovrà provare a fare la Segafredo in gara due, è di provare a difendere con la massima attenzione per tutti i quaranta minuti, cercando di ridurre quasi a zero, i momenti di amnesia che tanto le hanno nociuto in gara uno. Pensare che i lunghi possano esplodere e fornire prove esaltanti dopo quanto visto in stagione, ed in gara uno, probabilmente è pura utopia, il grido di allarme di coach Scariolo lanciato già ad inizio stagione, sta trovando anche in questa finale, un riscontro oggettivo. Ma ormai è tardi, servirà fare il massimo con il materiale a disposizione, provando a far capire a Jaiteh e Mickey che le loro prestazioni possono essere di maggiore qualità e aumentare il rendimento in queste finali, sperando che gli impegni ravvicinati nel tempo, portino ad un pò di stanchezza fisica ad uno come Hines, non certo negli anni migliori di carriera.

Ciò che i bianconeri potranno migliorare in gara due, è anche l’approccio offensivo di diversi componenti, i soli cinque punti della coppia Hackett e Pajola, sono facilmente migliorabili. Per Pajola poi, esiste anche la possibilità di far sentire maggiormente la propria presenza difensiva, pur facendo i conti con una evidente stanchezza del ragazzo che durante l’anno ha spesso tirato la carretta anche per tanti compagni. Infine, ci si aspetta una maggiore incisività di quelli che hanno un pò latitato in gara uno a livello realizzativo e sperare che i due veterani Teodosic e Belinelli, sappiano guidare ancora una volta i compagni ad una prestazione sopra le righe.

Chi scrive, aveva già espresso questo concetto prima di gara uno, questa finale la si gioca contro un team di Eurolega, arrivato a questa finale al completo e con tutti gli effettivi in buona forma, batterlo non sarà semplice. Milano è partita ad inizio stagione con l’ambizione di poter accedere tranquillamente ai playoff della coppa europea e provare a giocarsi le sue chance di entrare alle final four, il parco giocatori che può schierare è di alto livello, ben più che adeguato per una finale scudetto. La Virtus è l’avversario più accreditato per potersi giocare il titolo, pur riconoscendo una differenza di budget e di organico, ma comunque dotata dei mezzi necessari per contrastare la forza dell’Olimpia. Per vincere gara due e portare la serie a Bologna sulla parità, servirà una gara di alto livello, senza sbavature e giocata con grande concentrazione per tutti i quaranta minuti, questo è l’obiettivo che devono perseguire i ragazzi di Scariolo, facile a dirsi, più difficile a farsi. Ma Teodosic e compagni hanno comunque l’obbligo di provarci, in campo vanno sempre e comunque le motivazioni e la voglia di vincere.

Inizio alle ore 18,00 agli ordini dei signori Lanzarini, Giovannetti e Gonella, trasmessa in diretta sui canali Eurosport 2, Eleven Sports e NOVE, mentre la radiocronaca sarà affidata come tradizione alla voce di Dario Ronzulli sulle frequenze di Radio Nettuno Bologna Uno.

 

In foto Mickey (Ciamillo Castoria)

 

Alessandro Stagni