Again and again.

Il Real Madrid passa sul Barcellona per 66-78 al termine di una gara dai due volti e ripete quanto accaduto la scorsa stagione.

Un Barça che offre la peggior prestazione possibile nello scenario più favorevole, in primis il suo miglior giocatore. 3 punti, 1/10 dal campo, questo lo score di un Nikola Mirotic che s’incaponisce nelle conclusioni dall’arco e contribuisce ad affossare i blaugrana.

Mentre Tavares sfiora la tripla doppia con 20 punti, 15 rimbalzi e 9 falli subiti, Sergio Rodríguez e Dzanan Musa appaiono nei momenti più importanti.

Parlando di grandi ex, caso vuole che la partita la chiuda Mario Hezonja, uno sul quale il Barça aveva i diritti fino ad inizio di questa stagione.

Qualcuno parlerà di Figo, pensando alla sezione calcistica.

 

LA CRONACA

È il Real ad approcciare meglio l’incontro: gli uomini di Chus Mateo inanellano subito un parziale di 6-0 che stordisce un Barça che trova il primo canestro con una tripla di Abrines.

I blaugrana faticano tantissimo in attacco, sbattendo contro il muro Tavares; in questa situazione Jasikevicius prende contromisure per evitare la fuga madridista, Satoransky ed ancora Abrines trovano altri due canestri pesanti che tengono in scia la formazione catalana (9-10).

Se l’area avversaria è sempre off limits, merito anche del giovanissimo Ely Ndiaye, il perimetro propizia il sorpasso barcelonista premiando Kalinic ed ancora un Abrines in trance realizzativa (15-11).

Al 10’ ci sono due chiare predominanze territoriali: il pitturato è proprietà di Tavares e compagni, il perimetro è blaugrana. 0 punti per gli uomini di Jasikevicius all’interno dell’arco, parità a quota 18.

Ci pensa Jokubaitis a far saltare finalmente il tappo dall’area, sue le due incursioni che valgono il 22-20.

Il Real perde sicurezza e solo due giocate di Rudy Fernández e Sergio Rodríguez impediscono al Barcellona di scappare (30-25).

Nel frattempo, il grande ex Mirotic è spettatore non pagante; ci pensano Satoransky e Vesely a firmare il +9 (40-31); il riscatto di Llull e Randolph lascia il divario in due possessi pieni (42-36).

Il passaggio per gli spogliatoi ricarica le energie del Real. Hezonja trova il canestro pesante in avvio di terzo quarto, incassa la replica del Barça, poi piazza il parzialone di 15-0 che rivolta la gara come un calzino.

Tavares e Musa martellano in area e mettono il dito in una piaga che ha un nome ed un cognome: Nikola Mirotic.

L’ispanomontenegrino è una zavorra: 0/6 dalla lunga distanza e 0 punti a referto nella sua peggior prestazione degli ultimi anni, un lusso che Jasikevicius non può permettersi, specialmente se si tratta del suo giocatore più rappresentativo.

La tripla di Williams-Goss riporta al massimo vantaggio i blancos (47-54).

La scialuppa di salvataggio blaugrana è ancora la soluzione dalla distanza: eseguono Kuric e Laprovittola.

Al 30’ è +3 Real Madrid (55-58).

Ancora l’argentino protagonista con la tripla del pari che apre lo score del quarto periodo, tuttavia spreca tutto commettendo un fallo antisportivo che il Chacho Rodríguez converte nel +4 (58-62).

L’ex Olimpia segna ancora in risposta ad Abrines, poi piazza la tripla del nuovo +7 (60-67).

Il tardivo risveglio di Mirotic viene presto rintuzzato: Tavares fa quel che vuole in area e forza anche il quinto fallo di Sanli. La gara è finita: il capoverdiano raggiunge la doppia doppia dalla lunetta e Llull firma il +10, sempre a cronometro fermo (63-73).

Il Barça ha un ultimo sussulto con Abrines ma la tripla di Hezonja, a 35” dal termine, manda i titoli di coda.

Finisce 66-78.

QUI le statistiche del match

 

Nell’immagine Walter Tavares, foto Euroleague

Elio De Falco