TORINO – L’Olimpia Milano torna regina della Coppa Italia e lo fa nel modo più intenso e significativo possibile. Alla Frecciarossa Final Eight 2026 l’EA7 Emporio Armani supera 85-77 la Derthona Basket al termine di una finale vera, dura, emotivamente ribaltata più volte. È la nona Coppa Italia della storia meneghina, un successo che permette a Milano di staccare definitivamente in vetta all’albo d’oro sia la Virtus Bologna che Treviso. Un trionfo che pesa ancora di più perché arriva dopo due sconfitte consecutive in finale e perché ottenuto contro una Tortona generosa, organizzata, mai doma.
La partita è un romanzo che cambia tono più volte. L’inizio è tutto di marca milanese. La squadra di coach Peppe Poeta approccia con feroce concentrazione difensiva e straordinaria lucidità offensiva. L’Olimpia costruisce il proprio vantaggio partendo dalla metà campo difensiva: pressione sulle linee di passaggio, rimbalzi controllati e transizioni pulite. Dopo cinque minuti è già 17-9, con Tortona costretta a rincorrere. I meneghini sono perfetti: zero palle perse nei primi dieci minuti, 10/10 ai liberi e ben sei rimbalzi offensivi che generano seconde opportunità. Il massimo vantaggio arriva sul +17 (28-11) e il primo quarto si chiude con un eloquente 33-18. Sembra l’inizio di una cavalcata.
Ma le finali non sono mai lineari. Nel secondo periodo Milano si inceppa improvvisamente. Cala l’intensità difensiva, aumentano le imprecisioni: otto palle perse in dieci minuti, un blackout offensivo di oltre quattro minuti che cambia completamente l’inerzia. Tortona, con grande personalità, ne approfitta. La Bertram alza l’energia, trova fiducia e ritmo e rientra progressivamente: prima torna a -9 (42-33), poi piazza un devastante 14-0 dentro un parziale complessivo di 22-9 che riapre tutto. Dal -17 si arriva al 42-40 a due minuti dall’intervallo. Allo scadere il tabellone dice 47-45: partita completamente riaperta, con l’inerzia tutta dalla parte piemontese.
Il rientro dagli spogliatoi conferma il momento favorevole della squadra bianconera. Il parziale di 9-0 a cavallo tra secondo e terzo quarto porta Tortona al primo sorpasso e poi al massimo vantaggio sul +6. Milano accusa il colpo, fatica a trovare fluidità e si affida alle iniziative individuali. La squadra di Mario Fioretti gioca con coraggio e organizzazione, muove bene il pallone e continua a sfruttare le amnesie meneghine. Al 30’ è avanti 62-59: una finale ribaltata, con Milano chiamata a dimostrare di avere davvero qualcosa in più.
Ed è proprio nel momento più delicato che emergono i campioni. L’ultimo quarto è la fotografia della differenza tra una squadra solida e una squadra piena di individualità decisive. Si accende prima Marko Guduric, con canestri di talento puro e letture da leader. Poi è il turno di Armoni Brooks, glaciale nelle triple costruite anche contro difese aggressive. Infine Leandro Bolmaro, energia e qualità nelle giocate che spaccano l’equilibrio. In cinque minuti Milano piazza un 15-8 che cambia di nuovo il volto della gara: a 5’30’’ dalla fine è 74-70 EA7.
Tortona prova a restare aggrappata con orgoglio, senza mai smettere di lottare. Ogni possesso è una battaglia, ogni rimbalzo pesa. Ma Milano, questa volta, non trema. Gestisce i ritmi, difende con maggiore attenzione e, soprattutto, segna i canestri che contano. Sono le giocate di spessore, quelle che nelle finali fanno la differenza, a indirizzare definitivamente il punteggio.
L’85-77 finale racconta di una vittoria meritata ma sofferta, costruita su un primo quarto dominante, su una capacità di resistere al momento peggiore e su un ultimo periodo giocato da grande squadra. L’Olimpia alza così la nona Coppa Italia della propria storia, tornando a scrivere il proprio nome da sola in cima all’albo d’oro. Tortona esce tra gli applausi, battuta soltanto dal talento e dall’esperienza dei campionissimi milanesi.
Per Milano spiccano i 20 punti di Armoni Brooks, i 18 di Marko Guduric, i 14 di Josh Nebo, i 12 di Zach LeDay e gli 11 di Leandro Bolmaro, a conferma di una produzione offensiva distribuita ma guidata dalle sue stelle. Per Tortona arrivano 23 punti da Prentiss Hubb, 13 da Justin Gorham e 12 da Christian Vital, protagonisti di una prestazione che vale applausi e rispetto.
C’è poi un dettaglio che rende questa Coppa ancora più speciale: per coach Peppe Poeta si tratta del primo trofeo conquistato da capo allenatore. Un traguardo importante, arrivato al termine di un percorso di crescita e responsabilità, suggellato da una finale gestita tra difficoltà e risposte da grande squadra. Un successo che ha il sapore dell’inizio di qualcosa di significativo.
È il trionfo della qualità nei momenti decisivi, della profondità di un roster che sa trovare protagonisti diversi quando la pressione sale. È il ritorno di Milano al successo dopo le delusioni recenti. Ed è una Coppa che ha il sapore della maturità: sofferta, sudata, conquistata con carattere e con stelle che, quando conta davvero, sanno brillare più di tutte le altre.

QUI le statistiche complete del match 

Eugenio Petrillo 

Nell’immagine Leandro Bolmaro, foto Ciamillo-Castoria