BOLOGNA – Certe partite raccontano una stagione più di tante parole, e quella tra Virtus Bologna e Udine è una di queste. L’Olidata la spunta 90-86 al termine di una gara nervosa, spezzettata, piena di strappi e controstrappi, ma soprattutto decisa ancora una volta dal talento nei momenti che pesano. A 11 secondi dalla fine, quando l’inerzia sembrava poter scivolare via, è Luca Vildoza a prendersi la scena: tripla frontale, +4, sipario. Non è stata la sua partita più lineare, ma è stata quella che conta.
La Virtus parte con l’energia giusta, quasi feroce. Difesa aggressiva, mani attive, ritmo alto: il 14-1 iniziale è la fotografia di un approccio dominante. Udine trova il primo canestro dal campo con Christon solo dopo cinque minuti, travolta dall’intensità bianconera. Il primo quarto si chiude sul 31-15, impreziosito dalla tripla sulla sirena di Morgan, e sembra l’inizio di una serata in discesa.
Sembra, appunto. Perché la partita cambia pelle nel secondo periodo. La Virtus abbassa leggermente l’attenzione, perde qualche pallone di troppo e concede ritmo oltre l’arco. Udine prende fiducia e piazza un 11-0 che la riporta sotto la doppia cifra (39-30), poi continua a rosicchiare terreno fino al -3. La schiacciata di Diouf restituisce ossigeno ai padroni di casa e manda le squadre all’intervallo sul 54-49, con la sensazione che l’inerzia non sia più così saldamente nelle mani bolognesi.
Il terzo quarto è una battaglia di nervi. La Virtus prova più volte ad allungare, ma l’Apu risponde colpo su colpo. È un equilibrio sottile, fatto di possessi pesanti e di dettagli: il parziale di 17-16 per l’Olidata fissa il punteggio sul 71-65 al 30’, lasciando tutto aperto.
Negli ultimi dieci minuti Udine alza ulteriormente il livello dello sforzo. La tripla di Bendzius vale il 78-78 a tre minuti dalla fine e dà la sensazione che la gara possa scivolare verso i friulani. La Virtus, però, non si disunisce: Niang colpisce da tre, Diouf è freddo dalla lunetta e il tabellone dice 85-80. Non basta. La squadra di Vertemati torna ancora sotto con Alibegovic e Mekowulu fino all’87-86 a 33 secondi dalla sirena. È il momento in cui il pallone pesa di più.
E lì emerge il cinismo dei bianconeri. Vildoza, dopo una serata di alti e bassi, sceglie l’attimo perfetto per lasciare il segno: tripla dall’arco, 90-86, partita chiusa. Un’altra firma pesante in un finale punto a punto.
Per la Virtus è una vittoria fondamentale, non solo per il morale ma anche per la classifica: complice la sconfitta di Brescia, l’Olidata resta sola in vetta con due punti di margine che, alla luce degli scontri diretti, hanno un peso specifico ancora maggiore. Udine si lecca le ferite per un’altra sconfitta al fotofinish, pur con tante indicazioni positive, ma costretta ancora una volta a inseguire per larghi tratti del match.
Tra i singoli, 22 punti di Carsen Edwards guidano l’attacco bolognese, con 15 di Momo Diouf, 13 dello stesso Vildoza e 11 di Karim Jallow. Per Udine 21 di Eimantas Bendzius, 16 di Semaj Christon, 15 di Christian Mekowulu e 14 di Mirza Alibegovic. Numeri che raccontano equilibrio. Ma a fare la differenza, alla fine, è stato ancora una volta il sangue freddo nel momento della verità.
QUI le statistiche complete del match
Eugenio Petrillo
Nell’immagine Matt Morgan, foto Ciamillo-Castoria