La Procura ha chiesto l’archiviazione per Luca Vildoza e per sua moglie, Milica Tasic, coinvolti in un’indagine per presunte lesioni legate a un episodio avvenuto il 15 ottobre scorso a Bologna, lungo i viali di circonvallazione, con protagonista un’operatrice della Croce Rossa Italiana.
Secondo quanto emerso, la richiesta di archiviazione arriva al termine di mesi di indagini che, stando alla difesa, avrebbero progressivamente ridimensionato l’impianto accusatorio iniziale. L’avvocato Giulia Maria Bellipario, che assiste la coppia insieme al collega Mattia Grassani, ha espresso soddisfazione, parlando di una verità che starebbe finalmente emergendo dopo un periodo segnato – a suo dire – da forte esposizione mediatica.
I fatti risalgono a una sera di metà ottobre, quando Vildoza era stato accusato di aver prima insultato e poi aggredito un equipaggio della Croce Rossa impegnato in un intervento. In base alla ricostruzione iniziale, tutto sarebbe nato in via Calori, vicino al Paladozza, dove un’ambulanza si era fermata per impostare il percorso. L’auto del giocatore, infastidita dall’ostacolo, avrebbe reagito con segnali luminosi e insulti.
La situazione, sempre secondo l’accusa, sarebbe poi degenerata lungo viale Silvani: Vildoza avrebbe ostacolato il mezzo di soccorso con manovre pericolose, fino allo stop dei sanitari. A quel punto sarebbe avvenuto il contatto fisico, con l’aggressione a una operatrice e il coinvolgimento della moglie, intervenuta nel parapiglia.
Tuttavia, proprio questa ricostruzione non avrebbe trovato pieno riscontro negli elementi raccolti dagli inquirenti. La richiesta di archiviazione segnala infatti come i fatti, così come inizialmente descritti, non risultino confermati in modo convincente, aprendo quindi alla chiusura del procedimento senza ulteriori sviluppi giudiziari.