Rinunciare a un ruolo da leader in una ‘piazza storica’ d’Europa per cercare un contratto in un campionato più rinomato è una scelta legittima che va rispettata, anche se dinanzi al carico di significato che tale posizione contiene non si può restare indifferenti, soprattutto se essa tratteggia una tendenza purtroppo comune in determinati contesti europei. Secondo quanto appreso da ‘Basket Magazine’, la ragione per la quale Grant Sherfield non sarebbe stato interessato a un sondaggio della Fortitudo Bologna sarebbe stata legata alla volontà da parte del giocatore statunitense di trovare sistemazione in un campionato migliore rispetto alla Serie A2 italiana.
Guardia classe 1999 capace di giocare sia da play che da ‘due’, Sherfield ha posto Bologna dinanzi a un’amara realtà: le ‘piazze storiche’ d’Europa non hanno più l’appeal di un tempo, soprattutto se relegate in campionati non di prima fascia nei quali mettersi in mostra è difficile per chi, giustamente, sogna di trascorrere la propria carriera agonistica in grande.
Sherfield i primi passi in Europa li ha mossi a partire dal 2024 tra Israele, Francia, Turchia, Germania in squadre di metà e di bassa classifica. Il campionato tedesco è stato il contesto nel quale l’atleta USA ha giocato la scorsa stagione prima di approdare in Polonia al Trefl Sopot, dove l’impatto di Sherfield non ha evitato alla compagine pomerana una clamorosa eliminazione ai quarti di finale di Ekstraklasa contro i Dziki Varsavia allenati da Marco Legovich.
Il problema polacco
La Polonia potrebbe essere alla base della decisione di Sherfield di declinare l’offerta della Fortitudo. Ignorando la proposta di diventare il leader sul campo di una basket city d’Europa per tentare un ingaggio in un altro campionato, Sherfield, non per colpa sua, ha dimostrato scarsa conoscenza del panorama cestistico europeo. Non è da escludere infatti che ad accendere lo zelo della combo statunitense sia stato il trattamento riservatogli in Polonia, dove gli americani, soprattutto se guardie con punti nelle mani, sono i padroni assoluti del campionato.
Nonostante i successi della rappresentativa nazionale, la Polonia non ha desiderato puntare sui propri talenti locali, che, salvo rare eccezioni, restano gregari di statunitensi strapagati. Malgrado alcune lodevoli eccezioni, come le proposte difensive di Žan Tabak, Srđan Subotić ed Heiko Rannula, senza tralasciare la pallacanestro a ritmi sostenuti di Marco Legovich, nelle ultime stagioni nel campionato polacco ad andar per la maggiore è stato un basket ‘allegro’, nel quale a vincere è chi fa un canestro più dell’avversario.
Dario Gjergja e Paulius Sorokas
Esemplare è stata la recente ricerca dell’allenatore dello Śląsk Breslavia, che al selezionatore della Bosnia Erzegovina, lo zaratino Dario Gjergja, capace di vincere titoli a ripetizione in Belgio con una difesa solida e disciplinata soprattutto sul perimetro, ha preferito all’ultimo l’israeliano Danny Franco, noto per una vocazione offensiva. Tale stile di pallacanestro, che più che alla programmazione e alla qualità tattica guarda all’improvvisazione e allo spettacolo, porta atleti statunitensi non di primissimo ordine non solo a lucrare onerosi contratti, ma anche, come Sherfield, a ignorare la cultura cestistica del nostro continente.
Se le ‘piazze storiche’ europee sono oggi in crisi lo si deve anche a chi degli atleti stranieri, prevalentemente nordamericani, ne ha fatto e ne sta facendo un uso spropositato. Venendo alla Fortitudo, forse è bene così. Il disinteresse di Sherfield è stato bilanciato dalla foto di Paulius Sorokas con la sciarpa biancoblu in quel di Kaunas, che a differenza della Polonia è una vera culla del basket europeo.
Matteo Cazzulani
Nella foto: Grant Sherfield. Credits: plkpl