Dal 18 al 22 febbraio l’Inalpi Arena tornerà a vestirsi a festa per la Frecciarossa Final Eight 2026, il trofeo di mezza stagione più sentito, ambito ed emozionante del panorama cestistico italiano. Per il quarto anno consecutivo sarà Torino ad accogliere l’evento che assegna la Coppa Italia, in un format secco e spietato dove ogni possesso pesa come un macigno e dove i pronostici spesso vengono ribaltati.
Le migliori otto squadre al termine del girone d’andata si sfideranno in tre giorni ad altissima tensione. Una classifica che, è bene ricordarlo, è stata “condizionata” dall’esclusione di Trapani, elemento che ha inevitabilmente inciso sugli equilibri e sugli accoppiamenti. Ma ora conta solo il campo.
E la storia recente parla chiaro: nelle ultime tre edizioni disputate proprio a Torino hanno trionfato squadre che ai nastri di partenza non partivano con i favori del pronostico. Brescia, Napoli e Trento hanno scritto pagine sorprendenti, dimostrando che la Final Eight è terreno fertile per le underdog. Nessuno è davvero favorito, nessuno è davvero sfavorito.
Quarto anno consecutivo a Torino. Stesso palcoscenico, emozioni sempre diverse. La Frecciarossa Final Eight è questo: un concentrato di tensione, orgoglio e colpi di scena. La Coppa Italia non perdona, non aspetta, non fa sconti. Basta una serata storta, un tiro sulla sirena, un break improvviso per riscrivere gerarchie e racconti.
Chi alzerà il trofeo domenica alle 17? Se la storia recente insegna qualcosa, è che a Torino nulla è scontato.

Il tabellone

  • Virtus Bologna – Napoli
  • Venezia – Tortona
  • Brescia – Udine
  • Milano – Trieste

Virtus Bologna, il sogno che manca. Napoli per la riscossa 

La Virtus Bologna si presenta a Torino da capolista. Il recente allungo in classifica su Brescia – un +2 che sa tanto di +4 per via degli scontri diretti – certifica la solidità della truppa di Dusko Ivanovic. Il gruppo è compatto, maturo, consapevole. L’unico assente sarà Alessandro Pajola, mentre il resto del roster è, bene o male, al meglio.
C’è però un dettaglio che rende questa Final Eight ancora più significativa: è l’unico trofeo nazionale (EuroLeague esclusa, ovviamente) che manca nell’era Massimo Zanetti. Da anni inseguito, sempre sfiorato, mai conquistato. Può essere l’anno giusto.
Ma ai quarti c’è un ostacolo insidioso: la Napoli Basket, forse la squadra nel momento più delicato tra le otto partecipanti. Tre sconfitte consecutive in campionato, tanti interrogativi e poche certezze. Eppure, se c’è un appiglio alla speranza, porta il nome di Alessandro Magro. Il tecnico toscano nel 2023 guidò Brescia al trionfo proprio partendo da una situazione simile, con una squadra in difficoltà e un ambiente scettico. Anche allora il coach era stato messo in discussione. Sarà un segnale di buon auspicio?

Milano con il mirino, ma occhio alle trappole triestine 

L’Olimpia Milano quando arriva alla Coppa Italia parte quasi sempre con i favori dei pronostici. E anche quest’anno il mirino è puntato sui meneghini. Ma la competizione è spietata e negli ultimi due anni Milano si è fermata in finale, da favoritissima, contro Napoli e Trento.
Poeta ha recuperato pedine fondamentali come Leandro Bolmaro e Josh Nebo, elementi centrali nell’organizzazione del gioco e negli equilibri difensivi. La profondità del roster è un fattore, ma serviranno nervi saldi.
Ai quarti c’è il “rebus” Pallacanestro Trieste. I giuliani arrivano a Torino in una situazione singolare: dopo il netto successo su Napoli, la società ha esonerato coach Israel Gonzalez, affidando la squadra al vice Francesco Taccetti. Una decisione forte, che apre interrogativi su come un gruppo a forte trazione americana e ricco di talento abbia assorbito il cambio. Proprio per questa conformazione, Trieste può diventare una mina vagante pericolosissima.

Venezia mina vagante, Tortona imprevedibile

La Reyer Venezia arriva a Torino dopo l’ultimo inciampo al Taliercio contro Reggio Emilia, ma nel complesso sta vivendo una delle migliori condizioni fisiche e mentali degli ultimi anni. La squadra di Neven Spahija sta disputando un’ottima stagione tra campionato ed EuroCup, con qualità di gioco e continuità di risultati. Potrebbe essere una mina vagante, soprattutto con un Kyle Wiltjer in formato MVP.
Di fronte ci sarà la Derthona Basket di Mario Fioretti, alla sua prima stagione da head coach. Squadra interessante, divertente, imprevedibile. Da Christian Vital a Ezra Manjon – rientrato in grande spolvero – passando per l’impatto immediato di Prentiss Hubb e la regia di Tommaso Baldasso. Sotto le plance fari su Dominik Olejniczak. Un gruppo che può accendersi in qualsiasi momento.

Brescia in calo, Udine senza paura

La Germani Brescia ha confermato il core della scorsa stagione, quella della finale scudetto persa contro la Virtus, e per lunghi tratti è stata in vetta alla classifica. Ora però arriva a Torino nel primo vero momento di difficoltà: due sconfitte consecutive, l’ultima nel derby con Varese. Con ogni probabilità mancherà Nikola Ivanovic, assenza pesante che accorcerà rotazioni già corte per natura per coach Matteo Cotelli.
Ai quarti ci sarà l’entusiasmo dell’Apu Udine, neo promossa che ha già messo in cascina una salvezza virtuale e che se l’è giocata con tutti. Tante sconfitte al fotofinish contro le big, compresa quella proprio contro Brescia al PalaLeonesa, decisa sulla sirena dalla tripla di Amedeo Della Valle. Coach Adriano Vertemati potrà contare su un Mirza Alibegovic in grande momento, sull’impatto dell’ex Semaj Christon e sul lavoro sotto canestro del duo Christian Mekowulu–Skylar Spencer. Udine gioca a viso aperto. E in una competizione così può diventare pericolosa.

Programma

BRESCIA-UDINE 18/02 h.18 (LBA TV e Sky Sport)
MILANO-TRIESTE 18/02 h.20:45 (LBA TV e Sky Sport)

VENEZIA-TORTONA 19/02 h.18 (LBA TV e Sky Sport)
VIRTUS BOLOGNA-NAPOLI 19/02 h.20:45 (LBA TV e Sky Sport)

SEMIFINALE 1 h.18 (LBA TV, Sky Sport e Cielo)
SEMIFINALE 2 h.20:45 (LBA TV, Sky Sport e Cielo)

FINALE h.17 (LBA TV, Sky Sport e Cielo)

Eugenio Petrillo