Secondo appuntamento con la rubrica di Basket Magazine, dove viene raccontato il momento, una giocata, un’invenzione, del weekend.

Questa settimana la Serie A2 è protagonista, un campionato che regala sempre emozioni e partite al cardiopalma, come è successo anche questo weekend, Forlì-Udine e Latina-Treviglio sono un esempio, con i risultati in bilico fino alla fine e decisi da un tiro. C’è, però, un’altra sfida che ha regalato spettacolo per 45 minuti, ebbene sì, non 40, bensì 45, stiamo parlando di Verona-Nardò, finita 78-80 all’overtime con un finale incredibile.
La partita tra Verona e Nardò si presentava come un match molto interessante perchè vedeva affrontarsi due squadre che stavano attraversando un ottimo momento, gli ospiti non perdevano da 5 gare e i padroni di casa avevano perso a Piacenza con una tripla allo scadere dopo 4 vittorie consecutive, tutto presumeva regalare una fantastica sfida, e così poi è stato.
Lo scontro si vede da subito che sarà equilibrato fino alla fine, pensate che solo il primo quarto non è finito in parità ma con il +1 Nardò, per il resto tutti i periodi si sono conclusi con le due squadre a pari punti, con una chiusura di tempi regolamentari 71-71. Quindi…OVERTIME!
5 minuti per decidere chi vincerà, ancora una volta regna un equilibrio ma soprattutto una tensione impressionante, il Verona spezza la parità portandosi fino a +4 ma poi vede riprendersi con due triple di fila degli ospiti, l’ultima di Baldasso a 21 secondi dalla fine e la gara ritorna in pareggio 77-77.

Verona ha il pallone che può regalare la vittoria, Penna riesce a penetrare ma il tiro da sotto canestro rimbalza sul ferro e poi sembra uscire, iniziando a intravedere la luce del secondo overtime, tutto se non fosse per Murphy che segna in tap-in.
Rimangono 3.8 secondi, sembra finita, Nardò non chiama time-out, batte immediatamente la rimessa, il pallone arriva nelle mani di Andrea La Torre, 10 punti finora per lui e terzo migliore della sua squadra.
Il ragazzo, di 26 anni, non ci pensa due volte, fa un palleggio, prende la palla in mano, doppio passo e lancia la sfera a spicchi verso il canestro, non ha nemmeno il tempo di pregare gli dei del basket ma solo di sperare che entri, il tiro si avvicina al ferro, con i tifosi di Verona pronti ad esultare in tutto il palazzetto, il destino però aveva deciso un altro finale, ovvero che quella palla entrasse in quel canestro perfettamente, senza aiuto di ferro o tabellone, come se fossimo in NBA, con la differenza che il pubblico è stupito, a bocca aperta, nessuno realizza ciò che è appena successo, i giocatori del Verona si mettono le mani nei capelli, non possono credere di aver perso ancora con un tiro alla sirena, stavolta ancora più doloroso.

Mancano decimi di secondo, ma Verona non riesce nel miracolo, festeggia Nardò, che allunga la striscia di vittorie consecutive a 6, probabilmente la più bella, arrivata contro una squadra così forte e in modo così bello, festeggia la squadra, mentre sugli spalti il pubblico, deluso e impotente davanti a quella parabola perfetta che si è inserita nella retina del canestro, esce dal palazzetto e torna a casa.

Andrea La Torre viene sommerso dai compagni che esultano con lui, pieno di gioia e incredulo davanti a ciò che ha fatto.

Foto presa da VeronaSera

Foto in evidenza presa da Basket Universo