Il presidente della FIP, Gianni Petrucci, è tornato a parlare del futuro del basket italiano, soffermandosi sul trasferimento del titolo sportivo di Brescia a Roma e sulle prospettive legate al progetto NBA Europe. Pur comprendendo il malumore della piazza bresciana, il numero uno della Federazione ha ribadito in una intervista alla Gazzetta dello Sport come l’operazione rientri pienamente nelle norme attualmente in vigore.
“Rispetto i tifosi di Brescia, ma le leggi attuali lo permettono, c’è libertà di investimento; noi impotenti. Chi mette i soldi ha tutto il diritto di cercare investitori. Ma quando nel 2020 Roma si ritirò a campionato in corso, successe qualcosa? E quando chiuse Bologna? E tante altre? Sono eventi fisiologici. Nel calcio ne sono successi molti di più, di fronte a questo siamo impotenti. I tifosi mi insulteranno, pazienza”.
Petrucci ha poi allargato il discorso al crescente interesse che Roma sta suscitando tra gli investitori internazionali, collegandolo direttamente al progetto della futura lega europea targata NBA. “Cosa succede a Roma? È successo che il marchio più importante al mondo, l’NBA, ha deciso che Roma e Milano sono due città dove gli imprenditori vogliono investire. L’NBA come marchio è vincente, se investe 3 miliardi come partenza del progetto qualcosa significherà”.
Sul tavolo resta però il tema della convivenza tra le due nuove realtà romane, entrambe nate con l’ambizione di entrare nel progetto NBA Europe. Secondo Petrucci, le società sono perfettamente consapevoli delle difficoltà e dei rischi che questa sfida comporta. “Abbiamo fatto questa domanda a loro e tutte e due ci hanno risposto che accettano il rischio. Permettetemi, ma Roma non è solo le due nuove società, ma anche la Virtus di Pasqualini e la Luiss di Abete in Serie B: continueranno a investire, ne sono sicuro”.
Infine, il presidente federale ha invitato a non trarre conclusioni affrettate sulla capacità delle nuove squadre di coinvolgere il pubblico. “Direi che ora non è possibile parlare di questo, dipende da tante cose, dai giocatori che prenderanno per esempio, bisogna aspettare per giudicare. Una giocherà a Roma Nord, l’altra all’Eur: di fatto una separazione territoriale già esiste”.
E sull’ipotesi di una futura rivalità tra Milano e Roma come motore del basket italiano, Petrucci non ha dubbi: “Per me già è iniziato e farà solo bene, anche su Milano c’è tanto fermento”.