Emoticon sorridente resta nelle chat interne ai Phoenix Suns di Chris Paul visto l’ottimo andamento tenuto finora dagli uomini di Coach Monty Williams.

Non che la cosa debba destare stupore, a dire il vero la novità è andata svanendo già all’interno della bolla di Orlando, dove Phoenix ha tenuto un perfetto, quanto vano, ruolino di marcia composto da 6 vittorie e 0 sconfitte, con lampi di grande gioco. Le cose si sono messe meglio con l’arrivo (nel mercato “estivo”) di Chris Paul, a cui dobbiamo dare il pregio di aver decuplicato le aspettative intorno alla Talking Stick resort Arena. Infatti, l’ex Thunder e Rockets ha potuto portare in Arizona una ventata di ottimismo che stiamo vedendo anche nel corso di questa stagione.

DEVIN BOOKER, UN REALIZZATORE NATO

Al momento di scrivere, infatti, Booker e soci sono ad 13 vittorie a fronte di 9 sconfitte, saldi al quarto posto con una sola partita persa di vantaggio da San Antonio in quinta posizione e ben 50 partite alla conclusione della (accorciata) regular season. Entrando nel dettaglio e cercando di capire dove questi Suns possono effettivamente arrivare, salta all’occhio il roster giovanissimo, con due elementi in rampa di lancio.

La guardia titolare è Devin Booker, che insieme a Tatum è forse quello più somigliante al black mamba, sia per mentalità che per tecnica. La cosa che lo differisce è il tiro, non un semplice realizzatore come il compianto Kobe, ma anche un tiratore vero e proprio, difatti è ospite fisso nella gara di tiro da tre punti. Figlio d’arte, suo padre Melvin è stato una bandiera a Pesaro, dove ha disputato più di 100 partite dividendosi anche con Milano tra la fine degli anni 90 e l’inizio del nuovo millennio.

Il figlio Devin, dopo un’ottima stagione a Kentucky è andato al piano superiore riuscendo a scriverne 70 contro i Celtics nel 2017. Booker primeggia nella classifica marcatori di squadra con 23 a sera, il che lo rende la prima bocca di fuoco nell’attacco di Phoenix.

AYTON, IL CENTRO CHE FA PER CHRIS PAUL

L’altro elemento di grande peso e le cui aspettative riscuotono un certo fremito è senza dubbio DeAndre Ayton. Il centro bahamense, proveniente proprio dall’università dell’Arizona, si è visto decurtare il numero di palloni disponibili, in queste prime 20 partite giocate, passando dai 15 tiri a partita da due punti a disposizione lo scorso anno ai 10,7 in questo, il che ha ovviamente portato ad un calo dei punti segnati, scesi dai quasi 18,2 ai 14,2. Una flessione che, però, non spaventa né coach Williams, né tanto meno lui, capace di scollinare le 12 carambole ogni sera (statistica migliorata rispetto allo scorso anno) e tirando con una percentuale migliore, che si assesta al 57,3%. Chi magari immaginava una stagione da 20+12 rimarrà amareggiato almeno finora. In effetti il pensiero è sfiorato a molti, proprio in virtù dell’arrivo di Paul, il quale, magari, lo potrebbe imbeccare più spesso nei pressi del ferro con alley-oop precisi che avrebbero potuto rimpolpare i punti di uno e gli assist dell’altro. Questo avviene, ma non in forma così esagerata.

CHRIS PAUL, NUOVO LEADER DEI SUNS

Ed è proprio Chris Paul che merita un nostro pit-stop: la storia del funambolo ex Wake Forest la sappiamo più o meno tutti, uscito malconcio dalla non interessantissima esperienza texana ad Houston (tranne per il fatto che stavano per eliminare gli Warriors di Durant-Curry-Thompson, prima di una funesta implosione), non ci si aspettava molto da lui durante il media day in maglia Thunder.

Invece siamo stato felicemente smentiti. Paul ha portato una squadra orfana di Westbrook e George fino ai playoffs ed è stato anche invitato a partecipare alla gara delle stelle. Una stagione da incorniciare che ne ha fatto aumentare le quotazioni sul mercato. In maglia Suns sta facendo le giordaniane onde, tenendo una media di 16,3 punti a partita in pendant ad 8,5 assist ed un fantasmagorico 96,7% dalla lunetta. Ha un efficienza in campo di 18,9 ed un winning share di 2,2. Numeri quasi uguali tenuti la scorsa stagione e che stanno aiutando i Suns a rimanere tra le prime 4 ad ovest.

La sua gestione è come sempre impeccabile. Vero comandante in campo, orchestra il gioco in maniera favolosa come ha sempre fatto. Rimane ancora il miglior giocatore nel mid range game di tutta la Lega e più passa il tempo e meno sembra accorgersene.

PROSPETTIVE IN ARIZONA

Restano ovviamente ancora delle ombre che andrebbero diradate. La percentuale da 3 punti non è eccelsa, sono infatti 22esimi nella lega in questa statistica ed i due migliori tiratori sono Nader con il 42,7% e Galloway con il 50% ma solo 2 tentativi a partita. Sono penultimi per tiri liberi eseguiti. Segno di uno scarso attacco al ferro accontentandosi molto del tiro da fuori. Infine devono necessariamente stringere ancora di più le maglie in difesa dove subiscono quasi 110 punti a partita. Grattacapi che sono nell’ordine del giorno per Monty Williams ed il suo staff.

Nonostante qualche pecca, i Suns restano una squadra complicata da affrontare per tutte le avversarie. Li possiamo vedere nella notte tra mercoledì 10 e giovedì 11 in una delicata partita tra le mura amiche contro i Milwaukee Bucks. La stagione è lunga, tutto può accadere, ma una cosa è certa: dopo tanto grigio, il sole è tornato a splendere in quel di Phoenix.

In foto: Chris Paul

Raffaele Camerini