Sono partite stanotte le finali di Conference NBA. Raramente negli ultimi anni si è arrivati a questo punto della stagione con tanta incertezza su quello che sarà il verdetto finale: alle semifinali sono state eliminate le squadre più esperte e quella con il miglior record dell’est, e gli scenari che si aprono adesso sfuggono ad ogni pronostico. Chiunque dovesse vincere, comunque, scriverà una pagina nella storia di questo sport: per Thunder, Pacers e Timberwolves sarebbe il primo anello mai vinto, per i Knicks invece sarebbe il terzo ma a distanza di ben 52 anni dall’ultimo.

 

PACERS-KNICKS

Eliminando rispettivamente la testa di serie dei Cleveland Cavaliers e i campioni in carica dei Boston Celtics, sia gli Indiana Pacers che i New York Knicks arrivano a giocarsi il titolo dell’est dopo aver sorpreso tutti nel loro cammino di post season. Due squadre con la mente leggera, cariche di entusiasmo e con dei leader ben definiti: riflettori puntati sul duello in regia fra Tyrese Haliburton e Jalen Brunson, due dei migliori interpreti al mondo dei rispettivi ruoli ed entrambi in un momento di forma strepitoso.

THUNDER-TIMBERWOLVES

Okc arriva a queste finali di Conference forte di una stagione regolare memorabile da 68 vittorie e sulla carta sembra la squadra leggermente favorita per il titolo, ma allo stesso tempo è forse il gruppo con meno esperienza e questo limite si è visto nell’ultima serie contro i Denver Nuggets di Nikola Jokic, che è arrivata fino a gara-7. Dall’altra i Minnesota Timberwolves possono contare su giocatori più «navigati» come Julius Randle e Rudy Gobert uniti al talento sconfinato di Anthony Edwards, ma è anche vero che dovranno ribaltare il fattore campo e che per il loro accesso a questa finale di Conference ha pesato molto l’infortunio di Stephen Curry per Golden State in semifinale. La serie con i Thunder, che hanno già fatto loro gara-1, dirà davvero quanto questa squadra possa realmente puntare all’anello dopo una stagione regolare chiusa al sesto posto ad ovest.

 

Nell’immagine Shai Gilgeous-Alexander e Luguentz Dort, foto NBA

Di Massimo Furlani