Due candidati principali ed altri nomi ‘di peso’ sono le opzioni che il Partizan potrebbe considerare per la successione a Željko Obradović, l’allenatore più vincente d’Europa che a seguito della nona sconfitta subita in tredici partite disputate in Eurolega ha rassegnato le proprie dimissioni.
L’assenza di carattere da parte di una rosa con la quale il rapporto è palesemente andato a logorarsi nel corso delle prime partite della stagione è stata la causa principale che ha portato Željko Obradović a fare un passo indietro clamoroso, a quarantotto ore dalle dimissioni di un altro grande coach del basket europeo come Ettore Messina.
Per il presidente del Partizan, Ostoja Mijalović, la scelta del nuovo allenatore ha un valore sia simbolico che strategico. Sostituire una leggenda non solo del club bianconero, ma anche della pallacanestro europea deve infatti essere occasione per coniugare la tradizione, alla quale il Partizan tiene particolarmente, alla capacità di leggere e adattarsi al basket moderno.
Un amore mai finito
È un italiano, segnatamente nativo di Milano, la personalità che, secondo indiscrezioni, rappresenta l’opzione maggiormente ‘papabile’ per la panchina del Partizan, ossia Andrea Trinchieri. Quella tra il professionista meneghino e il club bianconero è una storia di amore non ancora chiusa, essendosi interrotta quando il COVID ha portato alla cancellazione di una stagione 2019/20 che Trinchieri, al timone del Partizan, stava dominando sia in Lega adriatica che in EuroCup.
Unico coach italiano ad aver vinto un titolo ex jugoslavo, ossia la Supercoppa adriatica del 2020, manco a dirlo alla guida del Partizan, Trinchieri, a sua volta alla ricerca di riscatto dopo la non propriamente edificante esperienza sulla panchina dello Žalgiris, occupa un posto speciale nei cuori dei tifosi bianconeri. Di madre croata, il coach meneghino parla perfettamente la lingua locale e conosce molto bene la cultura cestistica ex jugoslava.
Sul piano della filosofia cestistica, Trinchieri si distingue per una difesa disciplinata, fisica ed aggressiva soprattutto sul pick and roll, del quale il coach meneghino si avvale di frequente per creare situazioni di vantaggio in fase realizzativa. Coniugando intensità e creatività, la proposta di Trinchieri sembra trovare una giusta sintesi tra la tradizione della scuola ‘slava’ e le tendenze della pallacanestro moderna.
Il giocatore simbolo
Una possibile alternativa a Trinchieri è Sale Đorđević, che del Partizan ha vestito la maglia da giocatore, ma che non ha ancora mai guidato da capo allenatore. Reduce da esperienze alla guida di Fenerbahçe, Bayern Monaco, Panathinaikos, Virtus Bologna ed Olimpia Milano, oltre che delle rappresentative di Serbia e Cina, Đorđević è un altro nome che, in caso di nomina, scalderebbe i cuori del pubblico bianconero.
Sul piano della proposta cestistica, Đorđević si basa su una difesa preparata al minimo dettaglio nella quale particolare attenzione è posta alla comunicazione di squadra, alla fisicità e ad un rapido movimento di gambe per proteggere il perimetro e contrastare il playmaker, un ruolo che l’ex giocatore di Fortitudo Bologna e Pesaro considera chiave in una fase realizzativa nella quale a regnare deve essere una ferrea disciplina.
Ritorno con esperienza
Restando alle personalità legate al club, possibile potrebbe essere la strada che porta ad Aleksandar Džikić, selezionatore della nazionale della Georgia, reduce da un’esperienza con l’Hapoel Gerusalemme, che il Partizan lo ha portato ad un terzo posto in Lega adriatica nella stagione 2016/17, prima di spostarsi alla Budućnost e vincere un titolo ex jugoslavo nel 2018.
Cresciuto come vice di un’altra leggenda del Partizan quale Duško Vujošević, Džikić possiede una filosofia cestistica maggiormente conservativa, che si basa su una difesa intensa avente come scopo il contenimento del tempo del gioco degli avversari mediante soprattutto l’occlusione delle linee di passaggio, una costante pressione sul portatore di palla, ed una rapida lettura delle strategie realizzative altrui.
Sguardo all’NBA
In lizza per la panchina bianconera è anche Nenad Čanak, che di Džikić al Partizan è stato il vice, ma che attualmente si trova alla guida del Lietkabelis in Lituania. Petar Božić, ex guardia bianconera, attualmente in Giappone, è un altro dei nomi usciti per la successione a Obradović.
Proprio Božić rappresenta un’ipotesi suggestiva per via della capacità, nella propria visione di gioco, di fare sintesi di concetti propri della tradizione ‘slava’ come la disciplina e la switch defense già sviluppata da Duško Vujošević e Željko Obradović, ed elementi di provenienza NBA come lo spacing moderno.
Matteo Cazzulani*
Nella foto: Andrea Trinchieri. Credits: ABA League
*autore del libro “Basket Adriatico. Storie, luoghi e protagonisti della pallacanestro ex jugoslava di oggi”