La crisi dell’AS Monaco Basket ha ormai superato il punto di non ritorno. Ritardi cronici nei pagamenti, tensioni interne e il rischio concreto di uno stop dell’attività sportiva hanno spinto le istituzioni del Principato a valutare un intervento diretto. Secondo quanto riportato da L’Équipe, lo Stato sarebbe pronto a rientrare in possesso del club per evitarne il collasso.
Alla base del crollo c’è il congelamento dei finanziamenti da parte del proprietario Aleksej Fedorycsev, che ha innescato una spirale difficile da arginare. Gli stipendi dei giocatori sono arrivati con settimane di ritardo, minando la fiducia nello spogliatoio e nei confronti della dirigenza. In più occasioni la società ha cercato di guadagnare tempo ricorrendo a soluzioni tampone, ma la tensione è salita fino alla concreta ipotesi di uno sciopero. Solo alla vigilia di una gara di campionato sono stati versati gli arretrati di novembre, mentre le mensilità successive restavano ancora scoperte.
Sempre secondo il quotidiano francese, il dossier Monaco è finito sul tavolo del governo del Principato e successivamente all’attenzione del Parlamento. L’obiettivo è evitare un fallimento che avrebbe conseguenze sportive, economiche e d’immagine su scala internazionale. L’eventuale intervento pubblico prevederebbe la copertura di diversi milioni di euro di debiti, tra stipendi, sanzioni nazionali ed europee, fornitori e commissioni degli agenti, con la cessione delle quote dell’attuale proprietario a condizioni simboliche.
La regia statale, tuttavia, sarebbe solo temporanea. Il Principato intende garantire continuità nel breve periodo, in attesa dell’ingresso di un nuovo azionista di maggioranza. Alcune opzioni sarebbero già allo studio, anche in vista di una scadenza chiave come la presentazione dei bilanci per la prossima stagione. Sullo sfondo resta inoltre l’ipotesi di una riorganizzazione più profonda del progetto, che potrebbe includere un trasferimento a Nizza e la costruzione di una nuova arena. Nel presente, però, l’intervento pubblico appare come l’unica risposta possibile a una situazione diventata insostenibile.