In A2 se gli stranieri sono due esterni rischiano di pestarsi i piedi a vicenda, meglio la vecchia coppia play-pivot

Marino Petrelli, giornalista che scrive su Il Messaggero ed è direttore di Supporters Magazine, oltre che collaboratore di Basket Magazine, in particolare sulla rivista, ha parlato della stagione di Serie A2 e delle possibili favorite alla promozione finale, con un focus sulla sua Brindisi, che venerdì sera ha perso a Pesaro un importante scontro diretto, “penso che Pesaro ha messo una buona base con questa vittoria, sicuramente ha dato una grossa spallata al campionato.

Tanti i temi affrontati, dal nuovo possibile palazzetto a Brindisi ad un’analisi di alcune squadre del campionato, senza dimenticare l’inserimento dell’instant replay in pianta stabile in A2, o dei giovani italiani, con una domanda anche sul problema del basket in televisione per puntare ad avere più visibilità.

Cosa ha detto il big match di venerdì sera tra Pesaro e Brindisi, ha consacrato Pesaro come capolista?
“Sicuramente, è una partita che ha detto molte cose. Pesaro ha confermato di essere probabilmente la squadra migliore del campionato in questo momento, è molto continua, e anche senza un americano ha saputo trovare un’alchimia di squadra importante. Ha un gruppo italiani buono, tra i migliori dell’A2, e sicuramente ha dato una grossa spallata al campionato per tanti motivi, intanto perchè ha vinto contro un’avversaria che era molto vicina a raggiungerla, ha ribaltato la differenza canestri e ha dato la sensazione agli avversari di un’ulteriore prova di forza. Ha saputo fronteggiare momenti difficili, sia nelle ultime settimane che nella gara di venerdì, ma ha dato dimostrazione di forza e solidità.”

Cosa manca a Brindisi, che in casa è molto più incisiva rispetto a quando gioca in trasferta?
“In trasferta manca più solidità difensiva, e anche una certa mentalità di come si affronta una partita rispetto a come avviene in casa, il palazzetto molto caldo gioca un ruolo importante. Manca un pò di continuità in trasferta e in alcuni momenti chiave la squadra si perde, e questo, spiace dirlo, probabilmente è legato alla costruzione di una squadra buona ma non ottima come ci si aspettava. Alcuni giocatori sono più casalinghi e fuori casa avvertono una maggiore pressione e difficoltà, Copeland è il primo che nelle ultime trasferte ha avuto un rendimento tra alti e bassi, come anche Vildera che venerdì è stato dominato da Miniotas. Credo sia una questione di testa.”

Che ne pensa della prestazione di Mabor contro Pesaro e che potenzialità può avere questo ragazzo?
“E’ un giocatore tutto da scoprire, chiaro che quando si è fermi per 6 mesi, poi per uno come lui, molto alto, ma anche esile, è chiaro che bisogna mettersi in ritmo. Venerdì ha fatto vedere delle cose buone, ha fatto 2 stoppate e in altre due azioni ha reso più difficile la circolazione palla di Pesaro. Poi nel secondo tempo non è praticamente rientrato, Bucchi ha detto che sotto la tenuta fisica lui ancora non è in grado di fare tanti minuti, però secondo me è un giocatore che dovrebbe giocare un pò in più. Con minuti nelle gambe si potrebbe vedere un buon giocatore, utile ad allungare le rotazioni.”

Chi vede come favorita alla promozione diretta, la sua top-3, e Brindisi è ancora in corsa per il primo posto?
“Ad inizio campionato avrei detto Verona e Scafati, ora i valori sono un pò rimescolati. Pesaro per la promozione diretta venerdì ha messo una buona base, ora Brindisi ha 4 punti di distanza e la differenza canestri a sfavore, quindi dovrebbe vincere 3 partite in più rispetto a Pesaro, la vedo difficile. Oltre a Pesaro, io farei grande attenzione a Livorno, perchè è una squadra in grande ascesa, allenata, per me, da uno dei migliori allenatori del panorama di A2, forse anche di A1. Direi anche Scafati, soprattutto se questa sera vince a Mestre, anche se non è facile, con Vitucci è una squadra che può dire la sua. Verona resta una squadra forte, anche se manca un pò di continuità. La Fortitudo Bologna direi NI, date le varie problematiche che ha sia in campo che fuori.”

A Brindisi in che stato si trova la nuova costruzione del palasport?
“A zero. Purtroppo questa è un’altra cosa di cui noi, come giornale, abbiamo parlato tante volte. Sono stati fatti tanti proclami ma non c’è nulla di concreto e temo che, alla fine, non ci sarà più niente. Le ultime parole sono state del presidente Marino ai primi di settembre, ma erano parole molto vaghe, ovvero che erano alla ricerca di capitali e che ce l’avrebbero fatta, però non sono arrivati altri aggiornamenti. La questione è che sia la precedente che la nuova amministrazione hanno fatto tutti i passi burocratici, la Regione anche ha fatto il suo mettendo una parte dei soldi già a disposizione, ma il passo più grande deve farlo questa associazione temporanea di imprese, che fa capo alla famiglia Marino. Purtroppo, per tanti motivi, perchè dopo il Covid è cambiato tutto, questa spinta economica non si trova. Alcuni imprenditori si erano avvicinati ma evidentemente hanno deciso di non proseguire.”

Il suo bilancio storico della New Basket Brindisi, dalla ripresa fino ad oggi, in particolare di questa era del presidente Marino.
“Il presidente Marino e i soci e gli sponsor che lo sostengono hanno fatto tante cose positive, da quando c’è lui Brindisi è stata per 12 anni in Serie A, ha giocato le coppe europee, a questa società vanno dati dei meriti. E’ chiaro che poi quando le cose vanno a lungo andare può anche esserci l’annata storta, come era stata quella della retrocessione, dove ci sono stati parecchi errori. Lo scorso anno il bilancio è sufficiente, ci sono stati una serie di infortuni che hanno dimezzato il roster, è stata una stagione un pò sfortunata, e poi, forse, l’impatto dalla Serie A all’A2 si è pensato fosse un pò diverso, che magari fosse un campionato più semplice, quando in realtà l’A2 è tosta, si giocano tante partite anche durante la settimana ed è una stagione molto lunga. Quest’anno la squadra è stata costruita meglio e anche il gioco ne ha beneficiato, ma è chiaro ci vuole continuità. Brindisi ogni anno ricostruisce quasi sempre, ma non è facile farlo ogni anno. Un altro sforzo importante della società è l’arrivo di Cinciarini, che ha sicuramente dato più solidità, è un giocatore che cambia gli equilibri. Credo che entrando tra i playoff nelle prime 4/5 potrebbe giocarsela per la promozione.

Secondo lei Brindisi tornerà ad operare sul mercato e dove ce ne sarebbe più bisogno?
“Non credo che tornerà sul mercato in questo momento perchè, come abbiamo detto, con Mabor si potranno allungare le rotazioni e penso la squadra sia al completo così. L’impressione è che se nelle prossime 2/3 Maspero non continuerà a giocare, il giocatore chiederà di essere ceduto, a me dispiace personalmente perchè ha sempre fatto buoni campionati di A2. Potrebbe servire un lungo in più, però con il rientro di Mabor, credo che Brindisi sia al completo, magari da qui a un mese le cose potrebbero cambiare. Se si arriva secondi, ad esempio, e ai playoff le giochi tutte in casa quindi hai una grande possibilità per risalire, può darsi che potrebbe esserci un acquisto prima della post-season.”

Per vincere in A2 è meglio degli stranieri nei ruoli esterni, come Brindisi, o un mix con un lungo e un esterno?
“A Bucchi l’ho sempre visto giocare con la coppia play-lungo, a Roma aveva Nic Moore e Henry Simms, due giocatori fortissimi. Credo che giocare con i due esterni stranieri sia difficile in generale. Pesaro, Cividale e Livorno hanno un esterno e un lungo, al momento, sulla carta, le squadre meglio attrezzate sono quelle che giocano con l’asse play-pivot, per dirla alla vecchia maniera, stranieri. Lo scorso anno con Ogden si erano cercati degli equilibri, che con gli infortuni sono saltati. Ho l’impressione che con due esterni, soprattutto con due giocatori che hanno tanti punti nelle mani, si pestino un pò i piedi a vicenda. Francis è un giocatore recuperato e c’è stato un momento contro Pesaro che ha segnato solo lui, però contemporaneamente Copeland ha perso ritmo.”

Quali sono le risorse di budget che ha Brindisi, in un territorio di certo non facile con tante difficoltà, per fare basket?
“Le risorse sono difficili un pò ovunque al Sud. Brindisi ha uno zoccolo duro di sponsor importanti, che seguono la squadra dalla Serie A. Sicuramente il budget è leggermente ridotto, perchè ovviamente la Serie A è un conto, l’A2 è un altro. Le risorse sono quasi principalmente del territorio, locali, piccole imprese o negozi. I grandi nomi sono gli sponsor principali, tra cui Valtur che ha deciso di legare con la società, si parla di un 450mila euro. La difficoltà è quella di non avere un palazzetto adeguato e con l’amministrazione comunale, che è un pò in crisi e un grande supporto non è riuscito a darlo, la stessa situazione la si ha nel calcio. Non si naviga nell’oro, però il fatto che Brindisi era l’unica squadra pugliese in Serie A da tanti anni permette di avere molte risorse. Molto fa anche il pubblico, gli abbonati sono circa 1600, il palazzetto presenta qualche piccolo vuoto, però la quota spettatori garantisce ancora una bella fetta.”

Forlì è in piena crisi, la delusione della stagione, in piena zona play-out dopo che nella scorsa stagione era arrivata ai playoff.
“Forse lì c’è stato l’effetto opposto, ovvero aver puntato troppo su giocatori “anziani”, esperti, forse non funzionali al fatto che in A2 bisogna correre, con tanti giocatori che hanno punti tra le mani ma che alla fine si pestano i piedi tra loro. Onestamente pensavo che con Martino il rapporto si interrompesse a fine stagione scorsa ma hanno continuato, e ogni settimana è in bilico ma comunque continua lui. Comunque ci sono problemi che vanno anche aldilà del campo. Forlì è la delusione più grande, direi anche in piccola parte Verona, anche se resta tra le prime posizioni.”

Scafati si è rilanciata dall’arrivo di coach Vitucci, che a Brindisi conoscono molto bene, sta affrontando un buon momento anche se nei prossimi mesi ci sono tanti scontri diretti da giocare.
“Scafati è una squadra in grande crescita, che è stata rivitalizzata dall’arrivo di Vitucci, un allenatore che conosco molto bene, ci parlo spesso anche fuori dal campo, e lui ha accettato Scafati perchè era convinto di poter recuperare e si vedono i risultati. E’ una squadra completamente rinata, che ha degli italiani molto forti, Bruno Mascolo è già stato allenato da Vitucci e può fare la differenza. La metterei, come detto prima, tra le favorite per la promozione.”

I giovani restano un tema centrale, tanti ragazzi sono andati in NCAA o all’estero per giocare e crescere, che ne pensa e in A2 ha qualche nome interessante da seguire?
“Maretto è un ragazzo che avevo visto già l’anno scorso e avevo seguito nelle giovanili, ora è in pianta stabile in quintetto a Pesaro. Insieme a lui anche Trucchetti è un altro giocatore interessante che sta trovando spazio a Pesaro. Un altro nome è Andrea Loro di Bergamo, che ha giocato anche nel 3 contro 3 con l’Italia Under 23 in estate, è un 2004. Molto interessanti da seguire anche Marangon di Cividale e Valsecchi a Mestre. Credo che ne arriverà un altro, Saccoccia, che ha preso Rimini, ha fatto le giovanili con Napoli ad alti livelli e ha già qualche esperienza in Serie A, e mi dicono che è un giocatore già pronto. Anche l’under 19 non ha avuto grandi risultati negli ultimi anni e in questa stagione non si è qualificata alla fase interzonale, mentre ci è riuscita l’Aurora Brindisi. Viceversa, l’U17 della New Basket non ha perso nemmeno una partita e potrebbe costituire una base per il futuro, sperando che poi questi ragazzi trovino lo spazio giusto.
In A1 comunque i giovani stanno iniziando a trovare spazio, la Virtus Bologna e Cremona stanno facendo giocare tanti ragazzi, però è chiaro che il mercato europeo e internazionale è diverso. Se l’NCAA garantisce dei contratti di migliaia di euro, perchè non andarci, addirittura leggevo stamani che un draftato NBA vuole tornare in NCAA, e questo evidentemente la dice lunga. Anche in Europa ci sono modelli diversi, Garavaglia è andato a Ulm, anche se Milano voleva tenerlo, perchè c’era un guadagno migliore. Spagnolo ha fatto fortuna al di fuori dell’Italia. Poche squadre possono permettersi cifre alte per tenere questi giovani. Brindisi aveva iniziato con Ndzie, poi però è arrivata l’NCAA che ha proposto più del doppio, ed è impossibile competere con queste cifre.”

Un altro tema discusso in A2 è l’inserimento dell’instant replay, in tutte le anteprime A2 che BM ha fatto gli intervistati erano favorevoli, la stessa lega ne sta parlando, però forse bisognerebbe passare più ai fatti che alle parole.
“Sono molto favorevole alla tecnologia in generale, anche nella vita. E’ chiaro che bisogna capire se però l’instant replay diventa come il VAR nel calcio, gli arbitri non sanno più cosa fischiare e vanno al VAR anche per una spinta, venerdì sera Lazio-Genoa è durata oltre 100 minuti perchè gli arbitri sono andati in confusione. Sono favorevole però bisognerebbe mettere dei paletti su quali sono le casistiche più importanti, però per altre cose gli arbitri dovrebbero avere una capacità decisionale più forte, in questo gli arbitri di Serie A2 sono ancora un gradino inferiore a quelli di Serie A. L’instant replay ci vuole, purchè non diventi una schiavitù.”

La Serie A2 su RaiSport ha una buona possibilità, perchè partendo dal chiaro si arriva poi a nuovi tifosi e anche a nuovi possibili giocatori. Cosa dovrebbe fare il basket per essere più visibile ed impattante?
“Il basket dovrebbe avere maggiore visibilità, il calcio come altri sport quando c’è la possibilità di monetizzare è chiaro che si cerca di farlo. Purtroppo però abbiamo visto che sia LBA TV che LNP PASS hanno delle difficoltà. Credo che ci dovrebbe essere più possibilità di basket in chiaro e che la Rai dovrebbe puntare di più a questo. Venerdì si è vista una bella partita, ma è l’unica di fatto in un mese, poi ci sono le due femminili, ma quello è un capitolo a parte, e secondo me la Rai potrebbe fare di più, e anche le società dovrebbero spingere di più per avere in chiaro le partite, almeno in A2. Credo ci debba essere, al tempo stesso, anche una comunicazione diversa, la LNP a volte è un pò carente, il sito è un pò dispersivo, a volte i risultati si trovano, altre no, quindi ci dovrebbe essere un discorso generale. Sono convinto che l’arrivo di Jacopo Cavalli a capo della comunicazione di Lnp darà una spinta molto positiva per migliorare. A Jacopo, che ha svolto un ottimo lavoro alla Virtus Bologna, va il mio più grande augurio di buon lavoro. Bisognerebbe partire dalla tv ma migliorando il basket anche come comunicazione istituzionale, anche nelle singole società che a volte sono un pò carenti. Se già ci fossero due o tre partite di A2 in chiaro su RaiSport potrebbe essere una buona idea.”

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Foto di Ciamillo Castoria