di Mario Arceri
Era una domenica di Pasqua, l’appuntamento al Poligono di Tiro a Segno della Cagnola, al tempo estrema periferia a nord ovest di Milano, oggi centralissima Piazza Accursio. Forse c’è una targa a ricordare quell’evento, sinceramente non lo so, ma, se non ci fosse, il 4 aprile (nuova domenica di Pasqua, curiosa coincidenza) sarebbe il momento giusto per apporla perché quel giorno di un secolo fa, alle 14.30, l’arbitro Augusto Vitali, che nel secondo tempo si sarebbe alternato con il francese Beaupois nel ruolo di “Umpire”, primo arbitro (il secondo, nella terminologia delle prime famose 13 regole di James Naismith era definito “Referee”), alzava la palla del primo incontro internazionale ufficiale disputato da una squadra italiana. Maglia bianca e scudo sabaudo sul petto (l’azzurro sarebbe arrivato molto più tardi, su imposizione del CONI per tutte le federazioni in occasione dei Giochi Olimpici di Los Angeles del 1932 in onore dei Savoia, anche se il calcio l’aveva adottata fin dal 6 gennaio 1911 contro l’Ungheria all’Arena di Milano), cinque baldi giovanotti, che già da qualche anno erano impegnati nell’esercitarsi con il basketball, affrontavano la Francia (per suo conto già “bleus”).
Alla Cagnola faceva il suo esordio la Nazionale italiana, allenata da Marco Muggiani, fratello minore di Arrigo, primo presidente della FIB (Federazione Italiana Basketball). In campo Carlo Canevini, Giannino Valli, Alberto Valera, i tre attaccanti, e, con Caccianiga, Guido Brocca e Giovanni Ortelli, i due difensori, visto che in quell’epoca pionieristica ruoli e competenze erano nettamente scanditi. Esordio fausto: Francia battuta 23-17 (Canevini 9 punti, Valli 8, Valera 6), con il primo tempo concluso sul 12-6 a dimostrazione della superiorità degli azzurri su quel terreno in terra battuta e nemmeno troppo livellato. Brocca, pluriscudettato con l’Assi Milano e consigliere della prima Federazione nata cinque anni prima, era il capitano.
Vale la pena fare un po’ di storia. La prima partita ufficiale che si ricordi risale all’8 giugno 1919 e alla sfida all’Arena di Milano, di fronte a trentamila spettatori che attendevano l’arrivo dell’ultima tappa del Giro d’Italia, tra la 2ª Compagnia Automobilisti di Monza e gli Aviatori della Malpensa: in palio c’erano le convocazioni per la selezione che avrebbe partecipato qualche mese più tardi, in autunno, alle “Olimpiadi interalleate di Joinville-Le-Point” volute dal generale John “Black Jack” Pershing comandante in capo delle forze americane impegnate nel primo conflitto mondiale ’15-’18 per celebrare la fine, e la vittoria, della Grande Guerra.
A Parigi andarono Arrigo e Marco Muggiani, Baccarini, Sessa, Palestra, Pecollo e Bagnoli. Persero con gli Usa (che avevano battuto la Francia 93-6) per 17–55, ma si presero il secondo posto battendo i francesi 15-11. Sarebbe in effetti questa la prima avventura di una nazionale italiana, ma la Federazione… ancora non c’era. Sarebbe nata l’8 ottobre 1921 nelle fumose sale della Birreria Colombo di Milano. La “palla al cerchio” era gestita dalla Reale Federazione Nazionale Ginnastica Italiana dal 1907 (e fino al 1925), a livello internazionale dalla federazione di handballi: i fratelli Muggiani furono i promotori dell’indipendenza e il 2 novembre, con il varo dello statuto della nuova e autonoma federazione, con Arrigo Muggiani presidente, il nome della disciplina fu modificato in Basketball.
L’anno successivo, il 18 aprile, il ritorno a Parigi con una nuova vittoria: 22-18. All’ombra della Tour Eiffel ritroviamo Canevini con 12 punti, Valli con 6 e Valera con 4. Non c’è più Fedeli, a Brocca e Ortelli si aggiungono Besozzi e Giuseppe Sessa già visto sette anni prima a Joinville-Le-Point. La Nazionale sarebbe tornata in campo ancora una volta, a Roma l’11 maggio 1930, contro la Svizzera (36-13, con Diana 8, Pasquini, Rovelli, Antonini 14, Cuppo, Giassetti 6, Maneo e Santarello 8), per poi fermarsi per cinque anni..

IL TESTO COMPLETO su Basket Magazine, da ieri in edicola e in edizione digitale, con le testimonianze di Dino Meneghin, Bogdan Tanjevic, Carlo Recalcati e Pierluigi Marzorati, raccolte da Matteo Airoldi, Edoardo Tamba, Alessio Apicella e Lorenzo Bloise