26ª giornata di LBA che comincerà stasera con due anticipi e, dopo le quattro partite di domenica, si concluderà lunedì sera col posticipo tra Virtus Bologna e Cantù. Tutto ancora in ballo, sia nella parte alta della classifica, che nella zona salvezza. Stasera al Taliercio Venezia ospita Brescia, per raggiungerla in cima alla classifica. Domani Napoli, che in settimana ha accolto il nuovo coach Repesa, ospita Treviso, rivitalizzata dalle tre vittorie consecutive. Lunedì sera la Virtus, ancora a secco di vittorie, dopo l’esonero di Ivanovic, ospita Cantù con l’imperativo di vincere.

 

Nell’avvicinarci a questa giornata noi di BM abbiamo intervistato una delle penne storiche di Repubblica e della redazione bolognese, ovvero Walter Fuochi. Giornalista sportivo che segue in particolare la Virtus Bologna. Con lui abbiamo parlato di tanti argomenti: il progetto NBA Europe, la situazione attuale del basket, anche a livello comunicativo, e i possibili scenari di questo finale di stagione.


In merito al progetto NBA Europe, nelle ultime settimane si parla di un possibile accordo con l’Eurolega per unire i due progetti. Crede sia la soluzione migliore e quale scenario prevede come definitivo?

Il mio pensiero è che ci possa essere solo una lega. Adesso ce ne sono due. Una è in campo e una vuole entrare. Dopo un periodo di ostilità, soprattutto a parole, adesso sembra essere arrivato il tempo per trovare un accordo. Può essere una coesistenza a pari dignità e peso economico delle due forze o più probabilmente finirà che quella più forte inghiottirà quella più debole. È ancora abbastanza difficile prevedere il finale, la NBA non viene per fare la seconda a nessuno, però è anche vero che dal progetto proposto inizialmente è cambiato molto, andando nella direzione voluta dall’Eurolega per salvaguardare i club storici. Siamo al braccio di ferro, qualcuno avrà il braccio migliore.

Dal basket italiano le squadre che si vorrebbero coinvolgere nel progetto NBA sono Milano e Roma, con quest’ultima da rilanciare ad alto livello. Rimarrebbe invece fuori la Virtus Bologna che ha una licenza triennale in Eurolega.

Le due città indicate dalla NBA sono Milano e Roma, che sono le due città più importanti in Italia. Il fatto che a Roma in questo momento ci sia una pallacanestro solo a livello di Serie B non è minimamente preoccupante per loro. Ci sono due gruppi interessati a prendere il controllo di Roma per poi proporla alla NBA come società in grado di andare avanti. Quindi credo che non ci discosteremo da queste città. Bologna è una città marginale secondo il pensiero statunitense. La scelta della NBA coincide con quello che c’è sul territorio. Anche Venezia, Brescia e Tortona sono entità che stanno facendo un buon lavoro a livello nazionale, però non hanno una statura per proporsi in quella internazionale. L’Eurolega ha puntato su Milano e Bologna, vedendo l’emergere della Virtus accanto a Milano nell’ultimo decennio. Oggi è impegnata a tutelare i suoi club storici che hanno una licenza decennale. La Virtus è lì a metà, con una licenza triennale, per cui bisognerà vedere come andrà avanti.

Nella situazione attuale tra coppe europee e campionati viene spesso fuori il discorso delle troppe partite che diminuiscono la qualità del gioco e aumentano gli infortuni. Cosa ne pensa?

Questo è assodato. Tutte le squadre hanno giocatori ai box e infortuni anche lunghi. Bisognerebbe giocare un po’ meno, ma questa mi sembra utopia. Perché la verità vera è che i club vogliono giocare. Le Leghe vogliono giocare, devono vendere biglietti al pubblico in sala, devono vendere partite in televisione e quindi chiederanno un impegno ai giocatori, che peraltro vengono molto ben pagati, includendo in questo cinicamente anche il rischio degli infortuni. Lo sport system va verso lo spettacolo, il business e deve andare in onda più che si può. E’ chiaro che è un sistema molto esigente però sai finché nessuno rinuncia volontariamente a metà dello stipendio per giocare metà delle partite parliamo di niente.

Venendo alla situazione attuale della Virtus, da qualche settimana è stato esonerato Ivanovic e promosso il suo vice, che finora non ha ancora ottenuto una vittoria nelle partite giocate tutte in casa peraltro. Quali sono le sue sensazione sul finale di stagione?

Le mie sensazioni sono che conosciamo una verità filtrata soprattutto attraverso i canali societari. Non conosciamo la verità raccontata né sussurrata da Ivanovic, che non è un uomo di interviste neanche quando vince gli scudetti, quindi non credo che all’indomani di un esonero faccia sentire la sua voce.
Questo naturalmente crea qualche incertezza sulla ricostruzione di come sono andate le cose perché abbiamo sentito molte versioni però tutte versioni ufficiose quindi un po’ pilotate dalle cabine di regia. Io mi chiedo solo se non ci fosse una margine per mantenere la convivenza con Edwards. Come è emerso, buona parte della squadra seguiva Ivanovic a fatica, ma ne tollerava i metodi e i sistemi, però dati anche i risultati in campionato, penso ci si potesse metter attorno ad un tavolo e per tre mesi ancora sopportare questa situazione, da bravi professionisti. Credo che perdere un allenatore di quella statura e di quella esperienza sia stato un ulteriore colpo assestato alla situazione. Jakoljevic è un aspirante allenatore, su questo non ci sono dubbi. La Virtus potrebbe essere alla fine di un ciclo, speriamo se ne apra un altro altrettanto luminoso.

A novembre anche Milano ha deciso di affidarsi al suo vice allenatore Poeta, al posto di Messina. Scelta che ha anticipato quanto sarebbe dovuto accadere nella prossima stagione.

Sì, questo spiega la diversità della storia. A Milano avevano già deciso che Poeta sarebbe stato il prossimo allenatore e decidono di riportarlo per farlo crescere ulteriormente all’ombra di Messina che è un grande allenatore. Poi i fatti impongono di cambiare prima, le dimissioni di Messina accelerano questo processo, però è un processo in buona parte atteso, se non subito, che sarebbe successo  nella prossima stagione magari. Quello che è successo a Milano è un po’ meno traumatico di quello che è accaduto alla Virtus, però anche il cambio di Milano è indicativo di un disagio, di qualcosa che non funzionava più e la fine di un’epoca, perché Messina è un allenatore che segna un’epoca.

Riguardo al futuro di Messina potrebbe tornare in panchina, magari nel nuovo progetto di Roma? 

Messina sembra il nome che ha in serbo uno dei possibili proprietari della Roma che verrà, che è l’attuale proprietario di Trieste Matiasic. C’è un’altra accordata che fa la stessa cosa, interessata al titolo di Cremona. Bisogna capire quale delle due cordate prenderà il controllo per il progetto NBA che coincide anche con la partecipazione al campionato italiano. Se è quella di Matiasic, Messina è l’allenatore candidato numero uno. Se è quella di Kaukenas e Nelson non lo è. Poi Messina è in attesa che qualcuno gli faccia un’offerta, se è anche fuori dal territorio nazionale, immagino l’accetterebbe, perché la sua vocazione alla panchina non è una vocazione dimiinuita col passare degli anni, viceversa potrebbe prendere in esame anche un ruolo dirigenziale nella stessa NBA Europe, perché no.

Dentro Roma al posto di una tra Trieste o Cremona, una piazza storica potrebbe sparire?

Se il padrone di Trieste decide di andare a Roma, essendo il club il suo, è chiaro che dà uno schiaffo a tutti i tifosi, però lo fa, lo può fare per i regolamenti. Lo stesso a Cremona, se il signor Vanoli decide che ha già speso abbastanza o non si diverte più,  cosa gli puoi andare a dire?  Sicuramente ci saranno delle trattative in corso.

In campionato oltre a Virtus e Milano ci sono Brescia e Venezia che si giocano i primi posti in classifica. 

Sì, sono sempre quelle. Le rimescoliamo in vari ordini, ma queste sono le prime quattro squadre che attualmente esprime il basket italiano. Non da un anno,  ma da un paio. Tortona è la quinta di fresca nobiltà e adesso vediamo come si accoppieranno nella griglia dei playoff, perché non è detto che la finale sia Milano-Bologna ma questo l’abbiamo già visto e si potrebbe ripetere.

In risalita ci sono Reggio Emilia e Varese.
Sì, sono quelle che mirano ad entrare nelle otto, poi dopo non è molto probabile che battano una delle prime quattro, però può accadere. La stessa stagione di Milano e di Bologna, con diverse cadute e diversi contraccolpi, più Milano di Bologna, dice che si può perdere da qualsiasi parte. Per essere eliminati dalla corsa scudetto bisogna perderne tre, quindi versare in una crisi profonda che al momento non si vede.

Come vede invece la lotta salvezza, con Treviso che si è rivitalizzata nelle ultime giornate?

Sì, le squadre sono quelle, Sassari, Treviso, Cantù e Napoli. C’è chi vince di più adesso, c’è chi ha vinto di più prima e quindi pensava di essere fuori pericolo. Qualche scontro diretto potrebbe dare dei verdetti definitivi. Treviso che sembrava la principale candidata adesso sembra quella più in forma e quindi è lei che ha rimescolato le carte. Non c’era una sentenza prima, non c’è adesso.

Quest’anno c’è stata la novità LBA TV. Come vede la nuova piattaforma e il suo modo di raccontare il basket?

Io la guardo e mi sembra stiano facendo un lavoro molto serio, rigoroso. I numeri forse non sono ancora quelli sperati. Il basket dipende dalla vendita e dal successo dei diritti televisivi, bisognerebbe capire perchè non tutti gli appassionati di basket non si siano abbonati massicciamente alla nuova piattaforma.

La visione di più partite in chiaro, anche della Nazionale, aumenterebbe il bacino di spettatori?

Sì, la nazionale è vista come un traino, lo è di qualsiasi sport. Poi ci vorrebbe anche una nazionale che vincesse qualche partita, però la nazionale mobilita, non c’è dubbio. Se andasse in chiaro sarebbe bello per tutti, ma non sempre si acconsente a ciò. Finché sei uno sport piccolo, gli altri ti considerano meno. Spero arrivi il giorno in cui la Rai trasmetterà tutte le partite della Nazionale, ma ci vorrebbe anche una Nazionale che prima vincesse molte partite.

Il cammino in Eurolega di Milano e Bologna è stato deludente anche quest’anno. Come se lo spiega?

Peggio di così non si può fare. Ci sono venti squadre, dieci vanno avanti, dieci stanno indietro. Noi siamo da quattro anni nelle dieci che stanno indietro con una sola partecipazione della Virtus ai play-in. Se la nazionale va male, i club vanno altrettanto male e se tu in un movimento di 20 squadre non riesci a piazzare nelle prime dieci le tue migliori, vuol dire che come movimento sei inferiore ad altri. Tutti gli altri paesi o quasi tutti a turno mettono qualcuno nei play-off di Eurolega, noi no.

Com’è oggi la comunicazione del basket e com’è cambiata negli anni?

Il basket è sparito dai giornali, che è qualcosa di drammatico, perché i giornali sono la prima fonte di informazione che ci sono. C’è un gran fiorire di siti, metà dei quali però fanno copia e incolla dei giornali, quindi se non trovano notizie poi non pubblicano niente. Questo non vale per tutti, ci sono anche siti buoni, eccellenti, che fanno un ottimo lavoro, però per un pubblico non molto vasto. Credo che la consultazione dell’informazione via internet sia ancora molto limitata ad addetti ai lavori, ma non si va al cuore del grande pubblico e senza il grande pubblico tu non hai un grande sport.
Dopodiché la comunicazione è figlia della comunicazione del terzo millennio. Ormai è scaduta propaganda, non c’è più critica. Ci sono queste interviste ad allenatori e giocatori molto preconfezionate. Se uno non ha coraggio a fare impresa, iniziativa, non si merita successo. E al basket adesso manca molto anche questo coraggio. Forse servirebbe qualche tema di discussione in più, qualche sana polemica.

I suoi possibili MVP come allenatore, giocatore e giovane del campionato?

Come allenatore credo che il lavoro migliore l’abbia fatto Fioretti, che da vent’anni a Milano faceva il secondo. Arrivato a Tortona per fare il primo sta conducendo un’eccellente stagione. Poi sta lavorando bene anche Priftis a Reggio Emilia. Come miglior giocatore, ha consolidato ad alto livello il proprio rendimento Brooks di Milano e Ramsey di Trieste che adesso è il capocannoniere del campionato, e qualcuno vorrebbe già provare fuori da Trieste ad un livello superiore. Come giovane Saliou Niang, anche se non è sempre continuo.

Quali sono le partite più interessanti di questa ventiseiesima giornata?

Venezia-Brescia, per forza. Poi Virtus-Cantù, dove Bologna deve vincere per forza.

 

26ª GIORNATA

Sabato 11 aprile

Reggio Emilia-Cremona (ore 20.00, LBA TV)

Venezia-Brescia (ore 20.30, LBA TV)

 

Domenica 12 aprile

Udine-Trieste (ore 16.00, LBA TV e Sky Sport Basket)

Varese-Sassari (ore 17.30, LBA TV)

Tortona-Trento (ore 18.00, LBA TV)

Napoli-Treviso (ore 18.30, LBA TV)

 

Lunedì 13 aprile

Virtus Bologna-Cantù (ore 20.00, LBA TV, Sky Sport Basket)

Riposo: Milano

 

Edoardo Tamba

foto: Walter Fuochi (Tuttobolognaweb)