Le parole dei due coach, quello della Vanoli Cremona Pierluigi Brotto e quello di Venezia Neven Spahija, dopo il loro scontro nella ventinovesima giornata di LBA:
PIERLUIGI BROTTO:
“Abbiamo fatto un ottimo primo quarto, un buon primo tempo, in cui le difese erano leggere. Poi Venezia ha registrato la difesa, e le cose sono cambiate. Bisognerebbe commentare la festa che il pubblico di Cremona ci ha regalato al termine della partita. Quindi questa sera non analizziamo la partita, ma la stagione positiva, per la quale ringrazio tutti, lo staff, il pubblico, la città. E’ stata una bella serata, commovente. Possiamo fare un commento anche alla stagione, nella quale siamo andati oltre i nostri obiettivi, divertendoci, divertendo, e portando in Nazionale tre giocatori. Come sarebbe andata la stagione, se fosse stato possibile avere Battle dall’inizio? Jones ci ha aiutato ad acquisire un’identità di squadra, ed è un giocatore che abbiamo apprezzato e che merita; poi c’è stata la possibilità di avre Battle, grazie ad un’intuizione di Andrea Conti, che credo meriterebbe il premio di G.M dell’anno.”
NEVEN SPAHIJA:
“Voglio fare i complimenti alla nostra squadra: i ragazzi hanno fatto veramente bene, specialmente nel secondo tempo quando abbiamo migliorato la nostra difesa. Cremona ha provato a giocare al nostro ritmo e ci è riuscita nei primi 10 minuti, segnando ben otto tiri da tre punti. Nel primo tempo hanno realizzato 11 triple in totale, ma nella ripresa ne abbiamo concesse solo tre. Sono molto felice perché siamo rimasti fedeli al nostro stile di gioco, e questo ci ha permesso di vincere. Sono contento di aver utilizzato tutti e 12 i giocatori e che nessuno si sia infortunato.
Complimenti a Cremona: mantenere una squadra in Serie A per 23 anni in una città non grandissima, potendo contare su un pubblico così straordinario, richiede uno sforzo enorme. Il nostro campionato è molto competitivo e non è per niente facile restare a questi livelli per così tanto tempo. Sapendo che questa era l’ultima partita qui al PalaRadi, provo dispiacere: è sempre triste quando la pallacanestro lascia una città con una tradizione così importante”.