Il Pireo trionfa ad OAKA, l’Olympiacos supera un Real Madrid a tratti eroico e si aggiudica il quarto titolo di Eurolega della propria storia al termine di un match combattutissimo e deciso soltanto negli istanti finali, non senza qualche dubbio su un paio di chiamate arbitrali.
Un successo che il Real Madrid, magistralmente guidato da coach Sergio Scariolo, ha a lungo accarezzato nonostante le assenze di Usman Garuba, Alex Len e Walter Tavares ed il recupero in extremis di Andrés Feliz.
Trionfano i grandi favoriti, ma devono sudarsi ogni centimetro della coppa, trascinati dalla coppia Fournier (20) – Peters (16 e 7rb).
Il Real, partito con un perentorio parziale di 9-1, scappa nel primo quarto (19-26) sull’onda di un Trey Lyles che segna qualsiasi cosa gli passi per le mani.
Lo statunitense sopperisce ad un avvio troppo blando di Mario Hezonja (19 alla fine) e tiene la barra dritta anche nel secondo quarto, coronando una metà di gara da 21 punti; peccato per Scariolo che, al rientro dagli spogliatoi, la luce si spenga e l’ala ex Sacramento chiuda a 24, solo 3 punti dal 21′ in poi.
L’Olympiacos, anzi Bartzokas su tutti, si prende i quarti pari con quintetti atipici e soluzioni apparentemente cervellotiche ma, in realtà, efficaci e decisive.
È così che rimonta anche lo svantaggio in doppia cifra e gira la boa di metà gara sul +2 (46-44).
Il terzo periodo è ancora blanco, Hezonja si riconnette al match e comincia a crivellare la retina, Feliz s’incunea nella non perfetta difesa avversaria ed il Real rimette il muso avanti (54-60), per poi controllare la reazione avversaria e presentarsi agli ultimi 10′ con 4 punti di vantaggio (61-65).
Nel quarto periodo il tecnico ellenico richiama dalla panchina l’ex Pesaro Tyrique Jones con la missione di stare su Campazzo, una scelta che in pochi comprendono per un compito che il lungo americano, però, svolge in maniera impeccabile.
Le rotazioni lunghe, un Walkup che si reinventa realizzatore nei momenti in cui l’attacco biancorosso fatica ed un Vezenkov che entra in puntuali occasioni a pungere fanno il resto.
E nonostante tutto, nonostante i liberi di Fournier che valgono l’allungo (88-80), gli uomini di Scariolo si guadagnano anche la palla per il clamoroso pari: il tardivo risveglio di Lyles ed i liberi di Campazzo riportano a 3 le lunghezze di distanza, tuttavia la tripla di Feliz non è fortunata e, forse, sarebbe stato meglio l’extra pass per Hezonja.
Sostanzialmente le speranze del Real Madrid svaniscono qui, c’è polemica per due falli fischiati a Campazzo e Feliz ma resta mero aneddoto.
Vince l’Olympiacos, 92-85 il finale.
MVP: Alec Peters
Agli antipodi dell’appariscenza, ma anche dell’errore. Una Final 4 ai limiti della perfezione in cui è, a tratti, dominante nonostante vicino abbia uno degli interpreti più impattanti del ruolo di ala forte. L’uomo giusto che fa le cose giuste.
Da rivedere: Gabriel Deck
La voglia di lottare non gli manca, la precisione sì. In gare di questo tipo certe carenze si pagano a caro prezzo.