Sette minuti dalla fine di gara 5, 84-82 per la Virtus. Aliou Diarra segna un canestro contestatissimo nel pitturato, guadagnandosi il libero aggiuntivo. Un uomo con la canottiera con il numero 23 si fa tutto il campo, per urlare e mostrare i muscoli sotto la curva di casa. Ecco spiegato perchè, anche a 38 anni, quasi 39 per la verità, che verranno celebrati a Dicembre, Daniel Hackett è in grado di decidere partite di playoff.
Nell’azione successiva, strappa il rimbalzo dalle mani di Jordan Bayehe, che per tutta la serie ha catturato tutti i rimbalzi di quel tipo, e subisce fallo. Azione dopo, anticipo ancora sul malcapitato Bayehe e contropiede lanciato finito con la tripla di Morgan. Azione dopo ancora, furto direttamente da rimessa laterale e assist per la bimane di Diarra. Partita spaccata, partendo da un urlaccio e da un messaggio, a pubblico, compagni e avversari, che nella sua lunga carriera ha girato emotivamente partite che sembravano finite. Le statistiche finali sono buone, ma non rubano l’occhio: 10 punti con 1/3 dal campo ingrassati però dall’8/8 ai liberi, 4 rimbalzi e 4 assist, ma come spesso succede nel basket non raccontano tutto. Perchè stasera per capire il peso che Hackett ha avuto sulla partita, bisogna partire dai 7 punti in 6 minuti nel quarto quarto di Trento, dopo averne segnati 79 in 30′. Bisogna guardare le reazioni di Niang, di Diarra, di Edwards e di tutti i compagni dopo ogni azione e giocata. In un momento dove la Virtus era spalle al muro, è stato Hackett a mostrare la via.
Foto Ciamillo-Castoria
Nell’immagine, al tiro Daniel Hackett
Riccardo Pirrò